martedì 2 febbraio 2016

Jenna Hagglund: i mestieri del volley


L'articolo corredato con foto e nella doppia versione italiano-inglese è visibile su Pallavoliamo.it nel numero di gennaio a questo link:
http://www.pallavoliamo.it/rivista-on-line/i-mestieri-del-volley/ 



Cinque anni in Europa, cinque squadre diverse in altrettanti Paesi differenti e fino a questo momento, quello in Italia é stato l'adattamento più facile. Sarà la forza dell'abitudine, ma anche perché la cultura italiana é bellissima ed immergermi in essa é davvero divertente: le persone sono accoglienti, piene di vita e di passione. Senza contare che poi l'appartamento che mi hanno assegnato é un amore e questo sicuramente ha reso ogni cosa più semplice dato che mi sono sentita da subito come a casa. L'unica cosa che continuo a non capire é: quando devo fare benzina da sola e quando invece c'è qualcuno che lo fa per te? Rimane ancora un mistero! Ma spero di risolvere presto questo problema: sto prendendo delle lezioni d'italiano e anche se non sono proprio un asso, inizio a capire qualcosa.

Sono una persona molto curiosa e quindi mi piace imparare sempre qualche aspetto dalle differenti culture che la pallavolo mi ha dato modo di conoscere. Certo, di differenze ce ne sono tante, ma ci sono anche tante somiglianze. Proprio come nella pallavolo. Amo poter osservare la libertà negli stili, nella tecnica e nella struttura di gioco: non c'è un solo modo di giocare ed intendere la pallavolo e neppure una sola maniera di vincere. L'ho potuto vedere in ogni squadra per cui ho giocato, incluso Busto.

Che dire del mio nuovo club? L'organizzazione qui é davvero professionale e le persone che vi lavorano si dedicano completamente alla loro professione e si prendono cura di noi giocatrici. Mi ritengo davvero fortunata a farne parte. Ho sempre seguito le sorti della Unendo Yamamay e sapevo che era un posto speciale nel quale giocare. Essere qui conferma la mia grande stima verso questo club. Al momento siamo all'ottavo posto della classifica: penso che siamo un buon gruppo che lavora sodo e che vuole fare bene, due caratteristiche fondamentali per arrivare in alto. Certo, ci sono ancora aspetti che possiamo migliorare ma é bello sapere di avere dei margini di miglioramento e vedere poi le differenze.

E sono consapevole che questo miglioramento dovrà passare anche attraverso le mie mani. L'alzatrice, di fatti, é una pedina fondamentale in una squadra in quanto il suo ruolo lo rende un fattore unificante: connette la difesa con l'attacco, il primo e il terzo tocco, e, infine, anche tutte le compagne in quanto ha in mano il gioco e lo controlla. Per questo, secondo me, l'alzatrice deve essere innanzitutto affidabile: io personalmente voglio infondere fiducia e fare crescere la sicurezza delle mie compagne. So che le mie scelte di gioco e la mia palla influenzeranno tutte le giocatrici intorno a me; il che significa che se sono costante durante tutte le fasi della partita – sia nei momenti positivi che in quelli negativi – la mia squadra avrà più fiducia nei momenti di difficoltà. L'alzatrice deve infatti guidare la propria squadra con ogni mezzo – vocale, diretto o qualsiasi esso sia; deve essere la persona che lavora di più in palestra: io, per esempio, voglio essere sempre la prima ad arrivare e l'ultima ad uscire e dedico molto impegno a definire i dettagli per far sì che ogni minima azione sia importante. Infine, un'alzatrice deve essere “tosta”: deve saper accettare tanto feedback - buono o cattivo che sia – e usarlo al meglio. Io personalmente penso di avere tutte queste qualità, ma ogni giorno lavoro per migliorarle sempre di più.

Penso che questo ruolo mi si addica anche se devo ammetterlo, ho così tanta energia che a volte penso di essere un' opposto mancata! Infatti, in realtà, all'inizio giocavo in banda e e per vari anni anche da opposta. Come sono finita ad alzare? E' stato davvero un caso! Ero al primo anno di scuola superiore e durante la pre-season la nostra alzatrice titolare si è rotta il legamento crociato anteriore; così di punto in bianco, il mio allenatore Tracey Kornau si è girato verso di me e mi ha detto: “farai l'alzatrice”. Ero letteralmente pietrificata. Così ho ricoperto questo ruolo per tutta la stagione della high school e ho fatto persino un buon lavoro. La lezione che ho imparato quel fatidico giorno è stata: agisci come se sapessi esattamente ciò che stai facendo e ci riuscirai. Mi sono divertita ad essere il “cervello” della squadra e a toccare il pallone ad ogni singola azione, ma nel profondo del mio cuore, mi considero ancora una schiacciatrice. Infatti, quando mi è capitato di farlo, ho sempre giocato al meglio; così dopo aver ricoperto il ruolo per una stagione perché non c'era un'altra opzione, i miei allenatori mi fecero sedere e mi dissero guardandomi dritto negli occhi “Jenna, pensiamo che tu debba essere un'alzatrice. Sei atletica, intelligente, una buona leader e hai un tocco naturale” e, francamente, non avevo neppure l'altezza giusta per giocare in banda. Ci ho messo un po' ad elaborare le cosa, ma alla fine ho deciso di accettare questa ruolo e … il tempo ha confermato che è stata un'ottima idea!

La pallavolo ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato quando ero alle scuole elementari nel doposcuola, ma quando ero ancora più piccola seguivo sempre mio padre che giocava a pallavolo con una squadra amatoriale. Durante le pause cercavo sempre di giocare con lui mentre durante le partite palleggiavo sempre a muro: è stato probabilmente questo il primo assaggio di pallavolo e, cosa più importante, per me era un grande divertimento. Il passo successivo? La squadra della parrocchia del mio quartiere che poi mi ha permesso di entrare nella formazione della scuola superiore (a dodici anni circa) dove tutto è iniziato a farsi più serio ed importante per me. Ricordo che mi piaceva imparare sempre nuove cose e cercare di essere atletica. Inoltre, sono stata sempre molto competitiva: così nel momento in cui iniziai ad acquisire sempre maggiori capacità e a mettere in pratica le indicazioni dei miei allenatori e dalle mie compagne di squadra, tutto ha iniziato ad essere sempre più eccitante. Senza contare il fatto che grazie alla pallavolo ero riuscita a farmi tanti nuovi amici: la pallavolo è uno sport che si basa su dinamiche di gruppo davvero speciali, e io adoravo tutte quelle urla di incitamento che caratterizzavano le nostre partite. Sono diventata una giocatrice a 14 anni....ma solo perché non avevano una squadra di calcio che era il mio sport preferito.

Colpa di mio fratello minore, Nick. Gioca come professionista per una squadra di calcio canadese (il Toronto FC). L'ho visto crescere e la maniera in cui si è affermato come professionista e come uomo è davvero incredibile: lo ammiro molto. Quando è in campo gioca sempre con grande passione e con un senso di libertà che prendo come esempio. Assieme a Karch Kiraly, l'allenatore della squadra nazionale statunitense, sono delle vere superstar per me, non solo perché sono dei “grandi” dello sport, ma soprattutto perché sono delle persone straordinarie.

Durante la mia carriera ci sono state tante persone che mi hanno aiutato nella mia formazione sportiva ma, e soprattutto, nella mia crescita umana: si sono prese cura di me al di là delle semplici statistiche di gioco o delle mie abilità e ho quindi assorbito delle qualità da ciascuno di loro che ogni giorno cerco di emulare. Parlo per esempio di mio padre, che è stato uno dei miei primi allenatori; anche ora che probabilmente ho superato le sue conoscenze, mi ha innescato la passione per questo gioco e continua ad insegnarmi a essere un buon leader, una buona compagna di squadra e una motivatrice. Poi, ci sono stati Ron Mahlerwen e Lisa Schaad a cui devo tutta la mia forza mentale e tecnica: è grazie a loro che ho imparato a essere così competitiva in campo. Durante la scuola superiore, sotto la guida di Tracey Kornau ho imparato ad adattarmi ad ogni situazione in campo; il mio allenatore del college, Jim McLaughlin, mi ha invece insegnato ad essere un'alzatrice: in quattro anni ho imparato tantissimo grazie a lui. E naturalmente, essere allenata da coach Karch è stato speciale, non solo per lui ma anche per tutto lo staff che segue la nazionale statunitense a partire da Tom Black che segue noi alzatrici.
 
È grazie a ciascuno di loro se sono la giocatrice che sono e se sono riuscita ad adattarmi al meglio alle richieste della nazionale. Di fatti, negli Stati Uniti, c'è molta competizione in allenamento e molta più specificità nella maniera di affrontarli, come per quel che riguarda la comunicazione tra noi giocatrici e nel costruire la squadra. Essere parte di questo gruppo è stato da sempre un mio obiettivo, come quello di giocare le Olimpiadi. Lo so, può suonare molto americano, ma sono orgogliosa della mia nazione e mi ritengo fortunata di avere le libertà e le opportunità che ho avuto. Così quando lotto per il mio Paese, anche se su un campo da gioco, e per tutte quelle giocatrici che si possono ispirare a me, mi sento viva, motivata e fortunata. Sarebbe quindi un onore poter giocare alle Olimpiadi di Rio quest'estate e ho intenzione di fare del mio meglio non solo per arrivare lì …. ma per vincere una medaglia d'oro.

Tennis: Camila Giorgi convocata per la sfida di Fed Cup contro la Francia

immagineLa maceratese Camila Giorgi è stata convocata da capitan Barazzutti per la sfida di Fed Cup contro la Francia che si terrà a Marsiglia il 6 e il 7 febbraio. Assieme a lei Errani, Schiavone e Caregaro.

Tempo di nazionale e di Fed Cup per le azzurre del tennis! Così, in attesa della sfida tra Italia e Svizzera in campo maschile a Pesaro (dal 4 al 6 marzo), Capitan Barazzutti rende note le ragazze che difenderanno i colori azzurri a Marsiglia per il primo round del World Group contro la Francia.

Tra le cinque convocate ci sarà anche Camila Giorgi che nonostante la prematura uscita dagli Australian Open ha dimostrato di potersela giocare con le più forti. Assieme a lei ci saranno anche le due veterane Schiavone ed Errani assieme alla new entry Caregaro (256 del ranking).

Rimane fuori rosa - per sua scelta - Roberta Vinci che comunica di volersi concentrare sul torneo singolare, in quella, che probabilmente potrebbe essere la sua ultima stagione (almeno da quanto è emerso da alcune interviste e dal tweet scritto dall'Australia qualche giorno fa).

La Francia, che lo scorso anno si era imposta per 3 a 2 sulla terra del 105 Stadium, Genoa -  si presenta con Mladenovic, Garcia, Parmentier e Dodin. Sorpresa per l'assenza di Cornet che già lo scorso anno aveva però manifestato qualche malcontento con la gestione del gruppo in occasione proprio della sfida contro l'Italia. Le transalpine al momento conducono per 7 a 3 e proprio sulla terra hanno ottenuto ben 5 vittorie.

Tennis: WTA Hobart, esordio vincente per la maceratese Camila Giorgi

HOBART (AUSTRALIA) - Esordio con vittoria per la maceratese Camila Giorgi, numero due del tabellone, che supera per 6-4, 1-6 6-1 la kazaka Zarina Diyas. Prossima avversaria dell'azzurra sarà la vincente del match tra la francese Pauline Parmentier e la giapponese Nao Hibino.
Dopo essere uscita al terzo turno del torneo di Brisbane per mano della teutonica Angelique Kerber , Camilia Giorgi ha iniziato in maniera positiva il torneo di Hobart al quale partecipa come testa di serie numero 2. 

La maceratese ha infatti superato in tre set (6-4,1-6,6-1) la kazaka Zarina Dyas in quello che sarà l'ultimo torneo dell'azzurra prima dell'Australian Open, primo slam stagionale in programma a Melbourne dal 18 al 31 gennaio.

Il debutto sui campi di Hobart ha messo in evidenza nuovamente i lati più positivi del gioco di Camila ma anche quelli più negativi che hanno fatto prolungare il match fino a quasi due ore di gioco. Nel primo set, infatti, Camila perde e recupera il servizio per ben due volte per poi sbloccarsi nel quinto gioco quando riesce finalmente a tenere il suo turno e portarsi sul 3 a 2. L'azzurra è poi brava a difendere altre due palle break e chiudere al primo set point (6-4). 

Neppure il tempo di realizzare di essere avanti di un set che Camila si ritrova sotto di 5 a 0 nella seconda frazione. Come le è capitato anche a Brisbane, l'azzurra si lascia infatti sorprendere dall'avversaria e, sotto pressione, inanella un errore dietro l'altro regalano letteramente il secondo set alla kazaka (1-6). 

Il terzo set vede un atteggiammento diverso della giovane maceratese che ritorna in campo più motivata e più sicura del suo gioco. Così, dopo essersi subito aggiudicata un break, Camila è brava a non lasciarsi destabilizzare dal controbreak di Dyas e a contiunuare con solidità dal fondo conquistando i successivi tre game. L'azzurra chiude così per 6 a 1 la terza frazione e passa il turno.

Prossima avversaria sarà la vincente del match tra la francese Pauline Parmentier (120) e la giapponese Nao Hibino (66). 

Ma in questi giorni, Camila è su tutte le cronache, più che per il tennis, per la sua storia d'amore con un altro tennista, anche lui maceratese, che risponde al nome di Giacomo Miccini. Dopo le foto dei due insieme per Capodanno, le cronache rosa hanno infatti ribattezzato i due la nuova coppia del tennis italiano.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche del 11/01/2016

Tennis: Camila Giorgi subito out a Brisbane

dot Tennis: Camila Giorgi subito out a Brisbane

immagineBRISBANE (AUSTRALIA) - Inizio di stagione dolceamaro per Camila Giorgi che, dopo aver giocato un set e mezzo quasi perfetto, si lascia rimontare da Angelique Kerber perdendo così per 7-5, 3-6, 0-6. Fatale per la marchigiana l'interruzione per pioggia nel secondo set, dopo la quale non riesce più ad ottenere nemmeno un game.


Per la numero 35 del mondo, la marchigiana Camila Giorgi, questo esordio stagionale lascia sicuramente un po' di amaro in bocca. Contro la tedesca Angelique Kerber infatti, Camila ha giocato un set e mezzo al limite della perfezione, con un gioco solido da fondo campo e un ritmo veloce che ha messo spesso in difficoltà l'avversaria (numero 10 del ranking).

Sin dall'avvio il ritmo della partita è subito molto elevato e le due giocatrici si scambiano break e contro break procedendo così in perfetto equilibrio fino al 5 pari. Proprio nel rush finale a decidere è un clamoroso errore della tedesca che manda fuori un diritto a campo aperto. Camila ne approfitta e porta a casa la prima frazione di gioco per 7-5.

Il secono set sembra aprirsi sulla falsa riga del primo: è la giovane marchigiana ad avere la prima palla break che potrebbe lanciarla in questa frazione, ma la tedesca in qualche modo si salva. Camila accusa il colpo e l'avversaria piazza subito il break nel 4 gioco. Nel momento meno opportuno per Angelique, quando l'equilibrio sembra infatti essersi portato dalla sua parte, arriva la pioggia che costringe il giudice di sedia a sospendere la partita. Al rientro la maceratese infatti ha subito tre palle del controbreak, ma tra demeriti propri (tanti) e meriti della sua avversaria, non riesce a riequilibrare la situazione.

Kerber è brava ad approfittarne e chiude per 6 a 3 la seconda frazione. Nel parziale decisivo la Giorgi perde completamente l'appiglio sulla partita e comincia a sbagliare ogni palla permettendo alla Kerber si chiudere con un perentorio 6-0

Tra le altre italiane in campo, bene solo Roberta Vinci che si impone suJelena Jancovic per 3-6 6-2 6-4 dopo una rimonta ben orchestrata. Al secondo turno ci sarà Dominika Cibulkova. Niente da fare invece per Sara Errani che nulla può contro una delle favorite del torneo, la giovane Belinda Bencic che si impone per 6-1, 6-2 in appena 56 minuti di gioco.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche e Vivere Macerata del 05/01/2016

Senigallia: i Babbi Natale arrivano dal mare...in sup

immagineRitorna per il quarto anno l'iniziativa più colorata del Natale senigalliese: come da tradizione un centinaio di babbi natale ha sfilato lungo il Fiume Misa a bordo dei loro SUP portando un carico speciale per tutti i bambini.


Se il successo di un'iniziativa si misura a suon di “like” e “retweet” sui principali social media, la tradizionale sfilata dei “Babbi Natale su Sup” é stato un successo annunciato. “Sulla pagina dell'evento” - mi spiega Giovanni Agostini, l'organizzatore - “hanno messo “parteciperò” più di 700 persone e altre mille hanno cliccato su “mi piace”.

Non saremo così tanti, ma sono sicuro che arriveremo al centinaio”. E così é stato. Verso le 10, infatti, un centinaio di Babbi Natale hanno affollato il tratto di spiaggia davanti alla Rotonda a Mare pronti a salpare alla volta del centro storico sfilando lungo il Fiume Misa.

A guidare la sfilata, sulla sua “batana” di ordinanza, l'Assessore Campanile, ospite ormai fisso di questa iniziativa. Sui loro SUP – alcuni addobbati con Minions e Pupazzi di Neve – i novelli “aiutanti” hanno portato anche un sacco pieno di regali che hanno poi portato alla casetta dell'unico e vero “Babbo” in cima al Corso II Giugno.

Organizzata con il Patrocinio del Comune di Senigallia e inserita nel calendario degli eventi natalizi di “Un Mare di Natale”, l'iniziativa si é svolta come di consueto la domenica prima della Viglia di Natale e ha attirato in città tantissimi curiosi.

Tante erano le persone – grandi e piccini - che hanno infatti applaudito e fotografato questa insolita e coloratissima sfilata che é ormai diventata un appuntamento imperdibile del Natale senigalliese.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Senigallia e Vivere Marche del 21/12/2015