martedì 28 aprile 2015

Ginnastica Ritmica: tre atlete di Fabriano nella nazionale azzurra juniores

immagineMilena Baldassarri, Daniela Mogurean e M. Lavinia Muccini faranno parte della squadra nazionale juniores che il 1 maggio debutterà ai Campionati Europei individuali senior e a squadre di Minsk (BLR).

Da venerdì 1° maggio fino a domenica 3 va in scena, a Minsk (BLR), la 31° edizione dei Campionati Europei individuali senior e a squadre junior di Ginnastica Ritmica.

Tra le azzurre convocate a rappresentare il nostro Paese ci saranno anche tre atlete della sqaudra di Fabriano: Milena Baldassarri, Daniela Mogurean e  M. Lavinia Muccini .
Assieme a loro, scenderanno in pedana  Veronica Bertolini (San Giorgio ’79), Alessia Russo (Armonia D’Abruzzo), Agnese Duranti (La Fenice) e Anna Basta (Pol. Pontevecchio).

Per le azzurre si tratta del debutto in una rassegna continentale: dopo essersi fatte le ossa sui palcoscenici del Grand Prix di Mosca e della Coppa del Mondo di Pesaro, saliranno infatti per la primissima volta sulla pedana del Multi Sport Complex Arena per affrontare le compagini di categoria più forti d’Europa.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche del 28/04/2015

giovedì 23 aprile 2015

Ginnastica Artistica: Fasana sfiora il podio; Busnaghi bronzo al cavallo

immagineMONTPELLIER (FRANCIA) - Agli Europei di Ginnastica Artistica Alberto Busnaghi conquista il bronzo al cavallo; Erika Fasana sfiora il podio per pochi millesimi al corpo libero; Ferlito si scusa per il twitter polemico contro i giudici.

Alberto Busnaghi è l'erore italiano degli Europei di Montpellier 2015: a 36 anni l'aviere di Melzo sale per la terza volta in carriera sul podio continentale (15.200) dopo il bronzo di Patrasso (2002) e l'argento conquistato nel 2004 a Lubiana. Ottima anche la prova di Ludovico Edalli che conquista il 16 posto nell'all-around migliorando di 7 posizioni il suo ultimo risultato.

Nel femminile, Erika Fasana (14.300) manca per pochi millesimi il bronzo nel corpo libero dominato da Afanaseva: per l'azzurra, in questi europei, il bottino fatto di due quarti posti, lascia tanto amaro in bocca . Intanto, Carlotta Ferlito si scusa per il twitter - che evava creato una vera e propria bufera mediatica - scritto all'indomani della sua esclusione dalla finale della trave.

Ma non c'è tempo per piangersi addosso o per ricriminare il punteggio: i mondiali di Glasgow si avvicinano sempre di più e saranno quelli l'evento principale di questa stagione in vista delle Olimpiadi di Rio nel 2016.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 20/04/2015

Tennis: l'Italia supera per 3 a 2 gli USA

immagineBRINDISI - La nazionale italiana formata da Camila Giorgi, Sara Errani, Flavia Pennetta e Karin Knapp supera la temibile formazione americana nello spareggio per rimanere nel world group. Decisivo il doppio vinto per 6-0, 6-3 dall'inedito duo Errani-Pennetta.

La notizia che le statunitensi avrebbero schierato Serena Williams aveva gettato nel panico molti degli appassionati di tennis: la numero uno al mondo e dominatrice del tennis femminile è davvero un'avversaria sempre ostica da affrontare. Anche sulla terra battuta. A rasserenare gli animi è arrivato poi il forfait da parte di Venus.

A quel punto, una speranza c'era e l'Italia non se l'è lasciata scappare.

Tanto che prima Camila Giorgi e poi Sara Errani hanno messo a dura prova la statunitense: la giovane marchigiana l'ha portata fino al tie-break del primo set mettendola costantemente in difficoltà con un gioco alquanto "sfacciato" giocato a tutto braccio e senza troppe remore (7-6 (5) 6-2); poi, la romagnola, prima si è portata in vantaggio di un set a zero e poi ha addirittura siglato un break nel secondo set che sarebbe potuto essere fatale (4-6 7-6(3) 6-3) .

Serena se l'è cavata in entrambi casi con la sua grande esperienza e grinta; ma nulla ha potuto la Davis contro Errani nella prima giornata e poi Christina McHale contro la Pennetta nella seconda.

A decidere le sorti dello spareggio è stato il doppio - formato dall'inedita coppia Pennetta-Errani - che sin dai primi scambi è stato tutto a pannaggio delle azzurre che hanno letteralmente travolto le avversarie (williams e Riske) con un perentorio 6-0, 6-3. L'Italia rimane così nel world group e il prossimo anno potrà sognare di portare nuovamente il trofeo per squadre.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 20/04/2015

sabato 18 aprile 2015

Go Badgers! Le mie Final Four NCAA


La chiamano “March Madness” e penso che non ci sia termine migliore per definire l’atmosfera che si respira intorno alle fasi finali della NCAA: un lungo e festoso “delirio” che va avanti per giorni e giorni con concerti gratuiti – come quello di Rihanna – ,  clinic per gli allenatori, feste per i tifosi di ogni squadra, balli, allenamenti a porte aperte, gare di schiacciate, un’enorme Fan Zone attrezzata con campi e giochi di tutti i tipi per grandi e piccini; e ancora birrerie in festa, vie piene di Dj Set, Shop, Barbecue e tanto tanto altro.
Una “madness” davvero coinvolgente che ha finito per rapirmi completamente e ha superato di gran lunga tutte le mie aspettative.
Certo, ero sicuro che l’organizzazione sarebbe stata a dir poco perfetta– in fondo le Finals NCAA sono il quarto evento sportivo più seguito al mondo dietro solo ai mondiali di calcio, le Olimpiadi e il Superbowl – ma la realtà mi ha a dir poco sbalordito.
A partire dall’arena che ospitava l’evento: lo stadio degli Indianapolis Colts attrezzato ad “Arena del Basket” per l’occasione; una struttura magnifica capace di ospitare 72.000 persone senza mostrare nessun cenno di cedimento.
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Un esempio? Nonostante i controlli a dir poco maniacali, in 30/40 minuti si entrava e si usciva in tutta sicurezza; all’interno i fast food e gli shop erano tantissimi e ad ogni pausa lunga una bibita ed un panino non mancavano per nessuno. Certo, essere seduti a decine e decine di metri lontano dal campo non è il massimo, ma devo dire che la partita risultava godibilissima lo stesso, e anche se non si potevano apprezzare i contatti in diretta, le reazioni dei tifosi prima ed i replay sui maxi-schermi poi, aiutavano a vivere ogni azione al massimo. Di solito, queste grandi arene rendono la partita un po’ “fredda”, ma non e’stato questo il caso: le due partite dei Wisconsin Badgers in particolare – con i suoi tifosi la prima volta tutti in versione “Big Blue Nation” e la seconda “Rosso Wisconsin” – ha reso le gare entusiasmanti anche per chi stava seduto “in piccionaia” e io mi sono divertito come poche altre volte!
E parlando di Badgers (una delle quattro squadre finaliste assieme a Duke, Kentucky e Michingan), diciamo chesono ormai diventato uno di loro; anzi, ho letteralmente acquisito la cittadinanza dal Wisconsin. Anche se all’inizio tifavo gli sfavoritissimi Michigan State del grande Earvin Magic Johnson, poi una volta usciti loro sono diventato uno sfegatato tifoso della “Cinderella Wisconsin”, vincitrice del torneo nel lontano ’41 e già nelle Final Four lo scorso anno; sarebbe stata una gran bella storia vederli vincere contro la corazzata Duke, dopo che avevano compiuto il miracolo di battere l’apparentemente imbattibile Kentucky (fin lì 38-0) e temo anche che sarà molto difficile rivederli a questi livelli a breve considerando le partenze dei loro fortissimi Senior (Frank Kaminsky su tutti).
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Naturalmente approfittando delle decine di negozi in giro per Indy mi sono comprato di tutto; in particolare, il cappellino dei Badgers, che ho indossato durante la finale. Ho inoltre avuto modo di fare amicizia con decine di ragazzi e ragazze del Wisconsin – simpaticissimi e “carichissimi – tanto che mi sembrava di tifare per loro da sempre. Naturalmente resteranno nel mio cuore anche in futuro e chissà che un giorno non li chiami per una tappa del College Basketball Tour! Pensate che ero entrato così tanto nella parte che ho anche incrociato le dita delle mani col segno della “W” di Wisconsin ogni volta che incappavo negli altri tifosi e, credetemi, erano davvero tanti. Go Badgers!!
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Immaginate quindi la mia reazione all’ennesima azione di Frank “The Tank” Kaminski, un lungo dai piedi da ballerino, con la mano dolce dolce, che sia in semifinale che in finale ha  difeso e poi portato a spasso in attacco i super accreditati lunghi di Kentucky e di Duke, la sua azione tipica di entrata a canestro con giro giro dorsale è da clinic di attacco: davvero un fenomeno, totalmente sconosciuto due anni fa, e che secondo me farà davvero molta strada.
Che dire poi del tifo? In questo si nota una grande differenza con l’Italia. In USA, il tifo è quasi solo positivoe molto raramente si “insultano” o si inveisce contro gli avversari; a parte qualche “BUU” sulle decisioni arbitrali più controverse, per il resto il tifo è solo a favore della propria squadra. Al massimo, la banda ed i tifosi sotto al canestro si agitavano di più per far sbagliare il tiro libero, ma nel complesso si respira un rispetto ed un senso sportivo a cui purtroppo noi in Italia proprio non siamo  abituati. Per esempio, prima, durante e dopo la partita, tutti i tifosi stavano allegramente assieme indipendentemente dal colore, a festeggiare e a divertirsi senza tensioni ed in un clima davvero unico, uniti tutti dalla passione per il basket. Tutti dovrebbero venire a vivere questa esperienza per capire la differenza!
Ad essere differente è anche tutta l’organizzazione di un evento che è in primo luogo una grande festa. Innanzitutto, non c’è neanche un momento “vuoto”: prima le due semifinali e poi a tirar tardi fino al mattino a festeggiare i risultati; due giorni dopo si svolgevano le finali ma c’erano talmente tanti eventi a cui prendere parte che c’era l’imbarazzo della scelta!
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E non finisce qui: dal volo dell’aquila all’interno del palazzetto all’inizio alle coinvolgenti marce delle bande dei College ad ogni pausa; dai balli scatenati dei tifosi per venire inquadrati dalle telecamere all’incontro con i vari allenatori protagonisti della March Madness; allenatori che giravano in città allegramente salutando i tifosi senza sembrare di un altro pianeta come avviene da noi.
Anche se a dirla tutta una piccola pecca in questo paradiso del basket c’è: non ti lasciano portare dentro la macchina fotografica e per noi del College Basketball Tour, che dovevamo documentare tutto, è stata una doccia gelata! Fortuna il buon vecchio iPhone!
Che dire infine? È stata un’esperienza fantastica soprattutto per l’atmosfera generale che abbiamo vissuto, data da tante piccole cose, ma soprattutto da una cultura sportiva che in Italia fatica ad essere accettata e vissuta appieno.
La missione del College Basketball Tour è anche un po’ questa: sensibilizzare il pubblico italiano a un modo di vivere lo sport più sano e più positivo. Per questo, precisamente in questa ottica, dei tanti spunti che ho potuto prendere da questa esperienza, alcuni cercheremo di metterli in pratica già dalla prossima edizione del Tour.
Certo, però, che i costi che sostengono oltreoceano per eventi di questo tipo sono talmente alti che per una piccola organizzazione di appassionati come la nostra sarà difficile replicare un livello simile… ma, ve lo assicuro, aspettatevi sorprese per l’edizione 2015!
L'articolo originale è pubblicato su Basketlive.it

Ginnastica Ritmica: nelle Marche un trend sempre più positivo

immagineLa World Cup entusiasma l'Adriatic Arena e non solo. L'effetto positivo della competizione mondiale si fa sentire su tutta le regione. Molte le atlete marchigiane che si sono messe in evidenza in questi ultimi anni in particolar modo quelle dell'Aurora Fano e della Ginnastica Fabriano.

La World Cup di Pesaro, giunta quest'anno alla settima edizione, ha sicuramente avuto il suo peso nell'enorme crescita che ha interessato la Ginnastica Ritmica marchigiana. A confermarlo è la stessa Paola Porfiri, organizzatrice della manifestazione all'Adriatic Arena che ci ha parlato di numeri sempre più in crescita: "tante sono le bambine che dopo aver visto le gare alla World Cup hanno deciso di iscriversi in una delle tante scuole della nostra regione. E' un evento che suscita un grande fascino e che ha il potere di emozionare: è normale che le più piccole - ma tante sono anche le adolescenti - si innamorino del nostro sport dopo aver visto queste fantasticche atlete all'opera".

E grazie a questo numero crescente di atlete, anche il livello si è alzato, tanto che a rappresentare l'Italia juniores c'erano anche atlete marchigiane, in particolar modo Beatrice Vivaldi dall'Aurora Fano - che vanta una sqaudra in serie A2 - eMartina Centofanti della Ginnastica Fabriano. "Siamo molto orgogliose delle nostre atlete" - afferma Paola - " e siamo sicuri che ben presto ne avremo altre nella squadra nazionale. Le nostre società stanno screscendo di anno in anno e ogni anno la nostra competività aumenta".

Sull'onda dell'entusiasmo di questa edizione da record, con spalti gremiti che hanno regalato un vero e proprio bagno di folla alle Farfalle, si sta già pensando al prossimo anno: "noi la candidatura l'abbiamo già mandata....ora spetta agli organi federali internazionali decidere. Ma sono sicura che dopo lo spettacolo di questi giorni, Pesaro sarà tra le location favorite ad ospitare una tappa della World Cup anche il prossimo anno".

Non ci resta quindi che aspettare per poter rivedere le nostre Farfalle rispiccare il volo, magari, con qualche atleta della nostra regione!

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche del 13/04/2015

Ginnastica Ritmica: Farfalle d'oro alle clavette e ai cerchi alla World Cup di Pesaro

immaginePESARO - Le farfalle azzurre volano più alto di tutte e conquistano l'oro nella gara a squadre (clavette-cerchio) dopo il deludente argento nel concorso generale e ad una cocente uscita dal podio nella prova al nastro. La Russia domina invece nelle prove individuali.

L'argento di sabato pomeriggio nel concorso generale avrebbe potuto far vacillare le azzurre. E così sembrava dopo la prova ai nastri dove le Farfalle non hanno spiccato il volo che tutti si aspettavano dopo il secondo posto nelle prove di qualificazioni e arrivando solo quarte con il punteggio di 16.700. Poco importa se la Russia ha fatto di peggio.

Ma non è stato affatto così. Nella gara al doppio attrezzo – 6 clavette e 2 cerchi – Marta Pagnini, Andrea Stefanescu, Camilla Patriarca, Sofia Lodi, Alessia Maurelli e la new entry, Martina Centofanti non hanno lasciato scampo alle avversarie con un esercizio perfetto e senza sbavature sulle note del Faust di Charles Gounod. Un' esecuzione che ha valso alla nazionale italiana il punteggio di17.850 che ha degnamente coronato questa World Cup di Pesaro. La seconda classificata, la Bielorussia, si è dovuta accontentare del 17.250. Un divario incolmabile che dimostra ancora come l'Italia sia tra le nazioni più forti nel panorama della ginnastica artistica.

La Russia, scomparsa dal podio a squadre a favore di un irresistibile Israele – oro ai nastri (16.700) e argento ai cerchi-clavette- si è però rifatta nelle prove individuali dove ha messo a podio una o più atlete in tutte le specialità (Yana Kudryavtseva alle clavette e nastro, Alexandra Soldatova alla palla e Margarita Mamun al cerchio). Settima invece Veronica Bertolini alle clavette con il punteggio di 17.000.

Grande soddisfazione da parte degli organizzatori che sono riusciti nell'intento di creare un evento che sapesse coinvolgere ed attrarre il pubblico. La stessa organizzatrice dell'evento, Paola Porfiri, ammette che l'edizione di quest'anno ha superato ogni aspettativa con quasi 300 atlete provenienti da 39 nazioni e un pubblico assai numeroso a fare da cornice a questa Worl Cup numero 7. 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 12/04/2015 video di Isabella Agostinelli per Edizioni