lunedì 23 novembre 2015

Interviste College Basketball Tour 2015

Intervista a coach Enfield e Nikola Jovanovic USC Trojans 



Intervista a coach Heinfield e

Intervista a coach Johnson - Boston University


Intervista a coach Rueck - Oregon Beavers


Intervista a Josh Sharma - Stanford University


Intervista a Travis Reid - Stanford University



Intervista a Coach Dawkins di Standford University



Tutti i video sono reperibili sulla mia pagina YouTube

lunedì 26 ottobre 2015

College Basketball Tour 2015



L'arcinoto  stereotipo secondo il quale l'Italia è per gli americani sinonimo di “pizza, pasta e mandolino”
è ormai acqua passata. Almeno nel mondo del basket NCAA. Certo, i giovani atleti quando vengono nel nostro Paese mangiano quintali di pizza e pasta, ma da quattro anni a questa parte l'Italia è diventata la meta ideale per prepararsi al meglio alla nuova stagione. Tante sono infatti le squadre di college
statunitensi che percorrono in lungo e in largo lo Stivale per sostenere vari scrimmage test prima di
iniziare la vera e propria pre-season. Se questa nuova concezione ha preso sempre più piede negli
USA è stato soprattutto grazie al College Basketball Tour (CBT) un evento che quest'anno è riuscito a
portare in Italia ben 23 college americani di Division I e II (maschili e femminili) per tutto il mese di
agosto.

 E che l'idea piaccia agli americani è evidente:  “L'anno scorso abbiamo perso tre giocatori
fondamenti e abbiamo cambiato gran parte della squadra; un evento come il College Basketball Tour è
cruciale per permettere ai ragazzi di creare un gruppo coeso, affiatato e in sincronia che possa
affrontare al meglio la prossima stagione” ha confermato coach Dawkins degli Stanford Cardinal.

Non c'è quindi da stupirsi se quest'anno tra i 23 College americani partecipanti spiccassero nomi del
calibro di Michigan - finalista NCAA 2015 con coach Izzo dato come prossimo allenatore della
nazionale USA dopo Rio 2016; Marquette, il college da cui sono usciti Dwyane Wade e Travis Diener;
USC, squadra che ha visto crescere il nostro Daniel Hackett, Stanford, l’università vincitrice del
prestigioso NIT che ha mancato la NCAA per un soffio, e Oregon State , laureatesi campionesse della
PAC 12 nella scorsa stagione sotto la guida di coach Rueck, nominato coach dell'anno.

Giunto alla sua quarta edizione, in CBT non smette di siglare record su record, regalando tante
soddisfazioni ai suoi organizzatori. “Il bilancio di quest'anno, oserei dire che è stato stupefacente, o
almeno... io sono decisamente sorpreso” ha confessato Ales Masetto. Una reazione comprensibile
davanti ai numeri ottenuti lo scorso agosto: “23 College americani, oltre 40 partite organizzate
direttamente ed altre 20 comunicate, otto regioni italiane 12 città, quattro gare trasmesse in diretta su
FoxSport negli USA, otto gare trasmesse da SportItalia, otto gare in diretta streaming. per oltre 40.000
visualizzazioni. oltre 10.000 fan sui social per 750.000 utenti unici raggiunti nel mese di Agosto, oltre
5.000.000 di visualizzazioni nel corso del 2015 nei canali social. oltre 10.000 spettatori nei palazzetti.
Quattro squadre nazionali, due squadre di A1 maschile, tre di A” maschile, diverse squadre di A
femminile e tante tante squadre All Star in tutta Italia”.

Ma non si tratta solo di numeri. Intorno al CBT si è ormai creato un entusiasmo collettivo che ha
contagiato un po' tutti, dal pubblico agli addetti ai lavori, dai social media alle televisioni. “Il momento
che ricorderò come un flash impresso nella mia mente” ha raccontato Andrea Sciarrini, organizzatore
della tappa marchigiana “è l'alley-oop Christon-McKissic in VL-Stanford davanti a 1100 spettatori in
delirio che più non ce ne stavano al PalaDionigi di Montecchio (PU)... lì mi son reso proprio conto di
quanto fossimo stati in grado di creare, di crescere e di coinvolgere persone, pubblico,partner, sponsor,
tv, giornali... Proprio una bella soddisfazione!”.

Il segreto è soprattutto nella qualità di questo evento che è riuscito a conquistare la fiducia dei college
americani che investono sempre di più in questa “trasferta italiana” in preparazione della prossima
stagione, tanto da far esclamare Coach Izzo di Michigan State “This trip was as good as anything
I’ve done in my 20 years”. “250 volontari (dai ragazzini che pulivano il campo agli atleti e tecnici
impegnati sotto le plance) in tutta Italia che hanno permesso col loro preziosissimo lavoro di tenere alta
la bandiera italiana del basket nei confronti del “professori” del basket” - ha spiegato Ales - “i blogger
che hanno popolato il sito internet e i canali social di una quantità di bellissimi articoli, video e foto
prima durante e dopo le gare”.  Gli fa coro Andrea: “Il grande sforzo di avere collaboratori di qualità fa
tutta la differenza del mondo! Ma sai qual è la cosa più bella? E' il senso di appartenenza al progetto in
se' che è favoloso, l'entusiasmo che si crea e quell'attesa, quella curiosità “frizzantina” che si ha prima
di vedere le squadre in campo...decisamente da spettacolo americano! Questo siamo!”.

Un lavoro e un entusiasmo che hanno saputo coinvolgere sempre di più gli addetti ai lavori e
soprattutto anche le squadre italiane. La partecipazione delle squadre di serie A ha segnato infatti una
vera e propria svolta nell'evento. Così che, se lo scorso anno, solo i Mantova Sting avevano risposto
presente all'appello, quest'anno oltre alla nazionale Italiana che se l'è vista con Michingan, si sono
aggiunte anche la Consultinvest Pesaro (impegnata contro Stanford),  la Virtus Bologna, la Fileni
Jesi, la Tezenis Verona e in campo femminile la Umana Reyer di Venezia-Mestre e la ASD FE.BA
di Civitanova. “Considerando che il calendario delle gare si concilia malissimo con l’inizio della
stagione dei nostri Club” - ha spiegato Ales “cosa che porta a confrontarsi con una quantità infinita di
“no non possiamo” da parte di club, tecnici, giocatori ecc… , è giusto dire GRAZIE a chi ci ha creduto, a chi e’ stato in campo in un momento davvero difficile a inizio preparazione, ma consci del fatto che il
confronto con la patria del Basket sia un occasione davvero unica, per gli spettatori in primis, ma
secondo noi anche per i giocatori, i tecnici e persino per noi organizzatori, dato che la professionalità
degli americani e’ sempre impressionante”.

E a proposito di giocatori e giocatrici, il CBT è stato galeotto per alcuni incontri importanti: Milovan
Daskovic, della scuderia di Capicchioni, è stato appena scritturato dall'Arkadia Lions di Traiskirchen
(serie A austriaca) dopo aver passato alcune settimane anche con la Enel Brindisi;  Katerina
Pazzaglia, che ha vestito le maglie di vari all star, ha ricevuto ben due proposte per il prossimo anno
(Longwood University e Boston College, squadra nella quale milita l'azzurra Martina Mosetti,
quest'anno anche nella rappresentativa nazionale U20); i coach americani poi non potevano staccare
gli occhi di dosso dalla nostra Jasmine Keys; e se per in campo maschile i talenti nostrani hanno meno
possibilità di inserirsi nelle franchigie americane, gli americani hanno invece la possibilità di farsi vedere
dalla squadre italiane ed europee di serie A sempre alla ricerca di nuovi talenti.



Ma non solo squadre di serie A. Quest'anno il CBT ha aperto le porte anche ad una nazionale
femminile: quella del Camerun allenata da Stefano Bizzozi, allenatore storico di Desio, Pesaro e
Bologna che nel 2009 è approdato sulla panchina delle “Leonesse” africane e che ha reso possibile
questa storica partecipazione. “Lo sport è un mezzo di riscatto molto importante nei paesi africani” - mi
spiega - “in Camerun lo sport è molto legato alle scuole e alle università e qualche club, come il nostro,
è privato. C'è un campionato sia femminile che maschile; naturalmente, a causa della conformazione
del Paese, si tratta di campionati molto meno strutturati, ma intorno si è creato un movimento di giovani
pieni di passione e voglia di fare bene: è stupefacente vedere che nonostante le mille difficoltà si sia
riusciti a creare tutto ciò e che gli atleti camerunesi siano ricercati anche all'estero per le loro doti fisiche
e atletiche straordinarie”. Con questa collaborazione si è così messa una pietra miliare per un percorso
che potrebbe aprire nuovi scenari per il CBT.

Per quel che riguarda le sfide, le squadre americane hanno un po' dominato in lungo e in largo contro le
selezioni All Star e hanno dato filo da torcere, non solo alle franchigie di serie A, ma anche alla
nazionale italiana. Ales ricorda come finalmente accomodato in tribuna a Trieste, in mezzo al nutrito
gruppo di Fan di Michigan State, si sia goduto la gara in cui “i ragazzini terribili di Coach Izzo hanno
fatto sudare non poco la nostra Nazionale, (sotto di cinque punti a quattro minuti dalla fine) forse una
delle Nazionali migliori di sempre come si è visto poi all’Europeo. In quel momento ho avuto la prova
che quando riusciamo a contenere il passivo in 20/30 punti con le nostre selezioni All-Star di fatto
stiamo facendo un'impresa!”. Si può quindi immaginare la soddisfazione vissuta a Pesaro quando la VL
Consultinvest ha strappato la vittoria a fil di sirena imponendosi su Stanford per 84 a 81 o quando Gallo
& Company hanno messo a segno l'allungo che li ha portati a superare gli Spartans per 90 a 69 .



Per concludere, il CBT è diventato un' occasione per tutto il movimento cestistico italiano per
confrontarsi con il meglio  del College Basketball americano - che fortunatamente viene a visitare il
nostro splendido paese tutti gli anni! “Quest’anno abbiamo dimostrato ancora una volta che il pubblico,
se ben informato e con la giusta tempistica, non manca nei palazzetti nemmeno a ferragosto” - ha
voluto sottolineare Ales - “dopo l'interesse della FOX, è chiaro che il CBT può essere un ottimo prodotto televisivo addirittura da trasmettere in diretta negli Stati Uniti, (con ovvia soddisfazione degli sponsor più internazionali del campionato). Certo, per le squadre del nostro massimo campionato questi test possono essere probanti ad inizio stagione, ma piacciono tantissimo ai loro fan e sono un'occasione di visibilità unica per il Club, gli sponsor e per il Basket in generale! Ignorare tutto questo sarebbe quindi davvero miope da parte di tutto l'intero movimento”.

L'articolo originale è pubblicato su NCAA Time di Ottobre 2015

Ginnastica Artistica: l'Italdonne stacca il pass per le Olimpidi di Rio 2016

immagineGLASGOW - Missione compiuta! La squadra femminile di Ginnastica Artistica si piazza al quinto posto dei Campionati Mondiali e stacca il pass per le Olimpiadi di Rio 2016.


Il risultato tanto atteso da Glasgow è finalmente arrivato ed è quello che tutti si aspettavano e sognavano: il pass olimpico. Vanessa Ferrari, Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Elisa Meneghini, Lara Mori e Tea Ugrin non hanno deluso le attese e hanno messo insieme prove graffianti e precise che hanno permesso alle azzurre di siglare un224.452 che vale la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Rio 2016. In testa gli USA con il totale di 236.611, seguiti da Russia (231.437), Gran Bretagna (227.162), Cina (225.127), Italia (224.452), Giappone (223.863), Canada (222.780) e Olanda (222.354).

Il team guidato da Enrico Casella e del suo staff -  Paolo Bucci, Claudia Ferrè e Laura Rizzoli - ha così centrato l'impresa superando anche le difficili situazioni di partenza che vedevano Vanessa Ferrari e Martina Rizzelli in condizioni fisiche assai precarie. E la tensione di giocarsi il tutto per tutto avrebbe sicuramente potuto giocare un brutto scherzo alle più giovani, proprio come era successo alla Romania nel pomeriggio.

Ed invece, nella prima prova alle parallele, Fasana e compagne ottengono un buonissimo 54.332 nonostante l'errore della Mori. Alla trave, le azzurre sono addirittura capaci di assorbire e compensare il passo falso di Meneghini, grazie ad un triplo ex aequo da 13.733 messo a segno da Mori-Ferrari-Ugrin. A siglare il tutto, ci pensa poi Carlotta Ferlito che con 14.233 si piazza quinta nella specialità alle spalle della canadese Black (14.600), delle russe Komova (14.533) e Tutkhalian (14.533), e della tedesca Schaefer (14.300).

E' però il corpo libero a regalare le maggiori soddisfazioni al gruppo azzurro: il 56.398 è secondo soltanto alla Gran Bretagna. Erika Fasana con il personale di 14.466 approda in finale, la seconda dopo quella europea a Montpellier. La qualificazione a Rio si gioca così tutta al volteggio: il 58.290 è il punteggio che permette all'Italia di mettere insieme il 224.452 che le vale il quinto posto ai Mondiali. Un punteggio che ha nello Yurchenko con due avvitamenti da 15.058 di Erika Fasana il vero e proprio sigillo.

Al termine della 12a ed ultima suddivisione di domenica pomeriggio, Carlotta Ferlito (55.665) finisce 16ma nella classifica All-around, aggiudicandosi, così, un posto nella finale a ventiquattro di giovedì 29 ottobre. Mentre resterà fuori Vanessa Ferrari (ritiratasi per la finale a squadre), lasciando a Tea Ugrin (22° con 55.299 punti) la possibilità di gareggiare nella top 24 mondiale al fianco di Simone Biles (USA), Giulia Steingruber (SUI) e della campionessa olimpica Gabrielle Douglas (USA). Confermata Erika Fasana tra le migliori otto al corpo libero (14.466) con il 7° punteggio; out Ferlito alla trave (1a riserva con 14.233) - nonostante l'ex equo con l'olandese Thorsdottir - per via dell'esecuzione. Nel frattempo è stata ufficializzata anche la lista delle otto che hanno ottenuto la qualificazione diretta per Rio: USA, Russia, Gran Bretagna, Cina, Italia, Giappone, Canada e Olanda.

Non ci resta che dire: in campo femminile missione compiuta! Da lunedì in scena ci saranno gli uomini anche loro chiamati a centrare l'obiettivo olimpico.

Qui i link ai video postati sul canale ufficiale della Federazione Ginnastica d'Italia:

Erika Fasana (parallele) 
Carlotta Ferlito (trave) 
Erika Fasana (corpo libero) 
Erika Fasana (volteggio) 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 26/10/2015

venerdì 4 settembre 2015

Tennis: Camila Giorgi raggiunge il secondo turno degli US Open con una facile vittoria

immagineNEW YORK - Con un doppio 6-3 Camila Giorgi si sbarazza di Johanna Larsson e vola al secondo turno degli US Open. Prossima avversaria la nr.24 del seeding Sabine Lisicki.


Dopo le vittorie di Andreas Seppi, Fabio Fognini e Roberta Vinci nel primo giorno di gare, anche la seconda giornata dell' US Open ha visto il passaggio al secondo turno di altre 4 azzurre: Karin Knapp, Camila Giorgi, Sara Errani e Flavia Pennetta.

In particolare, la 23enne marchigiana ha impiegato 69 minuti per avere la meglio sulla sua avversaria; nel primo set, l'azzurra ha subito trovato il break portandosi così avanti per 2-0. Larsson è riescita a strappare il servizio a Camila nel settimo gioco che è stata però brava a reagire e a trovare il controbreak immediato a zero e chiudere così la prima frazione.

Nel secondo parziale è stata ancora l’azzurra a portarsi avanti per 2-1 con il break nel terzo game: chiamata poi a difendere due palle break, Camila è brava a non perdere la testa e successivamente è stata lei a togliere nuovamente il servizio alla svedese e conquistare la vittoria perdendo solamente una volta la battuta nell'arco del match, nonostante una percentuale di prime non esaltante (53%, con "soli" 5 doppi falli).

Al prossimo turno è attesa dalla tedesca Sabine Lisicki (numero 24 del seeding) che ha superato la bielorussa Aliaksandra Sasnovich.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche del 3/09/2015

giovedì 3 settembre 2015

College Basketball Tour: la tappa marchigiana si chiude con la vittoria di Pesaro


immagineIl weekend di fuoco del College Basketball Tour nelle Marche si chiude con due successi americani e uno italiano: le Oregon Beavers si impongono a Civitanova Marche per 93 a 49; Stanford a Jesi per 91 a 81 e finalmente la Consultinvest Pesaro sigla il successo italiano contro i Cardinal per 84 a 81.



Il lungo weekend marchigiano del College Basketball Tour è iniziato venerdì 28 con l'ultimo match femminile in programma nella nostra regione. In campo le Oregon State Beavers contro la FE.BA Civitanova Marche che milita nel campionato di A2. Prima di dare fuoco alle polveri in campo, il match è stato occasione per una vera e propria festa del basket femminile: nel tardo pomeriggio, le due squadre sono state infatti ricevute nella suggestiva cornice del teatro Annibal Caro di Civitanova Alta dal vicesindaco Giulio Silenzi e dall’assessore allo sport Piergiorgio Balboni.


La compagine del patron Elvio Perini ha provato con orgoglio a resistere alla marea neroarancio, tenendo la testa avanti nei primi 5’ di partita (13-12 con Manzini e Gomes sugli scudi) prima di subire un break di 17-0 che ha distrutto ogni velleità. Troppo ampio il divario soprattutto fisico tra le padroni di casa e le campionesse della PAC 12. A trascinare OSU la mano caldissima di Jamie Weisner, che prima ha spaccato il match con tre triple e poi ha rinsaldato la fuga delle sue con 20 punti totali. Tra le civitanovesi, in doppia cifra Selma Delibasic e Marica Gomes (12 punti a testa) ma anche Linda Manzini (10 punti).

A Jesi, l’UBI BPA Sport Center, è stato teatro di una avvincente sfida tra Stanford e Aurora Jesi. Partita in perfetto equilibrio per almeno 35’, poi nei minuti finali prende fuoco Rosco Allen (13 punti tutti nella seconda metà di gara) e i Cardinal controllano la reazione dei leoncelli. L'Aurora parte forte e chiude avanti il primo quarto per 28-24. Nella seconda frazione, però, I ritmi si alzano e Stanford , trascinata da Travis Reid, mette il naso avanti spingendosi fino al +6 (46-40 al 21’). L’Aurora pare tenere botta - le triple di Picarelli la spingono di nuovo avant -, ma è un fuoco di paglia: i fratelli Allen mordono sui portatori di palla jesini; Allen e Pickens convertono ogni palla in oro e Stanford scappa via verso la metà dell’quarto periodo. Coach Lasi prova a reagire con quintetto piccolo e pressing a tutto campo ma è troppo tardi. Finisce 91 a 81 per gli americani che a meno di 24 ore sono nuovamente in scena a Pesaro.

Al PalaDionigi di Montecchio, è stato un vero e proprio spettacolo dal primo all’ultimo secondo per il gran galà che ha chiuso il College Basketball Tour marchigiano. In un palazzetto gremito in ogni ordine di posti (oltre 1000 presenti), la Consultinvest Pesaro, ha regalato subito una gioia ai suoi tifosi nella sua prima uscita stagionale, superando Stanford per 84-81. L’avvio di gara è tutto di marca Cardinal grazie a un Marcus Allen pimpante (17 punti con 7/13 dal camp) che porta Stanford sul 15-4 in pochi minuti di gara. La regia di Semaj Christon si fà via via più sicura e i biancorossi tornano sotto. La Vuelle si accende nel finale di secondo quarto marchiando un break di 13-0 per il primo sorpasso (39-36 al 19’). Ai Cardinal non basta una Reid Travis sugli scudi che inizia a martellare sotto (doppia-doppia sfiorata stasera per il lungo sophomore, con 13 punti e 9 rimbalzi). Quando un mirabolante alley-oop di Christon per McKissic infiamma la curva biancorossa e segna il +13 Vuelle a 2’ dalla sirena (80-67) la partita sembra ormai segnata. Ma la Consultinvest non ha fatto i conti con Carthwright. La point guard californiana piazza tre triple nell’ultimo minuto riportando i Cardinal a -3 con 1” da giocare. Una rimessa “sciagurata” dei Cardinals però rovina tutto e la Consultinvest può così festeggiare il primo successo della stagione.

Si chiude così la tappa marchigiana del College Basketball Tour: appuntamento al prossimo anno!

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche del 1/09/2015

lunedì 24 agosto 2015

College Basketball Tour: la Aurora Jesi scalda i motori con l'amichevole di lusso contro Stanford

immaginePer la prima volta Jesi entra tra le tappe del College Basketball Tour e lo fa con un appuntamento da non perdere per gli appassionati: l'amichevole tra i padroni di casa dell'Aurora Jesi e la Stanford University. Appuntamento sabato 29 agosto alle ore 20.30 presso l'UBI BPA.

L'Aurora Jesi quest'anno festeggia i suoi primi 50 anni e lo fa con un programma pre-season davvero scoppiettante. Dopo il match contro Montegranaro (fissato per il 26 agosto), i giocatori di coah Lasi saranno infatti attesi da un match da capogiro contro gli Stanford Cardinals. 

La partita, che fa parte della tappa marchigiana del College Basketball Tour, evento che quest'anno ha portato nella nostra regione sette squadre di college americano (quattro femminili e tre maschili tra cui anche USC) si preannuncia un big test per gli arancioblù. Stanford infatti è uno delle squadre più in vista della NCAA.

Ma conosciamo meglio questa blasonata squadra americana: i Cardinals di Stanford sono una forza storica del basket universitario statunitense con 17 apparizioni nella NCAA. Dopo la partenza di Anthony Brown – ai Lakers – Dwight Powell – Dallas – e Chasson Randle, coach Dawkins ha dovuto ridisegnare lil suo team e utilizzerà il tour italiano per mettere a punto i suoi schemi. Da tenere d'occhio un po' tutto il roster con Rosco Allen, Marco Allene Raid Travis su tutti. Durante l'estate poi la squadra si è rafforzata con l'inserimento di Cameron Walker, Marcus Sheffield e soprattutto Josh Sharma, un vero e proprio colosso di 211 cm. Il team americano sarà poi impegnato il giorno successivo contro la Vuelle Pesaro in un altro match dall'alto tasso di competizione al Pala Dionigi di Montecchio. 

In casa Aurora, invece, ferve già la preparazione. Dopo la consegna del materiale sportivo, da quest’anno griffato Spalding, la squadra si è presentata a stampa e tifosi. L'arrivo di Ousmane Gueye, Josh Greene, Paolo Paci e Andrea Picarelli (acquistato a titolo definitivo dall’Aurora Basket ed impaziente di iniziare la sua stagione di consolidamento con la canotta arancioblu) ha arricchito la rosa a disposizione di coach Lasi. Restano ancora da definire le date di arrivo di Giga Janelidze e Neiko Hunter che si aggregheranno in corsa al gruppo.

Quella dell'Aurora si preannuncia quindi una preseason calda in vista di un campionato in cui gli atleti arancioblù saranno chiamati difendere la permanenza in Serie A2.

Per acquistare in anticipo i biglietti è possibile farlo online a questo link.
Per ulteriori informazioni, consultare la pagina Facebook dell'evento.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Jesi del 23/08/2015

College Basketball Tour: il gran finale con Oregon e Stanford

immagineLe Aquile di Boston non lasciano scampo alle Sirene dell'Adriatico: match a senso unico che finisce sul 99 a 43. Alle italiane non bastano i 23 punti di Palacios. Ora il tour si sposta a Civitanova per l'ultimo match femminile. Poi rush finale con i big match di Stanford contro Aurora e Vuelle.


Continua senza sosta il College Basketball Tour in terra marchigiana. Dopo le tappe di Pesaro e Senigallia, le squadre di college americano arrivano per la prima volta anche ad Ancona. Il PalaPrometeoEstra - ex PalaRossini - si rivela però terra di conquista per le Aquile provenienti dalla Boston University.

Il match andato in onda sul parquet del palas di Ancona è stato un film con Boston unica protagonista: troppo ampio il divario tecnico e fisico tra le due formazioni. La resistenza delle Adriatic Sea Sirens - la selezione delle migliori giocatrici della zona - dura infatti solo la prima frazione di gara, quando i cinque punti firmati Palacios illudono le speranze del pubblico e della panchina. Ma al rientro in campo, Fasoula (matricola greca di 193 centimetri) prende il controllo sotto canestro e permette a Boston arrivare alla pausa lunga sul 50-26. La terza e la quarta frazione sono un assolo delle Eagles che  piazzano un break di 24-2 che tramortisce le Sirens e manda i titoli di coda sul match con ampio anticipo. Da sottolineare le tre triple consecutive di Palacios (23 punti per lei) negli ultimi minuti di gioco che fermano per un momento l'emorragia e che impediscono alle americane di arrivare alla fatidica quota di 100 punti.

Archiviata la partita di Ancona, ora il College Basketball Tour si prepara per il gran finale con tre gare di altissimo livellio che interesseranno tre squadre di serie A della regione.

Si inizia il 28 agosto a Civitanova Marche, con la FE.BA impegnata contro Oregon State. La sqaudra di coach Perini, che milita in serie A2, dovrà difendersi dalle campionesse in carica della PAC (la Pacific Conference, la più competitiva delle conference americane) che vanta nel suo roster due atlete che hanno vestito le maglie delle propire nazionali nelle ultime Universiadi disputatesi in Sud Korea: Hamblin Ruth (Canada) e Wiese Sydney (USA). Coach Rueck, inoltre, è stato inoltre premiato come allenatore dell'anno dalla WBCA e con il suo arrivo sulla panchina (nel 2010), le Beavers hanno già centrato due qualificazioni consecutive nella NCAA. Entrata gratuita.

Poi spazio agli uomini con i due big match contro Stanford. Il primo vedrà protagonista l'Aurora Jesi e andrà in scena all'UBI BPA Sport Center il 29 agosto; tempo di prendere fiato e il giorno dopo, i Cardinals partiranno alla volta di Montecchio (PU) dove al Paladionigi li attende la Consultinvest per il match che concluderà questa edizione marchigiana del College Basketball Tour. Per informazione e biglietti online consultare i seguenti link: per Jesi e per Pesaro.

I Cardinals di Stanford sono una forza storica del basket universitario statunitense con 17 apparizioni nella NCAA. Dopo la partenza di Anthony Brown – ai Lakers – Dwight Powell – Dallas – e Chasson Randle, coach Dawkins ha dovuto ridisegnare lil suo team e utilizzerà il tour italiano per mettere a punto i suoi schemi. Da tenere d'occhio un po' tutto il roster con Rosco Allen, Marco Allene Raid Travis su tutti. Durante l'estate poi la squadra si è rafforzata con l'inserimento di Cameron Walker, Marcus Sheffield e soprattutto Josh Sharma, un vero e proprio colosso di 211 cm. Il team americano sarà poi impegnato il giorno successivo contro la Vuelle Pesaro in un altro match dall'alto tasso di competizione al Pala Dionigi di Montecchio.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche/Vivere Civitanova e Vivere Ancona del 23/08/2015

giovedì 20 agosto 2015

College Basketball Tour: sale la febbre per il big match contro Stanford

immagineIl College Basketball Tour prosegue senza sosta in terra pesarese. Dopo i due match femminili, mercoledì è toccato agli uomini a difendere il PalaPartigiani. E intanto sale la febbre per il match clou tra Consultinvest e Standford Cardinals.

Dopo il bagno di folla riservato alla nuova Vuelle, più di 200 appassionati si sono fermati per assistere al match del College Basketball Tour tra gli Adriatic Sea Tritons (selezione made in Pesaro) e Amhesrt, un college di Division III che vanta di avere il programma atletico più antico di tutta la nazione, risalente almeno al 1860. Un vanto che si estende anche al basket e che dà quindi lustro a questi avversari che sulla carta si preannunciano dei validi avversari per i nostri atleti.

Ed è proprio così. Quella andata in scena al PalaPartigiani è stata una gara molto equilibrata che ha visto vincere gli italiani per 78 a 62 dopo che alla sirena dell'intervallo lungo, le due squadre sono tornate negli spogliatoi sul punteggio di 36 pari. I Tritoni si sono affidati all'esperienza e al carisma di Bicio Fancenda, al brio di Nicola Pompucci e ai numeri di Berolini per riuscire a domare gli americani che nella terza frazione sono rimasti a galla grazie a Jayde Dawson (il migliore con 13 punti). Il team di coach Calbini ha poi dilagato nel finale mettendo a segno la prima vittoria italiana nel College Basketball Tour marchigiano.

Ma ora gli occhi sono tutti puntati sul match che il 30 agosto vedrà opposta la Consultinvest e Standford University. I ragazzi di coach Paolini cercheranno di fermare la franchigia californiana in uno degli eventi di cartello di questa edizione del College Basketball Tour. I Cardinals saranno di scena anche il 29 a Jesi contro la Aurora. La partita, inoltre, sarà tasmessa anche su SportItalia ed è già caccia al biglietto.

Per non rimanere senza ecco le prevendite: a Pesaro: Ricevitoria Tomassoli, Viale Cialdini 23 (da lun. a sab. 7.30-13.00/16.00-20.00); Da Giovedì anche presso Prodi Sport, Largo Ascoli Piceno 5 (tutti i giorni con orario 9.00-12.30/16.00-20.00 chiuso festivi e lunedì mattina); Online a questo link ;  Montecchio: contatta Nicola Morelli al numero 3331871813.

Appuntamento al PalaDionigi di Montecchio alle ore 20.30.
ADRIATIC SEA TRITONS – AMHERST LORD JEFFS 78-62 (11-17, 25-19, 14-13, 28-13)
Tritons
: Cecchini 14, Rosa 5, Vichi 3, Giommi 3, Bertolini 12, Bianchi, Giacomini, Marini 5, Diana, Benevelli 7, Benedetti 8, Pompucci 13, Facenda 8.
Amherst: Dawson 13, McCarthy 9, Riopel 8, Berman, George 10, Racy 2, Green 5, Holding 3, Nabatoff 4, Magana, Conklin 8.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 20/08/2015

Il College Basketball Tour sbarca anche ad Ancona: le Adriatic Sea Sirens sfidano le ragazze del Boston College

immagineDopo tre partite a Pesaro e il big match di Senigallia, il College Basketball Tour si sposta al Pala Rossini di Ancona per il match tra la selezione delle Adriatic Sea Sirens e il Boston College in programma venerdì 21 alle ore 20.30. Tra le Eagles molto attesa l'italiana Martina Mosetti.
Dopo aver affrontato le "tigri" di Clemson e le Lancers di Longwood, le "sirene" se la dovranno vedere con le temibile "aquile" di Boston. Teatro di questa ennesima sfida del College Basketball Tour (la quinta in terra marchigiana) sarà il Pala Rossini di Ancona (ingresso libero). Per il palasport anconetano si tratta di una prima assoluta.

Ma andiamo a conoscere meglio le prossime avversarie della selezione italiana. Dopo le tre partecipazioni consecutive al torneo Ncaa conclusesi alle Sweet 16, le marroni- oro hanno fallito l’accesso al torneo ormai da nove anni. Per questo, con l'obiettivo di tornare subito nel basket che conta, coach Erik Johnson, al terzo anno sulla panchina del Conte Forum,  punta molto su questa pre-season in terra italiana.

Tra le "aquile", grande attesa per vedere all'opera Martina Mosetti. Il play-guardia originario di Trieste è una degli astri nascenti del basket azzurro e ha appena chiuso la prima stagione con la casacca bostoniana, dove era arrivata grazie alla referenza dell’ex BC Kathrin Ress, ricavandosi molto spazio: oltre 21’ a partita con 4,4 punti, 2,1 rimbalzi e 2,2 assist non sono affatto male per una matricola in una squadra che ha veleggiato intorno al 50% di vittorie in stagione. Martina ha lasciato l’Italia un anno fa dopo una stagione divisa tra le prime esperienze in A a Schio e la A3 di Sarcedo dove ha sfondato i 10 punti di media. Durante l'estate l'abbiamo vista anche con la casacca della nazionale italiana agli ultimi Europei Under 20.

 La star della squadra, però, è Kelly Hughes, guardia-ala che ha viaggiato a 14,6 punti e 6,8 rimbalzi a partita lo scorso anno, ma attenzione anche a Nicole Boudreau, guardia dalle mani fatate che ha timbrato 11,7 punti e 4,5 rimbalzi a sera nella passata stagione.

Una squadra che potenzialmente potrà essere tra le grandi protagoniste della prossima stagione NCAA e che sicuramente vale la pena vedere in azione. Appuntamento quindi al Pala Rossini alle ore 20.30. Le nostre "sirene" avranno bisogno di tutto l'incoraggiamento possibile per riuscire a resistere all'attacco delle "aquile".

Per maggiori informazioni seguite la pagina Facebook dell'evento a questo link

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Ancona del 21/08/2015

domenica 16 agosto 2015

College Basketball Tour: sale la febbre per il match contro USC; presenti anche i Dunk Italy

immagineMartedì alle ore 20.30 la Goldengas ospita in un'amichevole di lusso i Trojans della USC. Tanto il fascino di questa gara tanto da guadagnarsi un posto anche nel palinsesto di Sportitalia. Nelle pause del match, spazio allo show freestyle dei Dunk Italy.
Giusto il tempo di assaggiare il campo e muovere i primi passi dopo il lungo stop estivo, che la Goldengas Senigallia si ritrova catapultata dentro il basket con la B maiuscola. Ad attendere infatti di coach Valli, sarà la USC californiana in un'amichevole di lusso all'interno del College Basketball Tour (CBT), l'evento che quest'anno, nel mese di agosto ha accolto ben 11 squadre di college americano in giro per l'Italia.

I Trojans arrivano a Senigallia dopo aver disputato già due partite di allenamento, la prima contro la selezione All Star di Vedano Olona (vinta per 90-76) e la seconda contro quella di Vicenza. Ad emergere da questi due primi incontri è stato in particolare Bennie Boatwright che con 18 punti ha trascinato i suoi nel match di esordio in Italia. Ma neppure i suoi compagni sono stati da meno, visto che ben sette sono andati in doppia cifra: Nikola Jovanovic (13), Chimezie Metu (12), Katin Reinhardt (11), Julian Jacobs (11), Malik Marquetti (11) and Elijah Stewart (10).

I californiani hanno avuto anche modo di girare un po' per il nostro Paese, vistando Milano, Venezia e il lago di Como. Non sono mancati poi gli assaggi delle specialità italiane, e dal loro blog sembra che la pizza sia andata per la maggiore.

La Goldengas potrà contare anche sull'aiuto  dei due Free Agents Milovan Draskovic (2.14 metri del 1995, che fino all’anno scorso ha giocato nel Barcellona in LEB Silver) e Jamie Adams (americano ex studente di Florida A&M che nell’ultimo anno di College viaggiava a 17 punti, 3 rimbalzi e quasi 4 assist di media).

Ad allietare il pubblico del PalaPanzini interverranno  inoltrei ragazzi del Dunk Italy, la crew di basket freestyle che si esibirà in tutti i match maschili del CBT. Il gruppo nato appena cinque anni fa viaggia da altissimi livelli. Lo scorso anno, Davide, Marco, Luca, Joy, Alessio, Mohamed ed Elisa sono stati chiamati addirittura ad esibirsi durante alcune partite dei Mondiali di Spagna, dove hanno offerto oltre 50 show in 10 giornate. Le magie della giocoleria e la creatività delle loro schiacciate hanno da subito ammaliato il pubblico, tanto da riscuotere anche un grande successo ad Italia's Got Talent.

Quella del 18 agosto è quindi una tappa imperdibile per gli appassionati di basket che avranno la possibilità di vedere dal vivo una delle formazioni più interessanti e conosciute della NCAA americana insieme ad un vero e proprio show di freestyle in puro stile americano. UN evento dal grande fascino che persino Sportitalia trasmetterà sul suo palinsesto.

Costo del biglietto 7 euro, acquistabile online al sito o il giorno della gara al PalaPanzini dalle ore 18.00.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Senigallia del 17/08/2015

sabato 15 agosto 2015

Basket: la nuova stagione della Goldengas parte con la super sfida contro gli americani della USC

immagineCon l'inizio della preparazione fissato per il 12 agosto, la Gondengas Senigallia inizia la sua nuova stagione. Primo test fissato per il 18 agosto con la super sfida contro i Trojans della USC per una delle otto tappe marchigiane del College Basketball Tour.
La squadra non sarà probabilmente al completo, ma onoreremo al massimo questa partita contro un avversario di questo calibro”. A prometterlo è patron Moroni a pochi giorni dall'inizio della prima seduta di allenamento che darà il via effettivo alla nuova stagione della Goldengas Senigallia.
Dal punto di vista tecnico e tattico temo che gli americani saranno nettamente superiori, ma quella di ospitare un college americano è ormai una tradizione della nostra società e quindi siamo onorati di poter ospitare i ragazzi della USC. Sono ormai diversi anni che i college americani scelgono Senigallia per la loro preparazione”.

Un test, quello contro i californiani, che si preannuncia davvero impegnativo: “come tutte le squadre americane, loro imposteranno la partita su un ritmo molto intenso in attacco e sulla fisicità in difesa; normalmente tutti i giocatori vanno a rimbalzo e la palla viaggia veloce” mi spiega coach Valli - “noi in questo saremmo sfavoriti data la poca preparazione....ma cercheremo di resistere il più possibile puntando in particolare sui nostri piccoli”.

La partita rimane comunque di grande attrattiva e per i nostri ragazzi sarà sicuramente un onore giocare contro alcuni dei futuri campioni della NBA. È sicuramente una vetrina importante non solo per la città ma per tutto il movimento del basket locale” conclude Alessandro, riconfermato anche quest'anno sulla panchina senigalliese.

Ma chi sono questi Trojans? La loro scheda parla chiaro: l'università privata di Los Angeles – acerrima rivale dell'ateneo pubblico della UCLA – è una forza storica dello sport universitario a stelle e strisce, terza assoluta per titoli vinti negli sport di squadra. Tra le sue mura è cresciuto Daniel Hackett e dopo il caso Mayo (accusato di aver accettato dei soldi per acquistare vestiti, fattaccio punito dalla NCAA con gravi sanzioni ) coach Andy Enfiled ha costruito un gruppo ben compatto e ormai consolidato. Nel roster non ci sono delle superstar, ma certamente Katin Reinhardt è uno dei giocatori da tenere d'occhio (la scorsa stagione ha letteralmente trascinato la squadra con 12,5 punti di media a partita).

A difendere il Palapanzini dall'attacco statunitense toccherà ad un gruppo che parte dai quattro pilastri Catalani, Maddaloni, Pierantoni e Pasquinelli. Con loro riconfermato anche Micheal Bertoni a cui si aggiunge il nuovo arrivato Matteo Marinelli. Si uniranno poi alla squadra anche gli under Giacomo Diotallevi (1997), Fabrizio Foschi (1997), Nicola Serrani (1997) e Mattia Tinti (1999), in attesa delle ultime pedine che dovrebbero essere confermate prossimamente.

La partita non arriva sicuramente nel periodo migliore ne' tanto meno nella giornata migliore – visto che ci saranno anche i fuochi” afferma Moroni “ma sono certo che sarà un grande spettacolo di basket che si merita un grande pubblico”.

Palla a due fissata alle 20.30 per quello che sarà il debutto della Goldengass Senigallia e una delle date clou del College Basketball Tour, l'evento che porta le migliori squadre NCAA in Italia.  

Per tutte le tappe del College Basketball Tour si possono trovare maggiori informazioni sul sito ufficiale dell'evento

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Senigallia del 10/08/2015

College Basketball Tour: le "sirene" lottano come leonesse ma il match va alle americane

immagineIl PalaPartigiani ospita la seconda partita femminile del College Basketball Tour tra le Sirens e le Longwood Lancers. Match a favore delle americane per 76-44, ma le italiane hanno venduto cara la pelle. Prossimo appuntamento a Pesaro il 19 agosto per il match tra i Tritons e gli Amherst.
La dura sconfitta contro la nazionale camerunese (89 a 28 per le africane) è stata sicuramente difficile da digerire per le Longwood: ecco così spiegato il perché coach Reinson ha chiesto alle sue ragazze innanzitutto una prova di carattere e una difesa a tenuta stagna. E così è stato. Le Lancers hanno subito chiuso le fila sotto canestro sporcando vari palloni e ripartendo velocissime in contropiede. Risultato? Un gap di 7 punti a 0 in pochissimi minuti di gara. Merito di una rapidissima Bennet che sembrava letteralmente volare sul campo. Nel secondo quarto, la zona italiana ha spiazzato le americane che hanno però rimediato con ottime soluzioni da tre da parte diSkersick e chiuso così la prima parte dell'incontro in vantaggio per 42-22.

Il rientro in campo vede delle Sirens trasformate, scese in campo con uno spirito nuovo. Dopo un vero e proprio Pazzagliashow – con in sequenza, tripla, palla rubata e penetrazione a difesa schierata – anche Reggiani e Terenzi ci mettono del loro per guidare l'attacco italiano. Le Lancers accettano la sfida e nell'ultimo quarto la partita si infiamma per un finale davvero di alta intensità. Se l'attacco è guidato da Pazzaglia, in difesa ci pensa Veronica Dall'Olio che lotta come una vera leonessa sotto canestro e sporca tutte le traiettorie possibili e immaginabili delle avversarie Ma le americane non mollano nemmeno un pallone nonostante il loro vantaggio si faccia sempre maggiore (63-36 al time out chiamato da coach Procaccini). La parte finale del match è uno show di Eboni Gilliam (best scorer con 17 punti) che infila canestri su canestri sfruttando anche la stanchezza delle italiane.

Il punteggio finale è di 76 a 44, ma quella che si è vista in campo è stata una partita di grande intensità agonista onorata al massimo dalla nostra selezione. E l'impegno e la dedizione delle nostre atlete non sono certo passate inosservate agli occhi degli americani. A fine partita, Katerina Pazzaglia ha persino ricevuto un invito da parte delle Lancers per raggiungerle non appena abbia terminato la scuola superiore. Un colpaccio della nostra sirena che ha così coronato una prestazione fantastica che l'ha vista autrice di 12 punti e giocate ficcanti.

Ora la palla passa agli uomini. I Tritons, la selezione italiana capitanata da Bicio Facenda – anima dell'organizzazione e della sua squadra. Saranno loro a sfidare al PalaPartigiani gli Amherst, l’unico college di Division III invitato quest’estate al tour italiano (gli altri sono tutti di una divisione superiore). Si tratta di una università storica, che si fregia di avere il programma atletico più vecchio di tutta la nazione, risalente addirittura al 1860. Si tratta di una realtà che ha vinto diversi titoli nel suo campionato (gli ultimi nel 2007 e 2013). Lo scorso aprile, l’assistant coach Matt Goldsmith è stato nominato capo-allenatore di New Jersey College, il che rende l’idea della ottima formazione dei suoi istruttori. Qualche giorno prima, Johnny McCarthy è stato nominato “rookie of the year” dell’intero New England. "Last but not least", è stata la chiamata da parte dei San Antonio Spurs di Lalanne Cady, il centro haitiano ha poi disputato la Summer league con gli “speroni” di Greg Popovich.

Appuntamento quindi sempre alle 20.30 nel vecchio hangar per una sfida che si preannuncia assai intrigante per i Tritons.
Per info sui biglietti, consultare il sito ufficiale del College Basketball Tour. Il giorno della gara i biglietti saranno acquistabili all'ingresso.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 13/08/2015

L’ESPERIENZA INTERNAZIONALE DI D’ALBERO E PALACIOS AL SERVIZIO DELLE SIRENS


Contro le “Aquile” di Boston, le nostre Sirene potranno contare su una coppia d’eccezione del basket italiano: Antonio D’Albero e Florencia Palacios, una coppia fuori e dentro il rettangolo di gioco che sarà ad Ancona il 21 agosto.
Antonio D'Albero e Florencia Palacio
Antonio D’Albero e Florencia Palacios
Coach D'Albero
Coach D’Albero
Lui è un allenatore professionista di pallacanestro femminile che nel suo curriculum può vantare una vasta esperienza internazionale, a partire dalla panchina delle Chicago Lady Steam-Titans, compagine impegnata nella lega professionistica americana: “ in USA, non vieni giudicato per la tua nazionalità…anzi vieni apprezzato” – ci racconta – “ anche le difficoltà sono state davvero minime: nella mia squadra avevo un mix di professioniste con esperienze davvero importanti alle spalle e ragazze in uscita dal college in attesa di contratti importanti; in questo contesto c’è solo voglia di far bene da parte di tutti”. Nel 2014 è stato anche allenatore della nazionale jamaicana che ha partecipato al campionato Centrobasket a Monterrey in Mexico (torneo centro americano, valido anche come qualificazione ai giochi olimpici Rio 2016): “a livello personale non posso non menzionare l’emozione che si prova a far parte di due squadre nazionali come quella della Macedonia e della Jamaica, completamente diverse tra di loro ma ricche di significati. Uno dei ricordi che porterò sempre con me è il pre gara con la Jamaica, dove dopo il consueto warm-up, i balli e i canti sostituivano il classico urlo di squadra”. Quest’anno, ad aprile, l’allenatore italiano ha ricoperto anche il ruolo di Head Coach del Pro Select Team durante la WNBA OVERSEAS COMBINE a Tampa in Florida negli Stati Uniti durante le Final Four NCAA, showcase Pre Draft WNBA dove coach D’Albero ha realizzato un sogno: “lavorare con stelle con cui sono cresciuto avendo avuto il loro poster in camera da piccolo” ci confessa.
Coach D'Albero alle Final Four Women Basketball
Coach D’Albero alle Final Four Women Basketball
Lei, dal suo canto, argentina con passaporto italiano, oltre all’esperienza a stelle strisce con il suo compagno, ha giocato in lungo e il largo per tutto il mondo. Florencia è arrivata in Italia nel 2003 per indossare la maglia del CariChieti, il Sangabriele Basket Milano, la Yale Pescara, la Pallacanestro Femminile Viareggio, il Napoli Basket Vomero e lo Stabia Basket di Castellammare di Stabia vincendo quattro campionati. Ha giocato poi in Danimarca dove ha ottenuto anche riconoscimenti per alcune prestazioni dal sito di eurobasket.com, e finalmente nel 2012/2013 è arrivata la prestigiosa chiamata nella WNBA: “l’esperienza negli Stati Uniti è stata una delle più belle della mia carriera. Ho avuto modo di vivere la pallacanestro a stretto contatto con un modo completamente diverso dal sistema Europeo, dalle usanze ai ritmi. Negli USA lo sport vene vissuto in modo unico e sarebbe davvero bello che anche il movimento europeo riuscisse a diventare così in futuro. Umanamente mi porto dentro ricordi indelebili”. La stagione successiva è volata in Cile e poi in Argentina e dopo aver preso parte alla Superliga, la nostra Florencia ha deciso di partecipare al College Basketball Tour in attesa di scoprire dove sarà la sua prossima avventura: “Ancora non so dove sarà la mia prossima destinazione, ma ho tanta voglia di iniziare una nuova avventura e mi sto allenando tanto per farmi trovare pronta.” – ci racconta – “L’anno scorso mi avevano chiamato per partecipare al College Basketball tour ma purtroppo ero in Sudamerica a giocare La Liga Sudamericana. Perciò quando mi hanno riproposto questa possibilità quest’anno sono rimasta molto contenta dato che l’anno scorso non era stato possibile. Sono molto felice di poter essere parte di questa esperienza che mi da la possibilità anche di giocare nella “mia” nazione e conoscere nuove persone”.
Florencia Palacio
Florencia Palacios

Florencia a Chicago
Florencia a Chicago
Vista la loro esperienza sui campi americani, chi meglio di loro ci può presentare la sfida di Ancona? Innanzitutto, coach D’Albero ci spiega che le americane hanno dalla loro una mentalità molto diversa che fa sì che sul campo siano davvero forti: “Tutto nasce dall’approccio verso lo sport e da come un americano vive lo sport. La passione nasce nelle famiglie e cresce nelle scuole High School e College. Il tempo che dedicano in palestra è almeno il doppio rispetto a quello che i nostri atleti impiegano nei club, non solo durante gli allenamenti di squadra ma anche personali; basti pensare che quasi tutte le palestre fitness negli USA hanno un campo da basket, in pratica è davvero dura togliere una palla a un ragazzo”.
Quindi, visto che il livello tra la selezione italiana e la squadra statunitense sarà tutto dalla parte delle americane, cosa chiederà il coach alle tue ragazze e che consigli darà loro? “ Chiedere sarà difficile perché non è una squadra con cui hai avuto modo di lavorare o svolgi un programma, di sicuro consiglierò loro di divertirsi e sfruttare l’occasione per prepararsi alla prossima stagione agonistica e perché no di rischiare qualche giocata che di solito in campionato è vietata dagli allenatori”.
Uno dei propositi del College Basketball Tour è quello di promuovere anche il basket femminile in Italia, in un Paese che però sembra ancora non riconoscere le potenzialità di questo movimento a differenza di quanto accade all’estero. A confermalo è anche Florencia che ci spiega: “Ho avuto l’opportunità di giocare in diversi paesi d’Europa e del continente Americano, in ogni situazione ho trovato lati positivi e negativi. Credo che ovunque ci sia questo problema che vede riposta più attenzione al movimento maschile che a quello femminile, quello che più ho notato in base alle mie esperienze è un’apertura maggiore da parte dei media e delle sponsorizzazioni che con iniziative collaterali aiutano ad una esposizione maggiore del movimento femminile”.
Più duri sono invece i toni di coach D’Albero: “credo che ultimamente il basket in generale viene poco seguito in Italia. Per quanto mi riguarda diminuire il numero delle straniere o non accettare le passaportate come italiane, regola che personalmente non ho mai incontrato all’estero, o le varie modifiche dei campionati non ha portato a miglioramenti del livello, anzi ci sono meno giocatrici e categorie… Più di tutto però all’estero quando vai a vedere una partita vivi in prima persona lo spettacolo, i palazzetti sono all’avanguardia e hai la possibilità di partecipare anche ad altre iniziative, indifferentemente se si parli di maschile o femminile”.
Con la speranza che il CBT possa aprire una finestra importante sul movimento del basket femminile, chiudiamo con una nota più “rosa”. Com’è avere il proprio compagno come allenatore? “Antonio mi ha allenata in tante occasioni, in Italia e all’estero; entrambi siamo molto professionali nel nostro lavoro. È bello poter condividere la passione per questo sport e anche il lavoro che amiamo tanto”.
L'articolo originale è pubblicato su www.collegebasketballtour.com

Coach D'Albero e Florencia Palacio
Coach D’Albero e Florencia Palacios

giovedì 13 agosto 2015

LONGWOOD UNIVERSITY VS ADRIATIC SEA SIRENS


Longwood University Lancers
Adriatic Sea Sirens
Adriatic Sea Sirens
Dopo la dura sconfitta rimediata contro la nazionale del Camerun per 98 a 28, la voglia di rivalsa delle Longwood Lancers era davvero tanta. Ecco spiegati così il tifo da stadio fatto dalla panchina e i continui suggerimenti fatti da coach Reinson alle sue ragazze non appena lasciavano il campo. E Williams e compagne hanno fatto il loro dovere fino in fondo, chiudendosi bene in difesa e ripartendo a razzo nei contropiedi micidiali che si sono rilevati fatali per le Sirens. Il tutto sotto l’occhio attento – e in alcuni momenti anche severo – di una “tifosa” d’eccezione: la storica coach Shirley Duncan che ha guidato la franchigia di Farmville (Virginia) per 23 anni.
Coach Shirley Duncan e due super tifose delle Longwood University
Coach Shirley Duncan e due super tifose delle Longwood University
Così, nel primo quarto, un’incontenibile Chara Bennet ha messo a ferro e fuoco la retina con sette centri e ripartenze da vera centometrista. Le Sirens si sono difese come hanno potuto ma alla sirena il punteggio era di 25-12. Al ritorno in campo, Procaccini sorprende le avversarie schierando a zona le sue: una mossa, che rompe almeno per qualche minuto, il ritmo dell’attacco statunitense. A trovare la giusta soluzione è Skersickck che gonfia la retina con due triple dopo aver rifilato anche una stoppata a Reggiani. Si va al riposo sul +20 (42-22) per le ragazze di coach Reinson.
Il rientro in campo vede delle Sirens trasformate, con uno spirito nuovo e…. anche se può sembrare un po’ di parte, sono un vero spettacolo da vedere. Dopo un vero e proprio Pazzaglia show – con in sequenza, tripla, palla rubata e penetrazione a difesa schierata – anche Reggiani e Terenzi ci mettono del loro per guidare l’attacco italiano. Le Lancers accettano la sfida e nell’ultimo quarto la partita si infiamma per un finale davvero di alta intensità. Se l’attacco è guidato da Pazzaglia, in difesa ci pensa Veronica Dall’Olio che lotta come una vera leonessa sotto canestro e sporca tutte le traiettorie possibili e immaginabili delle avversarie. Ma le americane non mollano nemmeno un pallone nonostante il loro vantaggio si faccia sempre maggiore (63-36 al time out chiamato da coach Procaccini). La parte finale del match è uno show di Eboni Gilliam (best scorer con 17 punti) che infila canestri su canestri sfruttando anche la stanchezza delle italiane.
Così, dopo 40 minuti di gioco, il punteggio finale è di 76 a 44, ma quella che si è vista in campo è stata una partita di grande intensità agonista onorata al massimo dalla nostra selezione. E l’impegno e la dedizione delle nostre atlete non sono certo passate inosservate agli occhi degli americani. A fine partita, Katerina Pazzaglia ha persino ricevuto un invito da parte delle Lancers per raggiungerle non appena abbia terminato la scuola superiore. Un colpaccio della nostra sirena che ha così coronato una prestazione fantastica che l’ha vista autrice di 12 punti e bellissime giocate.
E per festeggiare una partita così bella, che c’è di meglio che condividere un bel “terzo tempo” a base di pizza? A vedere dalle facce delle americane, siamo sicuri che le ragazze di Longwood abbiano davvero gradito (soprattutto la “pepperoni pizza” mi dicono!)
Il terzo tempo delle Longwood Lancers al PalaPartigiani di Pesaro: pepperoni pizza please!
Il terzo tempo delle Longwood Lancers al PalaPartigiani di Pesaro: pepperoni pizza please!

Adriatic Sea Sirens e Longwood University Lancers
Adriatic Sea Sirens e Longwood University Lancers
   






L'articolo originale è pubblicato sulla pagina ufficiale del College Basketball Tour