lunedì 25 agosto 2014

Tennis: US Open, 10 italiani al via sui campi di cemento di Flushing Meadows

immagineNEW YORK - Scatta da lunedì il quarto e ultimo grande slam stagionale, gli US Open. 10 gli italiani impegnati sui campi di cemento americani; nessuno dei 12 italiani iscritti alle qualificazioni riesce però ad accedere al tabellone principale.

10 tennisti italiani scenderanno in campo da lunedì pomeriggio per gli US Open, il quarto e ultimo grande slam stagionale che si giocherà sui campi in cemento di Flushing Meadows di New York dal 25 agosto fino all' 8 settembre .

L'Italia verrà così rappresentata da Seppi (che se la vedrà contro Stakhovsky), Bolelli (contro Pospisil), Fognini (atteso da Golubev) e Lorenzi che dovrà attendere le qualificazioni per sapere il nome del suo avversario; per le donne scenderanno in campo Giorgi (anch'essa contro una qualificata), Schiavone (che ha pescato Vania King), Pennetta (contro la tedesca Julia Georges), Knapp (contro la Pironkova), Vinci (contro Ormachea) e Errani (attesa dalla sempre temibile Flipkens).

Niente da fare invece per i dodici italiani impegnati nei gironi di qualificazioni: nessuno è riuscito infatti ad accedere all'ultimo e decisivo terzo turno che avrebbe garantito l'ingresso al tabellone principale del torneo. 

L'articolo orginale è pubblicato su Vivere Italia del 26/08/2014

Tennis: Camila Giorgi si ferma in semifinale a New Haven ma raggiunge il suo best ranking

immagineNEW HAVEN (USA) - Si ferma in semifinale la corsa di Camila Giorgi nel premier WTA di New Haven. La marchigiana si arrende 2-6, 4-6 alla slovacca Rybarikova. Da lunedì, Camila sarà al 31esimo posto della classifica WTA.
11 palle break: tante sono state le opportunità non colte da Camila Giorgi nel corso del match di semfinale a New Haven contro Magdalena Rybarikova. E nel tennis, questi errori si pagano a caro prezzo. L'azzurra è stata infatti sconfitta dalla slovacca per 2-6, 4-6 alla fine di un match troppo falloso per la marchigiana che ha messo insieme ben 33 errori gratuiti contro i 21 vincenti.



Un match che ha visto Camila reagire solo nel secondo parziale ma senza riuscire mai a concretizzare nei momenti decisivi. 



Da lunedì, l'azzurra sarà impegnata sui campi di Flushing Meadows per gli US Open, il quarto e ultimo grande slam della stagione. All'appuntamento newyorkese Camila si presenterà con il suo best ranking: il numero 31 della classifica WTA che le permetterà di non dover affrontare le dure qualificazioni del torneo.



Insieme alla Giorgi, al nastro di partenza ci saranno anche Seppi, Bolelli, Lorenzi e Fognini per gli uomini, Schiavone, Pennetta, Knapp, Vinci ed Errani.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 25/08/2014

giovedì 21 agosto 2014

College Basketball Tour: la St. John's University si aggiudica il match contro le Sirens

immagineCon un roster giovane e privo delle “big” della serie A, le Adriatic Sea Sirens lottano sino alla fine ma devono arrendersi alla maggior fisicità e velocità delle Red Storm per 51 a 83. Sabato, grande attesa per l'arrivo della Boston University.

Continua senza sosta il College Basketball Tour, l'evento che porta in Italia le squadre della 1st Division della NCAA americana. Ospiti della serata di giovedì 20 agosto sono state le ragazze della St. John's University, una scuola cattolica dello stato di New York.

A sfidarle, la formazione della selezione locale delle Adriatic Sea Sirens, alquanto modificata dai primi due match di inizio agosto a causa degli impegni delle atlete di serie, già in ritiro con i rispettivi club. Così, nel roster delle “Sirene” si potevano contare ben sette ragazze dai 18 anni in giù, insieme a giocatrici più esperte come Sordi e Fabbri.

Le statunitensi sono invece scese in campo con due quintetti veloci, sospinti dalle due guardie Lewis e Handford, e molto “fisici” sotto canestro grazie alla presenza di Littleton e Ancher. Ad accompagnarle, anche Padre Rock, il prete che prima di ogni partita dà alla squadra la sua benedizione e che vede il basket come uno strumento verso il Signore, in quanto insegna il rispetto verso il prossimo e il senso di fraternità.

La partita si è aperta con le grandi giocate di Lewis da un lato e di Filippetti dall'altro. Sin dal primo quarto, coach Tartamella ha subito fatto ruotare le sue ragazze, provando varie soluzioni e schemi d'attacco che hanno sempre previsto la palla sotto canestro senza nessuna opzione da tre. Dall'altro lato, Procaccini ha provato a dare un'impronta alla sua squadra, ma alla lunga, la maggior compattezza e fluidità di gioco delle Red Storm ha avuto la meglio: alla fine del secondo quarto, il tabellone recitava così 29 a 45 per le ospiti. Gap che si è fatto ancora maggiore nell'ultimo quarto, quando le ragazze di San Giovanni – scritto così in italiano sulle maglie proprio in onore della tappa italiana del loro tour europeo – hanno letteralmente dilagato, finendo la partita sul 51 a 83.

Nonostante il risultato, però le Sirene si sono battute sino alla fine non disdegnando i contatti sotto canestro e provando anche varie soluzioni da tre alternate ad entrate sotto le plance. Un ottimo test quindi per le americane che da domani continueranno il loro tour in giro per l'Europa.

Ora l'attenzione si sposta tutta sulla gara di sabato 23 agosto, quando al vecchio hangar arriveranno i Terriers della BostonUniversity. Palla a due alle 20.30 per l'ultimo imperdibile match di questa edizione del College Basketball Tour.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 21/08/2014

martedì 19 agosto 2014

College Basketball Tour: la St. John's University e la Boston University in campo il 20 e il 23 agosto

immagineDopo il grande successo delle prime due giornate, ritorna a Pesaro il grande basket targato College Basketball Tour: il 20 e il 23 agosto,a sfidare le Sirens e i Tritons, ci saranno St. John's e Boston.

Il College Basketball Tour, l'evento che porta in Italia le migliori sqaudre NCAA maschili e femminile della first division, ritorna a Pesaro per altre due incredibili tappe. A sfidare le due rappresentative all star locali ci saranno il 20 e il 23 agosto le ragazze della St. John's University e i ragazzi della Boston University.

I Terrier di Boston hanno preso parte al torneo NCAA per ben sette volte, e hanno appena vinto la regular season della Patriot League, guadagnandosi così un posto nella NIT, la seconda lega dei college americani. Tutto ciò, grazie soprattutto alle grandi capacità gestionale e motivazionali del loro coach Joe Jones che, a partire dal 2011, ha dato una nuova identità al programma. Durante il tour, gli occhi saranno puntati su Cedric Hankerson, la guardia dei Terrier che, dopo aver passato la scorsa stagione un po' in sordina, è pronto a trascinare i suoi e a sfruttare questo palcoscenico per mettersi in evidenza.

Le Red Storm della St. Jonh's University competono nella Big East Conference e dal 2012 sono allenate da Joe Taramella. E da quando coach Taramella ha preso le redini della squadra, i risultati si sono visti: giocatrici convocate dalla WNBA – la lega pro femminile – inviti a tornei e 11tornei BIG EAST. Questo tour italiano è poi diventato un importante tassello nella preparazione delle ragazze e per dimostrare alle future giocatrici come il programma della università newyorkese sia serio e amplio.

A sfidare le due squadre statunitensi sono state messe a punto nuovamente due formazioni ad hoc.

Sempre sotto la guida di coach Procaccini e dei suo assistenti Luca Tartaro e Gianluca Bellucci, tornano sul parquet pesarese Filippetti Licia e Mataloni Margherita, accompagnate da Sordi Carola, Pazzaglia Katerina,Bauer Olivia, Cicconetti Claudia, Fasciani Cecilia, Lucente Francesca e Silvia Ciarciaglini

Umberto Badioli e Pentucci Luca invece avranno il compito di tenere uniti i loro Tritons che per l'occasione risponderanno ai nomi di Bicio Facenda, Gnaccarini, Marcante, Stefanini, Savelli, Calegari, Barantani, Pentucci, Meccoli, Provvidenza, Diana, Marini, Giommi e Bertolini; un roster da 15 proprio stile NCAA che permetterà agli allenatori una certa rotazione e giocarsela così alla pari con gli americani.

Appuntamento quindi il 20 e il 23 agosto alle ore 20.30 per le ultime due partite della College Basketball Tour. Free Entry e tanti gadgets. Non mancate!!

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 19/08/2014

lunedì 18 agosto 2014

Al via le Olimpiadi Giovanili Nanjing 2014

immagineNanjing (CHINA) - Con una coloratissima cerimonia d'apertura si è aperta la seconda edizione delle Olimpiadi Giovanili. 222 le medaglie d’oro da distribuire distribuite: l'Italia punta sulla scherma, la boxe, il nuoto e il judo.

Con una coloratissima cerimonia d'apertura, si sono aperti nella giornata del 16 agosto i Giochi Olimpici giovanili, una competizione creata dal Comitato Olimpico internazionale nel 2007 simile alle normali Olimpiadi ma riservata ai ragazzi fra i 14 e i 18 anni. Dalla prima edizione, tenuta a Singapore nel 2010, i Giochi Olimpici giovanili si tengono ogni quattro anni. L’edizione di quest’anno si terrà dal 16 al 28 agosto a Nanjing, in Cina, e parteciperanno circa 3.700 atleti di 202 paesi.

La vigilia è stata però tormentata per gli atleti di diversi Paesi africani a causa del virus Ebola. il Cio e il Comitato organizzatore hanno annunciato che gli atleti provenienti dai Paesi africani coinvolti nell'epidemia non avrebbero potuto gareggiare nelle discipline di lotta e di nuoto. Si tratta di soli 3 atleti, due della Nigeria e uno della Guinea.

Tra gli obiettivi del team italiano c'è quello di raggiungere il bottino di Singapore 2010, quando l’Italia terminò decima del medagliere, con cinque medaglie d’oro, nove d’argento e cinque di bronzo, per un totale di diciannove podi; dieci atleti italiani, inoltre, furono medagliati nelle prove a squadre, collezionando sette ori, un argento e due bronzi.

Quest'anno, le speranze maggiori risiedono nella scherma (con Riccardo Abate, Guillaume Bianchi, Claudia Borella, Chiara Crovari ed Eleonora De Marchi), nella boxe (con Vincenzo Arecchia, Monica Floridia ed Irma Testa), nell’atletica (Nicole Reina, siepita, quinta agli ultimi Mondiali allievi, e la marciatrice Noemi Stella, che fu bronzo),nel nuoto (Simone Sabbioni grande protagonista agli ultimi Europei di categoria nel dorso) e infine nello judo con Elios Manzi. 

venerdì 15 agosto 2014

Il racconto da Pesaro del College Basketball Tour NCAA


Abituati alle grandi arene dei loro college, il vecchio palazzetto di Viale dei Partigiani sarà sembrato un piccolo campo d’allenamento ai giocatori di Notre Dame e alle atlete di St. Francis e New Mexico. Ma quel piccolo scrigno che sorge nel centro di Pesaro racchiude in sé la storia del basket italiano ed internazionale: da quando nel 1957 la prima squadra della città – che fino a quel momento aveva giocato le sue partite all’aperto – si trasferì tra quelle quattro mura, l’”hangar”  divenne il santuario del basket pesarese ed uno dei più difficili campi d’Europa da espugnare per le squadre avversarie. Un vero e proprio “inferno” dove il sesto uomo, situato a pochi centimetri dai giocatori in campo, si faceva davvero sentire ad ogni azione tanto da influenzare l’andamento delle partite (come nel 1989 quando una monetina colpì Dino Meneghin decretando la vittoria a tavolino di Milano nella finale scudetto).
Un palazzetto rovente, le cui mura trasudano basket da ogni poro, ma che nel 1996, dopo la costruzione del più capiente e futuristico BPA Palas,  rimase orfano del grande basket. Una scelta che all’epoca destò numerose polemiche e che fece storcere il naso ai tifosi più accaniti che ancora oggi invocano a gran voce di riportare i match della prima squadra in Viale dei Partigiani.
Forse questa richiesta non verrò esaudita – almeno nell’immediato futuro – ma finalmente, grazie all’impegno di Andrea Sciarrini, il vecchio “hangar” è tornato ad essere il teatro del grande basket. L’8 e il 9 agosto, infatti, lo storico palazzetto dello sport di Pesaro è stato il teatro del College Basketball Tour, il torneo che negli ultimi tre anni ha portato in Italia alcune delle più importanti squadre della NCAA americana. Con un buon seguito di tifosi e parenti, in città sono arrivate Notre Dame, St. Francis e New Mexico, pronte a mettere a punto le loro formazioni in vista dell’inizio dei rispettivi campionati.
Per le squadre americane questo tour rappresenta un test importante per prepararsi alla prossima stagione”-  ha spiegato Fabrizio “Bicio” Facendadurante la presentazione stampa del torneo – “e per questo era nostro dovere mettere insieme delle squadre competitive per permettere loro di effettuare un buon allenamento”.
E a vedere dai risultati in campo, l’esperimento sembra essere riuscito. Nel match inaugurale dell’otto agosto, le “sirene” si sono infatti arrese alla St. Francis solo a fil di sirena con il punteggio di 69-71; un match davvero equilibrato dove le “sirene” si sono fatte valere impensierendo le “Red Flash”. A farsi notare è stata soprattuttoCamilla Valerio, la guardia di Bolzano che  ha ricevuto persino una proposta di ingaggio da parte del college americano: “appena è finita la partita l’allenatore della St. Francis si è avvicinato e mi ha fatto i complimenti per come avevo giocato” – racconta Camilla – “parlava in inglese, e io, beh, non capivo molto… così un signore di Pesaro mi ha tradotto tutto. Prima mi ha chiesto quanti anni avevo e se ero una professionista; poi mi ha chiesto se volevo andare a giocare negli Stati Uniti nella loro università. Non me lo sarei mai aspettato, davvero: è stato emozionante e non sapevo neppure cosa rispondere. Ci siamo scambiati le email e i numeri di cellulare: io ho già firmato con Salerno per la prossima stagione, ma non voglio chiudere nessuna porta soprattutto se si tratta degli Stati Uniti dove sarebbe un vero sogno giocare. Però voglio rimanere con i piedi per terra e non farmi troppi viaggi mentali: prenderò le cose come verranno!”.
Più complessa e più a senso unico, la partita del nove agosto contro Nex Mexico, vinta dal team di Yvonne Sanchez, nominata terzo allenatore dell’anno, con il punteggio di 54-70. “Nelle donne il divario è stato solo di profondità di roster” – ha commentato Andrea Sciarrini – “e nella condizione atletica, le nostre “sirene” tecnicamente eran superiori e avrebbero meritato sicuramente almeno la prima vittoria”.
Tutti gli occhi erano però puntati sul big match tra gli Adriatic Sea Tritons e la University of Notre Dame, una partita che verrà anche trasmessa in differita da Sport Italia, proprio a sottolineare l’importanza dell’evento. Una partita che ha avuto un buon sviluppo, con le due formazioni che per una  trentina di minuti hanno giocato quasi alla pari; poi, la condizione atletica e la grande qualità a disposizione di Notre Dame hanno fatto la differenza:  prendendo il largo ed offrendo tante giocate spettacolari, il match si è chiuso nettamente a favore delle stelle di coach Brey (59-90) con  Zach Auguste (15 punti e 10 rimbalzi), Steve Vasturia (18 punti) e seniorPat Connaughton (16) sugli scudi. Dalla parte dei “tritoni” pesaresi (best scorer Alessandro Amici con 13 punti), hanno però pesato le assenze dei big come Dordei, Fultz e Maggiotto e la poca preparazione: “fisicamente s’è sentita la loro stazza a rimbalzo e la loro condizione a tutto campo (soprattutto gli ultimi minuti della partita)” – ha commentato Sciarrini a fine partita – “grande onore però ai nostri che hanno comunque sempre lottato con volontà nonostante siano ancora tutti in vacanza”.
Dello stesso avviso è anche Bicio Facenda che, da vera anima della sua squadra,  in campo si è fatto notare per giocate spettacolari ma soprattutto per gli incitamenti ai propri compagni: “è stata una partita  spettacolare e carica d’ intensità agonistica. I ragazzi di Notre Dame sono stati al di sopra delle aspettative; strepitosi dal punto di vista fisico, tecnico e della professionalità portata sul parquet. Però i nostri non sono stati da meno: nonostante fossero quasi tutti in pieno periodo di relax, si sono concessi – su mia personale e stressante richiesta – di partecipare all’evento. Non mi resta che dire: grazie ragazzi strepitosi!
Ma a colpire maggiormente Bicio è stato un altro aspetto: “l ‘impressione (strabiliante) che ho avuto non è stata data solo da specifici e singoli atleti, ma da una “mentalità” portata dal vivo a Pesaro da Notre Dame che ci fa intendere come lo sport più completo ed affascinante del mondo sia inteso dai maestosi college statunitensi. St. Fancis, New Mexico e Notre Dame ci hanno illuminato su come va inteso lo sport a questi livelli ”.
Un insegnamento vitale per una città come Pesaro che vive di basket e che vuole ancora tanto basket; un insegnamento che potrebbe aiutare a riportare il grande basket in città e chissà, far riaccendere e infuocare quell’hangar che da ormai troppi anni, sembra essere stato relegato ad un ruolo da comprimario. Appuntamento quindi il 20 e il 23 agosto, quando a Pesaro arriveranno St. John’s e l’illustre Boston University.

College Basketball Tour: le Sirene impensieriscono le americane; niente da fare per i Tritons

immagineSi chiude la prima fase della tappa pesarese del College Basketball Tour: nonostante le tre vittorie su tre per gli statunitensi, le rappresentative italiane si sono fatte valere, regalando agli spettatori due giorni di grande basket.

A guardare i risultati, si direbbe che non ci sia stata storia in campo: Adriatic Sea Sirens-St. Francis 69-71; Adriatic Sea Sirens v New Mexico 54-70; Adriatic Sea Tritons vs Notre dame 59-90; ma i numeri, si sa, spesso non raccontano tutto.

Non raccontano per esempio che nei due match femminili il divario è stato solo di profondità di roster e nella condizione atletica: le “sirene” allenate da coach Procaccini, infatti, tecnicamente sono state spesso superiori e avrebbero meritato sicuramente almeno la prima partita, persa solo a fil di sirena.

Come non raccontano che nel match dei “Tritoni” contro l'armata degli Irish Fighters, nonostante il risultato pesante, la selezione 
all star locale ha comunque sempre lottato con onore e volontà, e che, nonostante la maggior parte di loro siano ancora in off season e le assenze di Dordei, Fultz e Maggiotto, glu uomini di Badioli sono rimasti a contatto con gli avversari fino al 30-42. Gli statunitensi fisicamente hanno fatto valere la loro stazza a rimbalzo e la loro condizione a tutto campo (soprattutto gli ultimi minuti della partita). Grande onore comunque

Grazie ai prestigiosi ospiti – il pluripremiato coch Mike Bray di Notre Dame, Jerian Grant e Pat Connaughton - come si sperava, il pubblico ha risposto bene all'evento, riempendo il vecchio hangar soprattutto nel match di cartello contro Notre Dame. Presenti tantissimi addetti ai lavori e scout. E non solo italiani. Emblematica a tale proposito è stata la proposta che 
Camilla Valerio ha ricevuto dal manager della St. Francis per passare un anno in America. Una scena da film americano.

Come in perfetto stile stelle e strisce è stato lo spettacolo che è stato allestito durante gli intervalli e per creare la giusta atmosfera sugli spalti: T-shirt e braccialetti ufficiali della manifestazione nero e verde fluo per tutti; i balletti della “Officine in Movimento” per tutti i balletti durante il match contro Notre Dame e la musica di Basement Monkeys e DJ skipa in perfetta sintonia anche con le richieste del college cattolico del St. Francis.

Un bilancio estremamente positivo con due serate di un livello tecnico, di ritmo e di spettacolo che a Pesaro e in Italia non si vedono spesso!” - ha commentato Andrea Sciarrini, organizzatore della tappa pesarese del College Basketball Tour - “Una base quindi perfetta per poter lavorare al meglio per preparare le date di 20-23 quando verranno St John's e Boston”.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 12/08/2014

lunedì 11 agosto 2014

College Basketball Tour: la storica Notre Dame University sbarca a Pesaro per il match contro i Tritons

immagineDoppio appuntamento fissato per sabato 9 agosto con il College Bastetball Tour: alle ore 18.00 match tutto al femminile fra le Sirens e le Lobos di New Mexico. Alle 21.00 il big match tra i Tritons e Notre Dame.

Prossime avversarie delle Sirens di Procaccini sarà la squadra di basket delle New Mexico Lobos donne che milita nella Division I della NCAA. Le Lobos, sono guidate dal terzo allenatore dell'anno Yvonne Sanchez. Si tratta di una delle sqaudre più interessanti della Mountain West Conference e in generale del panorama della NCAA femminile.

Ma nella serata di sabato, tutti gli occhi saranno però puntati sul big match in programma alle 21.00 che vedrà la Notre Dame University e la rappresentativa all-stars di Pesaro; e dato che per una grande partita, ci vogliono dei grandi atleti, tra le fila degli Adriatic Sea Tritons svettano nomi come quelli di Michele Maggioli, Rodolfo Rombaldoni e Robert Fultz a cui si aggiungono poi giocatori del panorama nazionale e locale che rispondono ai nomi di: Luigi Dordei, Fabrizio “Bicio” Facenda, Alessandro Amici, Leonardo Ciribeni, Andrea Maggiotto, Marco Gnaccarini, Eugenio Rivali, Andrea Giampaoli e Alessio Valentini. Un team importante, messo insieme da Facenda proprio per onorare al massimo l'impegno e per mandare un messaggio importante agli altri college americani: Pesaro e il College Basketball Tour sono ideali per prepararsi alla stagione. E tra le fure squadre che potrebbero ben presto sbarcare in città, Andrea Sciarrini menziona due nomi altisonanti: la Duke University e Connetticut.

Tutti conoscono invece la tradizione cestistica di Notre Dame e le grandi qualità dei loro atleti. A parlarcene è coach Badioli, ormai da vari anni secondo allenatore della VL: “con in panchina Mike Brey – vice di coach K alla Duke University e ormai da 14 anni alla guida dei Fighting Irish – sono una squadra con una fisionomia ben definita che punta soprattutto sulle due stelle Jerian Grant – nipote di quel Orace Grant vincitore di 4 titoli NBA – e Pat Connaughton, guarda bianca che ha un contratto anche per giocare a baseball con i Baltimore”.

Ma qual è il segreto di questi giocatori e delle squadre NCAA in generale? “La caratterista degli americani è proprio questa: sono dei grandissimi atleti dato che durante il college possono fare tanti sport differenti e questo permette loro di essere sempre molto allenati. In realtà la off season, i ragazzi dei college USA possono giocare solo due ore a settimana e possono fare solo lavoro individuale senza essere seguiti dal proprio coach. Ma molti di loro si alleano anche a football e hockey – gli altri due sport in cui primeggia Notre Dame – e questo garantisce loro una forma fisica sempre ineccepibile”.

Il College Basketball Tour vuole e deve essere innanzitutto una festa del basket. A ripeterlo è Fabrizio Bicio Facenda che sottolinea: “Questo tour per gli americani è davvero importante dato che serve loro per mettere a punto le formazioni e gli schemi. Quindi, il nostro desiderio più grande è quello di onorare al meglio questo impegno, e per far ciò abbiamo messo a punto una squadra competitiva che darà l'animo in campo”.
Ma si sa, lo sport è anche competizione e coach Badioli assieme ai suoi uomini ci tiene a fare bene:“ per noi sarà un onore potersi misurare con squadre che, nonostante la giovane età dei loro giocatori, hanno un livello pari a quello della nostra A1. Sarà un vero spettacolo! Anche se si tratta di una amichevole, quando si scende in campo la competizione è inevitabile: fa parte della natura dell'atleta ed è una componente positiva della partita. Certo, si tratterà di una festa dello sport, ma non si tratta di una kermesse fatta per incontrarsi: per gli americani rappresenta un allenamento importante e questo tour serve a tutti per parlare la stessa lingua, quella degli atleti e quella dello sport. E lo sport è competizione”.

Infine, la location scelta per questo grande evento ha un suo fascino particolare un po' per tutti gli Adriatic Sea Tritons, in particolar modo per Michele Maggioli, che sarà il fulcro della sua formazione: “17 anni fa ho fatto il mio debutto in serie A proprio dentro l'”hangar” e rientrare tra quelle mura è sempre una grande emozione. Quando ci ho messo piede la prima volta mi sembrava grandissimo e là dentro si è fatta non solo la storia del basket pesarese ma anche di quello nazionale. Per tanti giocatori, come per me, è stato un palcoscenico importantissimo e quindi voglio onorarlo al meglio durante queste due partite”.

E per la città di Pesaro, il College Basketball Tour ha un valore ancora più speciale come ci dice Marco Gnaccarini: “Non è facile portare queste squadre in Italia e quindi un grande pubblico sarebbe anche un giusto riconoscimento allo sforzo fatto dagli organizzatori. E sono sicuro che ci saranno molte persone. Nonostante la crisi, Pesaro è stata sempre una “basket city”; qui in città si respira basket in ogni angolo e il grande successo del torneo Cristo Re ne è una prova. Questo tour ci aiuterà a ricordare a tutti che Pesaro vive di pallacanestro e che non riesce ad esprimere questa sua natura solo per motivi economici. Quindi, il 9 agosto non prendete impegni e insieme dimostriamo che Pesaro e il basket sono una sola cosa!”.

Appuntamento quindi alle ore 18.00 per il match tra le Adriatic Sea Sirens e New Mexico Lobos; e a seguire, alle 21.00 il big match tra i Tritons e Notre Dame.  

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 9/08/2014

College Basketball Tour: le Adriatic Sea Sirens sfidano St. Francis nella gara inaugurale

immagineAl via la tappa pesarese del College Basketball Tour nel vecchio hangar di Viale dei Partigiani: in campo le Adriatic Sea Sirens di coach Procaccini contro la St. Francis University. Palla a due alle 20.30. Ingresso a offerta libera!

Terenzi Chiara, Erica Reggiani, Veronica Dell'Olio, Elena Ramò, Licia Filippetti, Margherita Mataloni, Jomanda Rosier, Camilla Valerio, Laura Maiorano: questo sarà la rosa a disposizione di coach Procaccini e dei suoi assistenti Bellucci e Tartaro nel match di apertura della tappa pesarese del College Basketball Tour contro le “Red Flash” della St. Francis.

L’Università di St. Francis, Pennsylvania, è stata fondata nel 1847 e condotta sotto la tradizione dei Frati Francescani del Terzo Ordine Regolare. L'università è situata su 600 acri (243 ettari) nelle foreste e terreni agricoli di Loretto. Atleticamente, compete nel nordest Conference della Ncaa sempre in Div I. Una squadra dal grande potenziale tecnico e con delle radici religiose, tanto che per andare in contro a tali eseginze, le canzoni che accompagneranno la partita sono state accuratamente selezionate evitando testi che avrebbero potuto in qualche modo urtare il credo della scuola.

Un match che le ragazze attendono con grande trepidazione, soprattutto per una ragione: mettersi alla prova contro una squadra statunitense: “In USA, la pallacanestro è uno degli sport più praticati e seguiti” - ci spiega Erica Reggiani, pesarese quest'anno a Schio in A1 - “e quindi, nel panorama del basket femminile, si può ben dire che le americane sono le più forti. Nel College Basketball Tour saremo di fronte a delle squadre di livello altissimo, con giocatrici dalle grandi doti fisiche: noi dal nostro canto dovremo puntare sulle nostre doti tecniche e giocare con la testa!”.

Sono precisamente le grandi doti fisiche e atletiche delle ragazze statunitensi a destare preoccupazione nelle atlete delle Adriatic Sirens e l'aspetto che le affascina di più: “Il basket americano è un mito per tutti i giocatori: non capita davvero spesso di essere in campo contro delle atlete statunitensi e quindi sinceramente non vedo l'ora di iniziare” - ci racconta Elena Ramò, anche lei campionessa europea con la nazionale U20 - “Io solitamente punto molto sulla tecnica, ma contro queste squadre anche la fisicità è fondamentale... e questo è un aspetto su cui devo assolutamente migliorare. Quindi, penso che per me queste due partite saranno un'ottima palestra anche per il prossimo campionato”.

Il College Basketball Tour sarà anche una grande opportunità di rilancio per il basket femminile, da sempre troppo snobbato in Italia e vittima di tanti pregiudizi: “per il basket femminile questo tour rappresenta certamente una vetrina importante che potrà servire anche per avvicinare il pubblico al basket femminile” - ci conferma Mauro Procaccini, allenatore per 4 anni della squadra di Parma in A1 -“troppo spesso in Italia, questo sport viene visto con diffidenza, e a dirla tutta, prima di entrarci anche io avevo qualche perplessità sul basket femminile. Invece, ho potuto vedere come le donne in quanto a dedizione e professionalità superano quasi gli uomini. Per giocare ad alti livelli, ci vuole tanta passione e voglia di stare in campo e le donne questo lo accentuano meglio”.

Un motivo in più per seguire la partita ci viene da Camilla Valerio: “nel basket femminile, dove non girano tanti soldi, il sacrificio delle giocatrici e delle società è tanto. Ma questo si tramuta anche in una grande passione intorno all'intero movimento e soprattutto in campo. Per questo il pubblico dovrebbe seguirci: deve vederci giocare per capire quanta dedizione c'è in questo sport. E il College Basket Tour potrebbe rilevarsi una vetrina importante proprio in questo senso. Portare tante persone al palazzetto sarebbe fantastico e ripagherebbe tutti gli sforzi fatti per arrivare qui. Infine, vedendo quanto ci divertiamo noi giocatrici in campo, sono sicura che anche il pubblico sugli spalti non potrà che unirsi a noi in questa festa del basket. Vi aspettiamo!”.

L'appuntamento è fissato al vecchio palas in Viale dei Partigiani per venerdì 8 agosto alle 20.30! Non mancate! 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 8/10/2014

Al via la tappa pesarese del College Basketball Tour

immagineCon la conferenza stampa di apertura presso l'Hotel delle Nazioni, inizia ufficialmente la tappa pesarese del College Basketball Tour, l'evento che porta l'NCAA in Italia: tre team americani contro le rappresentative all stars locali per quattro giorni di puro spettacolo cestistico.

La College Basketball Tour sbarca a Pesaro! Nata tre anni fa per caso dall'idea di due ragazzi vicentini, Ales Masetto e Marco Fabbian, il tour estivo delle squadre dei college americani toccherà quest'anno varie città italiane, tra le quali anche Pesaro. E sarà proprio Pesaro ad ospitare la tappa a più alto potenziale tecnico di un tour che anno dopo anno sta acquisendo sempre più importanza. Quest'anno, infatti, i match saranno trasmessi in differita dall'emittente televisiva Sportitalia e le immagini trasmesse dal colosso statunitense ESPN.

Nel vecchio hangar in Viale dei Partigiani, grazie all'impegno profuso da Andrea Sciarrini, arriveranno quattro squadre della Division I della lega college statunitense: i team maschili di Notre Dame e della Boston University, e i team femminili di St. Francis e Nex Mexico. A contendere loro la vittoria ci saranno due team all stars: gli Adriatic Sea Tritons e le Adriatic Sea Sirens, squadre ideate e messe a punto da uno dei pilastri del basket pesarese, Fabrizio “Bicio” Facenda, che è riuscito a mettere insieme due team dall'altissimo potenziale grazie a giocatori del calibro di Michele Maggioli, Robert Fultz, Dorodei e Ronaldoni per gli uomini e Terenzi, Reggiani, Filippetti e Dall'Olio per le donne.

Il College Basketball Tour è quindi un'opportunità unica per vedere all'opera alcuni dei giocatori che probabilmente nel prossimo futuro potrebbero calcare i parquet NBA o delle leghe europee; tra i nomi di spicco compare per esempio Jerian Grant – nipote di quel Orace Grant vincitore di 4 titoli NBA. Il college americano è infatti un serbatoio a cui attingono molte squadre italiane ed europee e quindi, questo tour, si propone anche come una vetrina importante per gli addetti ai lavori che avranno modo di vedere le potenzialità dei giocatori dal vivo.

In tutto, dentro un palazzetto che ha fatto la storia del basket pesarese e italiano: il vecchio hangar di Viale dei Partigiani che ritorna, così, ad essere il palcoscenico del basket di qualità. La scelta di portare a Pesaro il College Basketball Tour si deve infatti leggere anche nell'ottica di ridare lustro alla figura della città come una vera “basket city” e sottolineare come il basket e Pesaro siano una cosa sola. Tanto che per la partita contro la Boston University si sta cercando di portare in campo alcuni dei prossimi protagonisti che vestiranno la maglia della Consultivest Pesaro. Un progetto che in futuro potrebbe diventare un perno della programmazione della prima squadra pesarese proprio in preparazione alla stagione.

Un tour che vuole essere inoltre anche una vera festa del basket, in puro stile NCAA: per questo, le partite verranno intervallate da coreografie dell'Officina Movimento di Pesaro e dai Pesaro Bees che faranno divertire il pubblico sugli spalti coinvolgendolo in danze, estrazioni di gadgets e premi. Presenti anche alcuni stand con merchandising targato College Basketball Tour; e per combattere l'arsura del vecchio hangar, nello stand di Collegi sarà possibile trovare birra artigianale in grande quantità.

La speranza degli organizzatori è proprio quella di portare sugli spalti un grande pubblico. Gli americani, infatti, avranno dalla loro un seguito di circa 200 persone che saranno alloggiate in vari hotel della città. Sarà quindi fondamentale l'apporto di tutti i pesaresi e dei tifosi di basket: per chi ama la pallacanestro, questo tour è un evento davvero da non perdere!

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 7/08/2014

lunedì 4 agosto 2014

College Basketball Tour: date e location italiane


Where mazing happens”; così recita una degli slogan più celebri della NBA, il campionato per eccellenza a cui tutti i giocatori ambiscono e che i fan di tutto il mondo seguono con passione. Ma se la NBA è il luogo dove lo straordinario diventa realtà, la NCAA e i tornei universitari sono i luoghi dove i futuri “maghi” del parquet muovono i primi passi e imparano i rudimenti della loro arte; luoghi che fino ad ora in Italia potevamo solo sbirciare in TV, ma che da tre anni a questa parte, grazie al College Basketball Tour, tutti gli appassionati di basket possono finalmente vedere dal vivo. Anche nel 2014, infatti, per tutto il mese di agosto, otto formazioni – sia maschili e femminili – della division I della NCAA saranno in tour tra Vicenza, Pesaro e Roma per una serie di match amichevoli contro formazioniAll Star italiane: Notre Dame, Michigan Basketball, Providence Friars e Boston University per gli uomini, St. Francis, New Mexico, Georgia Bulldogs e St. Jhon’s per le donne.
Una  storia, quella della College Basketball Tour che ha anch’essa dello straordinario. Nato per caso tre anni fa a Vicenza “per divertimento,curiosità e grazie e a un incontro fortunato” – racconta Ales Masetto, general manager del College Basket Tour-  “si e’ sviluppata  principalmente sull’idea di portare il basket di livello ed uno spettacolo a cui non eravamo abituati qui in città, cercando di cogliere quegli aspetti che caratterizzano le partite in America fuori e dentro al campo per riproporli da noi, con la certezza che anche il nostro pubblico avrebbe apprezzato la differenza: non solo quindi il basket di alto livello dei College ma anche il contorno della partita con l’idea che tutto fa spettacolo. Il nostro obiettivo era quello di creare una “rete” su un argomento, la NCAA, poco conosciuta in Italia ma molto importante in USA”. E quell’idea si è trasformata in una solida realtà.
“Grazie ad un  format architettato ispirandosi alle partite americane e allacollaborazione con blog di livello nazionale come My Basket, NBA-Evolution e NBA Religion”  – ci spiega Marco Fabbian, marketing and communication manager – “siamo riusciti così a mettere a segno numeri quali 30.000 visualizzazioni sul sito internet; 100.000 click diretti sulla pagina Facebook e un totale di 650.000 persone coinvolte in modo virale. Con il passare degli anni, l’evento è poi cresciuto a livello tecnico, sia dalla parte americana sia dalla parte italiana, con la  partecipazione di squadre come Mantova – neo promossa in serie A – Michigan – che nel 2013 è arrivata alle Final Four – oltre a Notre Dame, squadra dalla grande tradizione cestistica”.
Per non parlare poi dei nomi passati sul parquet vicentino grazie all’Assessorato alla Formazione del Comune di Vicenza e il Consolato Americano: KJ Mc Daniels dei Clemson e ora ai Philadelphia 76ers, Caldwell-Pope, transitato in Italia con i Georgia Bulldogs e ora in forza a Detroit, e Kanacevic con le fila della Virtus Roma proviene dai Saint Joseph Hawks, formazione che ha vinto il titolo Atlantic-10.
E non finisce qui: “quest’anno alcune partite saranno trasmesse anche su Sportitalia, sul digitale terrestre e, perla prima volta, ci siamo proposti anche su scala nazionale”, conclude Marco. Vicenza è stata infatti solo il primo mattoncino: “nei primi due anni,  abbiamo organizzato 27 gare raccogliendo 7000 spettatori complessivi in Veneto sempre nei dintorni di ferragosto” – sottolina Ales – “e se nel 2012 il tour era limitato solo solo a Vicenza, nel 2013 abbiamo toccato altre città del Veneto e, quest’anno, abbiamo riunito sotto lo stesso marchio Pesaro, Perugia e le partite del Nord Italia proponendoci per la prima volta su scala nazionale”.
Una escalation davvero straordinaria che ha conquistato anche un altro baluardo del basket italiano: Pesaro,“uno dei pochi posti in Italia dove il basket è più importante del calcio: lo si respira in qualunque angolo della città!” conferma Andrea Sciarrini, organizzatore della tappa nella città di Magnifico, Costa e Ford. “Io stesso a 13 anni ho lasciato casa per trasferirmi a giocare nelle giovanili  della ex Scavolini per inseguire un sogno che mi ha portato a tantissime gioie e a tantissimo sudore!”.
Il connubio tra le due città è nato grazie all’incontro proprio tra Andrea e Ales. Per Andrea si è trattato di  “una questione di volontà e serietà: negli anni mi son costruito un ruolo importante nel basket prima come giocatore poi come allenatore/istruttore.  Ho sempre avuto la passione dei playground: ho sempre creduto che un giocatore e la sua mentalità si costruiscano in gran parte nel lavoro fatto individualmente sotto il sole d’estate quando tanti altri vanno invece al mare. Da qui le organizzazioni di tornei 3×3 fino alla collaborazione con la FISB, di cui son diventato responsabile per la regione Marche (ad oggi 25 tornei nella sola regione, 150 in tutta Italia)”. Ed è proprio girando per lo stivale che avviene il felice incontro con Ales: “La FISB collaborava già con dei tour operator che portavano in Italia College americani, et voilà, così ho iniziato! Da cosa nasce cosa, ho conosciuto tante persone che apprezzavano il mio lavoro e mi sono stati proposti progetti sempre più grandi, fino ad arrivare all’incontro con Ales Masetto ed al suo operato in Veneto : è stato davvero amore a prima vista! È così nata una collaborazione volta a creare una realtà ed un coordinamento a quella che è e sarà una manifestazione sempre più importante anche per il basket europeo, dato che oggigiorno tutte le squadre professioniste attingono al bacino dei giocatori collegiali…noi offriamo a tutti, appassionati ed addetti ai lavori, la possibilità di vederli dal vivo!”.
Una possibilità che ha fatto davvero centro! Lo testimoniano i numeri da capogiro registrati in questi tre anni. Ma fino dove vuole arrivare questo College Basketball Tour? “Vogliamo che la manifestazione diventi un punto di riferimento nazionale per gli appassionati di basket” risponde sicuro Marco, a cui fa eco Andrea: “l’obiettivo è sicuramente offrire un grande spettacolo sportivo non solo al nostro pubblico, ma anche ai giocatori stessi grazie a match di altissimo livello e grandissimo ritmo: quello dei giovani collegiali è un basket veramente frizzante che saprà sicuramente intrattenere e divertire. Pesaro, inoltre, è una città che ha formato tanti giocatori di livello e creare una squadra competitiva qui è molto più semplice. Inoltre, siamo al mare e ad agosto questa componente aiuta: uniamo turismo a spettacolo e questa è e sarà la direzione!”.Grazie a questi tre ragazzi, alla loro intuizione, dedizione e passione, anche in Italia potremo finalmente assistere alla magia e allo spettacolo del basket statunitense. Pronti a rimanere sbalorditi da questo amazing show?
L'articolo originale è stato pubblicato su Basketlive.it il giorno 2/08/2014