martedì 2 dicembre 2014

Streetball 3×3: alle Olimpiadi 2020 ci vogliamo essere anche noi!


350: tanti sono i tornei di StreetBall che si giocano in Italia durante tutto l’anno. Di  questi, 180 sono stati raggruppati dalla FISB, la Free Italian StreetBall,  associazione formatasi 2005 e che da tre anni ha allacciato un’importante collaborazione con la FIP, la Federazione Italiana Pallacanestro. “In pochi anni siamo passati dalla gestione di 60 tornei a quella di 180, e ciò che era nato come una semplice passione si è trasformato in un lavoro a tempo pieno.” – ci spiega David Restelli, presidente della FISB – “La collaborazione con la FIP è iniziata solo tre anni fa, grazie anche all’apertura da parte di Davide Paolini, presidente FIP Marche. Questa collaborazione è vitale per il movimento dello StreetBall in quanto non solo permette di avere una certa ufficialità nelle gare, ma garantisce anche maggiore visibilità e più circolazione di giocatori”.
Al momento, i numeri dicono che le regioni più attive sui “campetti” sono Toscana, Lombardia e Marche, con un giro di 2800 giocatori: “in realtà i numeri sono ancora esigui” – ci confessa il presidente “anche perché chi gioca basket da “campetto” per definizione non apprezza troppo le regole”.

Un’espansione che porterà nel 2020 alle Olimpiadi

Lo streetBall è un movimento in grande espansione, tanto che nel 2020 entrerà a far parte delle Olimpiadi: “abbiamo sei anni per migliorare e raggiungere il livello delle altre nazioni” – ribatte David. “Per migliorare innanzitutto il movimento dovrebbe avere molta più visibilità nei media e nella stampa. Qualcosa si sta muovendo, dato che questa estate Nuvolari ha trasmesso il World Tour ma è solo un piccolo tassello. A livello europeo siamo indietro: i nostri ragazzi al Campionato Europeo 3×3 che si è svolta a Bucarest, si sono classificati 15 su 16, mentre tra le ragazze nessuna squadra è riuscita a qualificarsi. Questo perché all’estero, nella serie A2 e nelle leghe minori, non girano molti soldi e quindi è facile trovare in campo uno sloveno, per esempio, che gioca in serie A piuttosto che un italiano di pari livello. Da noi, a scendere in campo sui campetti e nel 3×3 sono tutti ragazzi delle serie inferiori; e non sempre è facile farli giocare: i quattro ragazzi che hanno preso parte alle finali di Bucarest hanno avuto vari problemi per ottenere il nullaosta da parte delle proprie società”.

Ma ancora tanta strada da fare in Italia…

La conferma della “arretratezza” del movimento italiano ci viene anche da Alessandra Visconti, giocatrice della aLmore Genova e vera protagonista dell’estate sui “campetti” grazie  al titolo di campionessa italiana del 3×3 FIP a Cagliari, il secondo posto alle finali italiane FISB a Riccione e il bronzo ai mondiali universitari a Salvador de Bahia in Brasile: “A livello internazionale il 3×3 non è pallacanestro: è uno sport completamente diverso e dovremmo iniziare, anche in Italia, a guardare un po’ oltre al nostro naso! Quando siamo arrivate in Brasile siamo rimaste traumatizzate dal livello fisico delle partite. I contatti non esistono, per commettere un fallo devi “uccidere” la tua avversaria e forse, non lo fischiano nemmeno. Quello che ho notato nelle altre delegazioni è che chiunque era molto più informato di noi: sapevano tutti gli eventi passati e gli eventi futuri del 3×3 mentre noi siamo venute a conoscenza del mondiale quando ci hanno convocate! Non è normale! Bisogna informare ed informarsi per allargare il movimento italiano e diventare competitivi a livello internazionale!”.
la nazionale femminile di 3x3 (FISB)
la nazionale femminile di 3×3 (FISB)
E la situazione peggiora se ci si sofferma sul torneo femminile: “Il 3×3 in Italia è già di per sé molto indietro rispetto all’estero… se poi ci si sofferma sul femminile… ci troviamo proprio agli antipodi rispetto alle altre nazioni.” – sottolinea la giocatrice torinese – “Credo che si debba lavorare sulla mentalità e sulla partecipazione ai tornei estivi. Non tutte le mie colleghe cestiste sanno (e forse nemmeno i maschietti) che tutti i partecipanti ai tornei associati a 3×3 Planet, ottengono un punteggio che crea un ranking. I giocatori e le giocatrici più in alto del ranking possono essere convocate dalle rispettive nazionali per partecipare a torni come qualificazioni ad europei, europei e mondiali. Si parla di indossare la maglia azzurra!!!”.

Il sogno di poter rappresentare la propria nazione

Proprio la prospettiva di rappresentare la propria nazione è secondo David uno degli elementi su cui dovrebbe puntare il movimento dello StreetBall per avvicinare sempre più atleti: “questa estate ho avuto l’onore di essere il team-leader della nazionale azzurra ai Campionati Europei di Bucarest. I ragazzi della squadra erano atleti scelti direttamente dalla FIP per i buoni risultati ottenuti nel 2014. Ed è così che Giovanni Agusto (USD Pall. 4 Torri Ferrara), Andrea Bassani (ASD Basket Lecco), Andrea Negri (ASD Basket Lecco) e Luca Tedeschini (ASD LG Competition), tutti atleti provenienti dalla serie B, hanno indossato la maglia della nazionale: forse non sarà importante come quella di basket, ma è pur  sempre la nazionale italiana e rappresentare il proprio Paese è sempre motivo d’orgoglio”.
la nazionale italiana di 3x3 (FISB)
la nazionale italiana di 3×3 (FISB)
E poi, lo StreetBall è un ottimo esercizio estivo per i cestisti indoor: “fino a qualche anno fa, appena finivo la stagione regolare, smettevo completamente di allenarmi. Arrivavo a maggio/giugno che non volevo più sentir parlare di pallacanestro per la stanchezza fisica, ma soprattutto mentale. Ma….sbagliavo di grosso! E’ giusto, staccare la spina, ma il campetto stesso aiuta a farlo: non si hanno infatti le pressioni che potrebbero esserci in campionato e si gioca per il solo scopo di divertirsi” – ci conferma Alessandra – “Lo StreetBall è uno sport libero! Innanzitutto si gioca all’aria aperta: in molte città ci sono dei campetti in mezzo a parchi che sono davvero meravigliosi! Inoltre si gioca con i propri amici e quindi si ha la libertà di formare squadre che magari nel 5 contro 5 non potranno mai esistere. E’ poi uno sport libero dagli schemi: a livello amatoriale non esistono proprio! In Brasile, per esempio, la nostra “idea” iniziale svaniva quasi subito e si finiva a giocare sempre “a lettura” o uno contro uno. Ma, lasciatemelo, dire: la cosa più bella… è giocare senza coach!” scherza “Visco”.

Tante novità per le finali di Riccione!

Il count-down olimpico è quindi già iniziato; i nostri giocatori sono pronti a mettersi in gioco e la FISB sta già muovendo i primi passi verso un cambiamento indispensabile e non più rimandabile: tutti dovranno dare il massimo per portare i nostri atleti a giocare sul “campetto” più importante al mondo. Tanto che l’edizione 2015 è già in pieno allestimento: “Per le finali di Riccione – che si disputeranno a fine luglio- abbiamo in serbo tantissime novità e punteremo a far crescere il numero di tornei targati FISB”, ci svela David. Ed ora, grazie anche all’apertura da parte della Federazione Pallacanestro, i mezzi per migliorare ci sono e l’appuntamento olimpionico del 2020 non sembra più così irraggiungibile, tanto che sembra già lecito sognare: “inizialmente lo streetball lo vivevo come uno svago” – ci confessa Alessandra – “ma dopo aver toccato con mano la realtà di questo sport, non lo vivo più come un passatempo! E’ uno SPORT vero e proprio che probabilmente diventerà disciplina olimpica!!! Senza tanti giri di parole… il mio obiettivo è quello!
L'articolo originale è pubblicato su BasketLive.it in ata 1/12/2014

sabato 15 novembre 2014

Marco White Bianchi, il supereroe italiano dello SlamBall


Alzi la mano chi non hai mai sognato di schiacciare a canestro come un personaggio di un videogioco della PlayStation o Xbox?
È stata proprio questa domanda e il sogno di “fare giocate che solo i giocatori in pixel potevano permettersi” a spingere a Mason Gordon nei primi anni del 2000 a gettare le fondamenta di quello che di lì a poco sarebbe diventato lo SlamBall. Partendo da un campo assemblato a mano dentro un magazzino, lo SlamBall negli anni è andato evolvendosi diventando un gioco estremamente rapido e dal grande tasso di spettacolarità. La genialità di Gordon è stata infatti quella di posizionare sotto le plance quattro tappeti elastici che avrebbero permesso agli atleti di spiccare letteralmente il volo ed eseguire la loro schiacciata, quel dunk che ogni giocatore – quale sia il suo ruolo o lega – sogna di poter segnare a referto.
In pochi anni, lo SlamBall ha conquistato l’attenzione dei media statunitensi per poi raggiungere anche l’Europa grazie al produttore Andrea Fabbri che ne intuì le potenzialità mediatiche facendolo sbarcare anche in Italia, dove è stato trasmesso  cinque anni fa su Italia 1 e GTX con la telecronaca di Ciccio Valenti e Dan Peterson.
Ed è proprio così, guardandolo in TV, che Marco White Bianchi ha conosciuto questo gioco: “uno sport nel quale lo scopo principale è schiacciare…non me lo potevo certo perdere! Io sono un giocatore molto verticale e che ha un’ottima elevazione. Schiacciare per me è il massimo e nello SlamBall il dunk è la quintessenza del gioco. Così, quando il tour è sbarcato a Riccione per una tappa promozionale, ho colto al volo l’occasione e sono sceso in campo…anzi…sono saltato sui tappeti elastici e ho fatto quello che mi diverte di più al mondo: schiacciare a canestro”.
Così, Marco diventerà il primo europeo a giocare da professionista nello SlamBall: il riccionese prenderà infatti parte al tour promozionale in Cina dei Los Angeles Maulers. A fargli da mentore e a guidarlo in questa nuova avventura, sarà “il  Micheal Jordan dello SlamBall”: Stan Fletcher. “È stato lo stesso Fletcher a chiedermi amicizia su Facebook grazie all’amicizia in comune con Fabbri” – ricorda Marco – “ed è così che ho siglato il contratto che mi porterà in tour con i Los Angeles Maulers, una delle squadre più forti della lega: se Fletcher è come Jordan, bé, i Maulers sono un po’ come i Miami Heat del 2012 e del 2013: i migliori. Quello di andare in giocare per una squadra americana era da sempre un mio sogno e grazie allo SlamBall e ai Maulers lo realizzerò non appena inizierò il tour in Cina. Poi ce ne sono altri due: vincere una gara delle schiacciate e vincere il campionato, e ce la metterò tutta per poterli incoronare.
Essere stato contattato direttamente da Fletcher è per me un grande onore” spiega Marco che proprio per non deludere le aspettative del suo nuovo mentore si è subito messo al lavoro: “quando si gioca a SlamBall è indispensabile lavorare su tutto il  corpo allenando cioè tutti i muscoli. Per questo appena ho saputo della convocazione mi sono messo subito al lavoro seguendo la scheda di allenamento che mi hanno mandato direttamente da Los Angeles. Il fatto di dover saltare continuamente e la velocità del gioco, fa sì che si sudi davvero tanto ed è quindi importante essere preparati fisicamente.
E non solo. Anche se il suo contratto per il momento si limiterà al solo tour cinese, Marco ha già ben chiaro il suo futuro e come raggiungerlo: “So già che farò di tutto per convincere il coach a portarmi con lui anche nel campionato americano. E sono disposto a lavorare sodo per raggiungere questo obiettivo. Quando sarò in Cina, per me non ci saranno gite alla Muraglia Cinese o a qualche tempio: il mio tempo libero lo passerò in palestra con Fletcher ad allenarmi e ad affinare la mia tecnica di gioco. Non a caso ho scelto la maglia numero 1: sono il primo italiano, anzi, il primo europeo a diventare un professionista in questo sport; e un giorno, proprio come Fletcher, voglio diventare il numero 1 nello SlamBall. Potrò sembrare un po’ sbruffone nel dire questo, ma ci tengo davvero tanto: in questo tour , non rappresenterò solo me stesso, ma anche l’Italia”.
Ma la strada verso la vetta è assai dura; e non per modo di dire. Nelle intenzioni del suo fondatore, lo SlamBall doveva essere un gioco fisico, di contatto, un po’ come il football e l’ hockey piuttosto che il basket. Infatti, le azioni dello SlamBall ricordano più i placcaggi della NFL o le cariche contro le balaustre dell’hockey : “il contatto fisico è un po’ l’anima di questo sport e ci si deve allenare specificamente su come ricevere i colpi e come cadere a terra” – spiega il gunner dei Maulers – “Nel momento in cui inizi a palleggiare, puoi essere atterrato in qualsiasi momento e ricevere colpi durissimi”.
Etichettare lo SlamBall solo come uno sport “duro” e “fisico” non sarebbe però del tutto corretto. Tra tutti quei contatti durissimi e in tutti quei salti c’è infatti spazio anche per un po’ di arte e di – chiamiamola così – poesia: “nel momento in cui ti atterrano, ti ritrovi l’avversario con la faccia vicino alla tua che ti urla qualcosa o che ti insulta in qualche maniera innovativa….anche questo fa parte del gioco ed è l’aspetto che mi esalta di più” scherza Marco. “E, anche se può sembrare un po’ un controsenso, in questo sport c’è anche un tocco artistico. Il dunk dello SlamBall non è quello del basket: grazie ai tappeti elastici, infatti, è possibile saltare di più e quindi avere il tempo di mettere insieme varie figure, vari trick che rendono la tua schiacciata unica e personale. Fletcher in questo è stato un grandissimo innovatore, ed io stesso ho perfezionato la “schiacciata White: se voglio vincere la gara delle schiacciate la devo rendere anche più spettacolare, proprio come i trick dei giocatori “in pixel”.
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Oltre a ricreare quelle giocate “da PlayStation”, nell’ideare lo SlamBall, Gordon aveva in mente anche un altro obiettivo: quello di “creare uno sport dove tutti si sentissero un po’ supereroi”. E se per volare un po’ come Superman ci pensano i tappeti elastici, a rendere i giocatori dello SlamBall una sorta di Spiderman o di Daredevil sono i loro soprannomi. Nel caso di Marco si tratta di “White”: “un nomignolo che mi hanno affibbiato i miei compagni di squadra americani a Rimini, e che mi è rimasto. Da quel momento tutti mi hanno sempre chiamato così, tanto che ad un torneo mi segnarono come “White” senza specificare il mio vero nome e cognome: ormai mi conoscevano con quel soprannome e per questo me lo poterò anche nello SlamBall”.
Se Marco riuscirà a lasciare il segno in questo sport sarà solo il campo a dirlo; ma vista la sua determinazione, il suo entusiasmo e la sua inventiva, siamo sicuri che la sua “schiacciata” saprà conquistare gli appassionati di questo sport. Ed essendo il primo italiano a giungere a questi livelli, per noi “White” è già un supereroe!
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L'articolo originale è pubblicato su BasketLive.it 

giovedì 13 novembre 2014

Marco White Bianchi, exLoreto, è il primo europeo professionista nello SlamBall

immagineMarco “White” Bianchi, ex Pisarum e Loreto, sarà il primo giocatore europeo a solcare i tappeti elastici dello SlamBall, un mix di basket, hockey e football dall'alto tasso di spettacolarità e contatti fisici.

In tutta la sua carriera, Marco “White” Bianchi più che un tiratore è stato un gunner, un giocatore verticale che non perde occasione per schiacciare a canestro. Per questo, tra tutti i giocatori italiani, l'ex giocatore del Pisarum è quello che sicuramente meglio si adatta alloSlamBall.

Che cosa è lo SlamBall? Semi-sconosciuto in Italia (5 anni fa lo si poteva vedere su Italia 1), negli States, dove è nato, ha un larghissimo seguito e tra i giocatori conta anche ex-stelle NBA e NCAA. I detrattori lo liquidano spesso come un gioco da ragazzi, dato che per schiacciare a canestro i giocatori usano un tappeto elastico posizionato sotto le plance. Ma c'è di più. Lo SlamBall, infatti, condivide con il basket solo i due canestri e la palla; il resto ricorda di più il football e l'hockey.

Lo SlamBall è un gioco fisico, pieno di contatti” - ci racconta Marco - “tanto che ci si allena su come ricevere i colpi e come limitare i danni. In questo sembra un po' il football: appena inizi a palleggiare ti puoi ritrovare placcato a terra con l'avversario che ti urla in faccia e che ti fa dei gesti non poco amichevoli. E a me queste cose caricano tantissimo!”. 

Uno sport quindi assai “duro e crudo”, più fisico del classico basketball, ma che, osservandolo bene, racchiude in sé anche un po' di arte: “schiacciare lo fanno tutti. Quello che differenzia un gunner dagli altri è la maniera in cui esegue il gesto e la sequenza di figure che mette insieme prima di insaccare la palla nel canestro. Più i trick sono spettacolari, più ci saranno persone pronte a seguirti. E naturalmente anche io ho messo insieme delle figure”.

Marco, che la prossima settimana partirà insieme ai suoi compagni dei 
Los Angeles Maulers per un tour in Cina, è il primo europeo ad entrare nei professionisti di questo sport nato in USA nel 2001 grazie all'audacia e alla fantasia di Mason Gordon. Ma come è entrato a far parte di questo progetto l'ex giocatore del Loreto?

È stato Fletcher a contattarmi su Facebook grazie ad una amicizia in comune” - ricorda Marco - “per chi non sapesse chi sia Stan Fletcher, basti dire che è considerato il Micheal Jordan dello SlamBall. Potete quindi immaginare che onore sia stato per me essere entrato nelle sue amicizie e il mio entusiasmo nell'accettare la proposta dei Maulers – una delle squadre più forti della lega - di unirmi al loro Tour”.

Per il momento, il contratto di Marco si limita al Tour cinese, ma il riccionese non nasconde di voler guadagnarsi sul campo la fiducia di coach Anderson e volare negli USA per il campionato. “
Dopo che il mio sogno NBA si è infranto, in testa avevo solo tre cose: giocare il campionato SlamBall, partecipare alla gara delle schiacciate e vincere una delle due. Mi sto allenando ogni giorno per essere pronto a questo tour e quando sarò in Cina non perderò tempo a fare il turista ma starò in palestra con Fletcher a migliorarmi. Gli americani hanno avuto fiducia in me e io non voglio deludelri”.

Una determinazione e una voglia di farsi valere in questo sport che Marco è pronto a portare in campo: “
ho sempre indossato il numero otto, ma per questa volta ho chiesto il numero uno. Il numero uno,infatti, è quello che meglio descrive questa avventura: sono il primo europeo a giocare da professionista in questo sport e voglio essere il primo a vincere un titolo. Inoltre, per me si tratta di un'occasione unica e punto davvero in alto: un giorno vorrei diventare il numero uno proprio come Fletcher, e allenarmi con lui è un primo passo per questo mio sogno”.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro dell'11/11/2014 

venerdì 17 ottobre 2014

Tennis: Camila Giorgi continua a vincere e si aggiudica anche il derby contro Pennetta

immagineMOSCA - Continua il momento magico di Camila Giorgi che in due set, 7-6, 6-4 si aggiudica il derby azzurro contro Flavia Pennetta. Una vittoria che conferma ancora di più la crescita della tennista marchigiana.

Un derby italiano dal sapore generazionale: da un lato Flavia Pennetta, una delle tenniste che hanno fatto la storia del tennis italiano e che ora sta ritornando alla ribalda in coppia con Martina Hingis; dall'altro, Camila Giorgi, la nuova promessa del tennis italiano che si sta facendo spazio in Fed Cup e piano piano anche nel circuito WTA. A Indian Wells Flavia aveva liquidado la giovane marchigiana in due set, lasciandole appena tre set.

Ma da quel match Camila è cresciuta. Lo ha dimostrato la scorsa settimana a Linz e lo ha dimostrato soprattutto proprio nel match contro la connazionale.

Scese in campo con due ore di ritardo rispetto al programma, le due italiane non si sono certe risparmiate o trattate con i guanti: il primo set si è concluso solo al tie-break e senza nessuna palla break. Poi Camila ha preso il controllo del campo e ha allungato fino al 4 a 0. Flavia ha avuto tre palle consecutive per riportarsi sul 4 pari, ma non è riuscita a chiudere il punto decisivo, permettendo così alla marchigiana di chiudere sul 7-4.

Nel secondo set, la brindisina ha provato a cambiare l'inerzia della partita, ma Camila ha salvato prima una palla break e poi, grazie ad un servizio meno veloce ma molto liftato, è riuscita a mettere in difficoltà l'avversaria e a strapparle il servizio nell'ottavo game per chiudere poi sul 6-4. Proprio il servizio sembra essere il colpo migliorato maggiormente dalla ventiduenne che è riuscita a contenere i doppi falli (solo 4) e gli errori gratuiti (23) che invece costellavano il suo gioco. Tanti invece i vincenti - 32 - frutto di un gioco a tutto ritmo che Camila è riuscita a gestire al meglio.

Nei quarti l'attende la vincente del match tra Siniakova e la Mladenovic, la "giustiziera" della Pliskova che aveva battuto la marchigiana nella finale di Linz. 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche e Vivere Macerata del 17/10/2014

giovedì 16 ottobre 2014

Tennis: Errani e Vinci alla conquista delle WTA Finals a Singapore

immagineSINGAPORE - Il Master di fine anno si tinge d'azzurro grazie a Sara Errani e Roberta Vinci; le cichis, forti del primo posto in classifica e al Grande Slam, puntano alla conquista del titolo più ambito e che ancora manca nel loro palmares.

Grazie alla conquista del Career Slam (Roland Garros e Us Open nel 2012, Australian Open 2013 e 2014 e Wimbledon nel 2014) Sara Errani e Roberta Vinci sono entrate a far parte della storia del tennis.

Ma manca ancora un tassello per completare l'impresa: vincere il Master di fine anno.

Per questo, l'arrivo delle due italiane a Singapore, dove dal 20 al 26 ottobre si disputerà per l'appunto il Mster femminile, è guardato da tutti con grande attesa. Se dovessero aggiudicarsi il titolo di "maestre", Errani e Vinci entrerebbero a far parte di quel ristretto club di "leggende" che sono riuscite a dominare nei majors nell'era Open: Navratilova/Shiver (20), Ferdandez/Zvereva (14), Serena e Venus Williams (13), Ruano Pascual/Suarez (8).

E i numeri per raggiungere questo storico risultato sono tutti dalla loro parte: in appena due anni, il duo Errani/Vinci si è aggiudicata, oltre ai cinque slam, 23 titoli, rimediando solo 8 sconfitte e portandosi a casa ben 38 vittorie. Numeri da capogiro a cui si deve aggiungere il fatto che per la coppia azzurra si tratta del terzo master consecutivo e quet'anno da numero 1 del ranking. 
Sfugge invece per poco la qualificazione a Flavia Pennetta che, in coppia con Martina Hingis, non è riuscita ad imporsi a Tianjin contro Cirstea e Klepac, una vittoria che invece avrebbe garantito loro un posto tra le migliori doppiste al mondo.

Il Master sarà vivibile su Supertennis TV (canale 64 del digitale terrestre) a partite da lunedì 20 ottobre.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 16/10/2014

lunedì 13 ottobre 2014

Volley: fase finale amara per l'Italia con le sconfitte contro Cina e Brasile

MILANO - Termina nel peggiore dei modi il Mondiale per la nazionale italiana: sconfitta in semifinale dalla Cina per 3 a 1, le azzurre rimangono fuori dal podio superate nella finalina dal Brasile per 3 a 2. Gli USA si laureano campionesse mondiali. 

Dopo aver fatto innamorare un intero paese, dopo aver strappato cori entusiasti dagli addetti ai lavori di tutto il paese e dopo aver incassato solo una sconfitta, il sogno della nazionale italiana di pallavolo si infrange proprio nella fase finale contro quella Cina che poche settimane prima aveva battuto con facilità per 3 a 1.

Quella scesa in campo però a Milano è una Cina trasformata. Con in campo la giovane Yuan al centro, e trascinata da Zhu (32 punti),  la squadra di Jenny Lang Ping letteralmente travolge l'Italia. Almeno nei primi due set dove in campo si vede davvero una sola squadra.

L'Italia infatti entra in campo molto contratta e davanti alla difesa davvero granitica delle avversariecerca di alzare il livello dei propri attacchi commettendo però troppi errori.

Sotto di 2 a 0 la riscossa dell'Italia parte da Diouf a muro e in battuta, dalla difesa di Del Core e dagli attacchi di Centoni: le azzurre si aggiudicano il terzo set e la partita sembra potersi riaprire (25 a 20).

Il quarto set è una vera battaglia, con le due squadre che procedono di pari passo fino a quota 10. L'Italia prova il primo allungo targato Centoni-Diouf, ma la Cina non si lascia sorprendere e grazie alla solita Zhu si porta sul 15 a 18. Sul 23 a 23, l'opposto italiano trova il quinto ace ma Bosetti non riesce a chiudere il suo attacco. La tensione si fa sempre più palpabile e gli errori per entrambe le squadr aumentano. E' stata però la Cina, al quinto match point, ad avere la mente più lucida e a chiudere così il match , condannando di fatto l'Italia a giocarsi la "finalina" - a sorpresa - contro il Brasile.
La partita valevole per il terzo posto, così, vedrà in campo le due sqaudre favorite alla vigilia di questa fase finale, le azzurre e le verde-oro di Zé Roberto. Anche questo match parte tutto in salita per le padrone di casa: scese in campo visibilmente scosse, le azzurre si appoggiano solo gli attacchi di Diouf (per le 31 punti in totale). Ma non basta. Il Brasile grazie ai colpi di Sheilla e Jaqueline si aggiudicano facilmente i primi due parziali per 15-25 e 13-25.

Le sorti della partita si ribaltano nei parziali successivi, con le padrone di casa che ritrovano punti e gioco sempre grazie alla giovane opposto e ad Antonella Del Core. Con un doppio 25 a 22, l'Italia allunga il match al tie-break ma nel set decisivo ritorna il buio. Il Brasile parte forte  e al cambio campo il tabellone recita 4 a 8, un divario troppo grande da colmare per una squadra che sembra ormai aver perso la grinta e la lucidità.

Si chiude così con amarezza questo Mondiale per i colori azzurri, fuori anche dal podio. Uniche consolazioni, il fatto di aver battuto entrambe le finaliste ed essere l'unica nazione europea tra le prime quattro del mondo.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 13/10/2014

Tennis: Camila Giorgi si ferma in finale al torneo di Linz

immagineLINZ - Camila Giorgi si ferma ad un passo dal sogno: sul punteggio di 30 a 14 e 6 a 5 nel terzo decisivo set, il suo rovescio lungolinea si ferma sul nastro dando la possibilità a Karolina Pliskova di giocarsi il tie-break e chiudere sul 6-7, 6-3, 7-6.

Il primo titolo di Camila Giorgi nel circuto maggiore deve ancora attendere: la corsa della 22enne maceratese al torneo di Linz si ferma a soli due punti dal sogno, quando un rovescio in lungolinea giocato sul proprio match-point si è andato a spegnere sulla rete, ridando linfa vitale all'avversaria - la ceca Pliskova - che sembrava aver ormai deposto le armi.

Nel terzo e decisivo set, infatti, Camila era stata autrice di una vera e propria impresa, risalendo dal 1 a 5 fino al match point. Ma non è bastato. La ceca, numero sette del seeding, ha saputo sfruttare al meglio il "regalo" dell'azzurra e chiudere alla prima  possibilità e chiudendo così la partita con il punteggio di 7-6, 3-6, 6-7.

Rimane comunque la buona prova della marchigiana che rientra di prepotenza nella top 40 del ranking. Durante il match, in particolare, Camila ha dimostrato ancora una volta il suo grande carattere, andando a recuperare i game di svantaggio sia nel primo che nel terzo set.

Prossimo impegno a Mosca, per l'ultmo torneo stagionale

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Macerata del 13/10/2014

sabato 11 ottobre 2014

Tennis: ancora una vittoria per Camila Giorgi; ora è semifinale

immagineLINZ (AUSTRIA) - Continua il momento positivo di Camila Giorgi che supera in due set la neozelandese Marina Erakovic. Match più lottato dei precedenti ma la marchigiana riesce a non lasciare sul campo neanche un set. Ora in semifinale l'attende il derby contro l'altotesina Karin Knapp.

Camila Giorgi accede alle semifinali del torneo WTA di Linz senza perdere un set.

Una corsa perfetta che oggi ha anche messo in luce la maturità della marchigiana che nel momento più difficile del set ha saputo piazzare undici punti consecutivi rompendo il ritmo dell'avversaria e schiantandola proprio nel momento a lei più favorevole.

Dopo un primo set pressoché perfetto, infatti, la ventiduenne azzurra si è trovata sotto 5 a 3; dopo aver annullato il set point alla neozelandese, Camila ha piazzato un break di 11 a 1 che le ha permesso di impattare a quota cinque e poi chiudere sul 7 a 5.

Grazie a questa vittoria, Camila Giorgi ritorna tra le top 40 e raggiunge la terza semifinale di un torneo WTA. Domani, l'aspetta il derby contro la sua compagna di Fed Cup, Karin Knapp, vincitrice di un match lottatissimo contro Tsetana Pironkova. 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche e Vivere Macerata del 11/10/2014

Volley: il sogno mondiale dell'Italia continua; semifinale contro la Cina

immagineMILANO - L'Italia accede alla fase finale dei Mondiali di Volley dove affronterà per un posto in finale la Cina. Cresce la febbre mondiale tanto che la Rai trasmetterà in diretta la partita alle ore 20.45.

Il volley, a volte è una questione di matematica. Ed è proprio grazie ai numeri che l'Italia accede alle semifinali dei Mondiali 2014 ancor prima di disputare la sua ultima partita di terzo turno contro la Russia – che per la cronaca è finita 3 a 1. Dopo aver battuto infatti gli Stati Uniti con un netto tre a zero e dopo la vittoria delle americane contro le russe, le ragazze di Bonitta si sono ritrovate catapultate alla quarta e ultima fase.

Ed è stata ancora una questione di numeri se le azzurre hanno conquistato la vetta del loro girone evitando così il temibile accoppiamento con il Brasile.

Ma si sa, i numeri non dicono sempre tutto. Non parlano infatti del gioco delle azzurre che è stato sempre un crescendo; non parla dei sorrisi delle nostre atlete durante i match, en' della loro grinta e della loro tenacia nel giocare ogni pallone; non parla delle storie personali delle giocatrici – di quel numero di maglia di Caterina indossato in onore di sua sorella Lucia fuori per infortunio; non parla nemmeno delle difficoltà affrontate da Bonitta per assemblare una sqaudra che all'esordio sembrava più un patchwork che una squadra vera e propria.

E invece dopo nove partite e otto vittorie – l'unica sconfitta contro la Repubblica Domenicana per 3 a 2 – l'Italia raggiunge la semifinale del suo mondiale. Ora l'attende la Cina che le azzurre hanno già sconfitto per 3 a 1 nella prima fase.

Ma come detto prima, i numeri da soli non bastano nella pallavolo: le finali possono infatti mettere le ali a tutti o creare nervosismo. Quella di sabato sera contro le cinesi sarà un match diverso e che l'Italia deve giocare al suo meglio per riuscire a raggiungere l'ultimo step prima della gloria mondiale.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 11/09/2014

giovedì 9 ottobre 2014

Tennis: Camila Giorgi vince ancora e centra i quarti al torneo di Linz

immagineLINZ (AUSTRIA) - Con il punteggio di 6-3, 6-2 Camila Giorgia accede ai quarti di finale del torneo austriaco. Ora l'attende la neozelandese Erakovic.
Certo, Ons Jabeur non è una delle teste di serie del torneo. Ma, proprio per questo, la vittoria di Camila ha ancora più valore. Troppe volte, infatti, in carriera, la marchigina ha avuto problemi nell'affrontare giocatrici di classifica inferiore, mentre riserva il suo miglior tennis con le top players.

Questa volta, invece, Camila ha saputo mantenere il controllo dei suoi colpi e della partita sin dalle prime battute, prima portandosi sul 4-3 e infine mettendo a segno un parziale di 4 a 0 che le hanno permesso di aggiudicarsi il primo set.

Nel secondo parziale, il gioco della maceratese non si è scomposto ma è aumentato in qualità e pressione.

Camila ha così concluso il match sul 6-2 strappando un pass per i quarti di finale dove l'attende la neozelandese Erakovic.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche e Vivere Macerata del 10/10/2014

Volley: impresa dell'Italia ai Mondiali: 3 a 0 agli Stati Uniti

immagineMILANO - Come un vero e proprio tornado, la nazionale italiana si abbatte sugli Stati Uniti: 3 a 0 in una partita giocata punto a punto che ha visto però le ragazze di Bonitta più concrete a muro e in attacco. Ora le semifinali si fanno sempre più vicine.
In un Forum d'Assago letteralmente preso d'assalto da quasi 10.000 tifosi azzurri, l'Italia si aggiudica con un perentorio 3 a 0 il match d'esordio della terza fase dei mondiali contro i temibili Stati Uniti. Le azzurre mettono così a segno la nona vittoria in 10 gare e si avvicinano sempre di più alle semifinali.

Una vittoria forse inaspettata, visto che la squadra statunitense era una delle favorite alla vittoria finale. Ma l'Italia vista in campo questa sera è stata la migliore dall'inizo di questo torneo. Nel primo set, il sestetto azzurro soffre sin dalle battute iniziali e si trova sempre a rincorrere; quando sul 22 a 19 per le avversarie, il set sembra ormai compromesso, il doppio cambio di Bonitta sulla diagonale d'attacco ha gli effetti desiderati e grazie all'efficace servizio di Ferretti, l'Italia recupera e chiude sul 25 a 23 con un muro granitico di Del Core.

Gli USA tentano di reagire, e nel secondo parziale le due formazioni procedono di pari passo fino al 22 pari. E' Carolina Costragrande a rompere gli equilibri e a consegnare alle padrone di casa anche il secondo set. Le ragazze di coach Kiraly subiscono il colpo e permettono alle azzurre di prendere subito il comando. E' un vero e proprio assolo azzurro che mette in evidenza tutte le atlete della rosa di Bonitta. Sul 24 a 20 la palla arriva di nuovo nella mani di Costagrande che chiude il match al primo tentativo.

Ma non c'è tempo per sedere sugli allori. Si ritorna di nuovo in campo venerdì sera contro le campionesse uscenti della Russia: e il Forum di Assago cercherà di trascinare nuovamente le sue eroine alla conquista della semifinale.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 09/10/2014

mercoledì 8 ottobre 2014

Tennis: la marchigiana Camila Giorgi ancora protagonista nel circuito femminile WTA

immagineLINZ (AUSTRIA) - Con il punteggio di 6-1, 6-2 Camila Giorgi doma Andrea Petkovic e vola agli ottavi di finale. Per la marchigiana si tratta della terza vittoria consecutiva sulla tedesca.


Sul cemento indorr di Linz, Camila Giorgi (numero 42 del ranking) si aggiudica il match contro la numero 4 del seeding (16 del ranking mondiale) Andrea Petkovic con il punteggio di 6-1, 6-2. In quell'ora e quattro minuti di gioco, la marchigiana ha messo in campo il suo gioco aggressivo e rischioso che nel corso della carriera le ha fatto vincere dei match contro giocatrici di prima categoria (vedi Maria Sharapova nel 2014 ad Indian Wells,  Vicka Azarenka ad Eastbourn e Caroline Wozniacki a New Haven) ma anche perderne contro atlete decisamente di livello inferiore.

Nella gara di primo turno del torneo austriaco, la tennista azzurra schianta letteralmente l'avversaria che rimane in partita solo nei primi due game. Dall'1-1, infatti, è un monologo della Giorgi che assesta un doppio break e si invola indisturbata verso il 6-1.

Nel secondo set, la tedesca, continua a subire il ritmo tambureggiante impresso dalla marchigiana che le strappa il servizio anche nel primo game del secondo parziale. I giochi consecutivi di Camila diventano sette e la frustrazione di Andrea emerge quando, in un impeto di rabbia, distrugge la racchetta scaraventandola più volte a terra. Ma la giovane azzurra non si lascia intimorire e ottiene un altro break nel settimo gioco. Dopo appena un'ora di gioco il tabellone recita 6-1, 6-2.

Negli ottavi, l'aspetta la tunisina Ons Jabeur.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche e Vivere Macerata del 09/09/2014

Ginnastica Artistica: la nazionale femminile si qualifica per la finale a squadre; Ferrari e Fasana in evidenza

immagineNANNING (CINA) - Ai Mondiali di Ginnastica Artistica, la nazionale italiana femminile si qualifica per la finale a squadre. Ferrari e Fasana si sfideranno anche per un medaglia al corpo libero e all'all around. In campo maschile centra la qualificazione al concorso individuale Ludovico Edalli.

Vanessa Ferrari e Giorgia Campana, Martina Rizzelli ed Erika Fasana, Lavinia Marongiu, Lara Mori e la riserva Elisa Meneghini:questi i nomi delle atlete che hanno ritagliato un altro pezzo di storia dello sport italiano. La nazionale feimminile - con il punteggio di 222.459che gli è valso il quinto posto assoluto alle spalle di Stati Uniti, Cina, Russia e Gran Bretagna e davanti a Giappone, Romania e Australia - si è infatti qualificata alla finale a squadre dei 45esimi Mondiali di ginnastica artistica in corso a Nanning, in Cina.

Merito soprattutto di Vanessa Ferrari e Erika Fasana. Le due ginnaste dell'Esercito Italian si sono infatti qualificate per il concorso individuale di venerdì 10 ottobre (l'all around nel quale ogni singola atleta si dovrà cimentare con tutti i quattro attrezzi); e nella finale del corpo libero in programma domenica 12, piazzandosi rispettivamente quarta e settima.

Nonostante le prodezze azzurre, gli occhi di tutti sono però puntati su Simone Biles - che sin dalle battute iniziali ha dimostrato di essere l'atleta da battere sfoderando un inarrivabile 59.599 - e sulla nazionale statunitense che ha da subito comandato le classifiche sia individuali che a squadre. Ad insidiarla nell'all around ci saranno la russa Mustafina (58.874) e la rumena Iordache (58.364).

Nella gara di mercoledì - in diretta su Rai Sport 2 dalle 13.00 alle 15.30 con il commento di Andrea Fusco, Igor Cassina e Carmine Luppino - gli Stati Uniti partiranno quindi da favoriti. L’Italdonne - che scenderà in pedana prima del Giappone - si presenterà con questo ordine di lavoro:
TRAVE: Marongiu, Campana, Ferrari;
CORPO LIBERO: Mori, Ferrari, Fasana
VOLTEGGIO: Rizzelli, Ferrari, Fasana
PARALLELE ASIMMETRICHE: Campana, Mori, Ferrari

In campo maschile, la nazionale formata da Alberto Busnari, Andrea Cingolani, Paolo Principi, Paolo Ottavi e Ludovico Edalli, Nicola Bartolini e Marco Lodadio chiude il concorso in 13esima posizione con il punteggio di 340.599. Ludovico Edalli, inoltre, stacca l'ultimo pass valevole per la finale all around di giovedì 9 ottobre, dove lo aspetta il campione olimpico e quattro volete irridato Kohei Uchimura.

Nella finale a squadre, vittoria al fotofinish della Cina sul Giappone. I padroni di casa, nonostante due cadute al corpo libero e alle parallele, si aggiudicano il primo posto in classifica beffando il Giappone per un solo decimo. Terza piazza per gli Stati Uniti che scalzano dal podio sia la Gran Bretagna che, a sorpresa, la Russia.

lunedì 6 ottobre 2014

Volley: l'Italia accede alla fase finale del Mondiale

immagineBARI - Con la vittoria di 3 a 1 sulla Cina l'Italia si aggiudica la prima posizione del suo girone e si qualifica per le final six dei Mondiali di Volley 2014 che si svolgeranno a Milano a partire dall'otto ottobre. Qualificate anche Cina, Brasile, Repubblica Dominicana, USA e Russia.
Italia, Cina, Brasile, USA, Repubblica Domincana e Russia: queste le fantastiche sei che a partire dall'otto ottobre si sfideranno al Forum di Assago nella terza fase dei Volley 2014.

L'Italia, già sicura della qualificazione dopo le vittorie contro Azeirbajan, Belgio e Giappone, si è aggiudicata il primo posto della classifica della sua pool battendo 3 a 1 anche la Cina e volando così a 19 punti in classifica. Nell'altro girone, trionfo del Brasile che si è aggiudicato lo scontro diretto contro gli USA con un netto 3 a 0. Nell'attesissimo match tra Serbia e Russia, a spuntarla sono state le campionesse del mondo in carica che hanno superato le serbe per 3 a 0.

Le sei squadre qualificate dalla seconda fase sono state così suddivise: Pool G: Italia, USA, Russia; Pool H: Brasile, Cina, Repubblica Dominicana. La prima e la seconda classificata di questi due mini gironi accedono alle semifinali per le medaglie.

L'articolo originale è postato su Vivere Italia del 6/10/2014

lunedì 29 settembre 2014

Ginnastica ritmica: le farfalle azzurre conquistano l'argento ai mondiali

immagineIZMIR (Turchia) - Ai mondiali di ginnastica ritmica, la nazionale azzurra conquista la medaglia d'argento arrivando a pochi millesimi dalla Bulgaria. Chiude il podio la Bielorussia che non riesce a bissare il successo dello scorso anno. La Russia esce clamorosamente dal medagliere.

Marta Pagnini, Andreea Stefanescu, Camilla Bini, Alessia Maurelli, Sofia Lodi e Arianna Facchinetti: ecco le "Farfalle" che hanno conquistato la medaglia d'argento ai Mondiali di Ginnastica Artistica di Izmir (Turchia). Una formazione fortemente rimaneggiata a causa degli infortuni che non ha però mancato l'appuntamento con questo storico risultato. Grazie a questo successo, infatti, la nazionale azzurra, guidate da Emanuela Maccarani, sale sul podio iridato per la settima edizione consecutiva, dopo essersi laureate Campionesse del Mondo per tre volte di fila (2009, 2010, 2011) e aver conquistato altri tre argenti (2005, 2007, 2013), senza contare due medaglie olimpiche (argento ad Atene 2004, bronzo a Londra 2012).

L'avventura azzurra Inizia con le 3 palle/2nastri, l’attrezzo più ostico e premiato con 17.066 punti. Ma è con le 10 clavette che le Farfalle mostrano tutte le loro doti e raggiungono un 17.216 punti che fa arrivare a 34.282 lo score finale. A soli 167 millesimi di punto in più si piazza invece la Bulgaria, che si laurea così la nuova Campionessa del Mondo. Un risultato non del tutto inaspettato vista la stagione strepitosa delle atlete bulgare che riconquistano il titolo dopo 18 lunghisismi anni con il punteggio di 17.133

Cade invece a sorpresa la Russia, che prolunga così il suo digiuno di vittorie dopo la sconfitta di Kiev 2013 - dove trionfò la Bielorussia. Nonostante l’inizio spettacolare con le 3 palle/2 nastri (17.816) alle clavette, però, succede quello che nessuno si aspettava: una gravissima perdita d’attrezzo ferma le russe ad un modesto 16.133. Il complessivo 33.949 le regala al quarto posto.

Infine, la Bielorussia, Campionessa uscente, non riesce a difendere il titolo causa un grave errore con le dieci clavette (16.750). L’eccellente prova nell’altro esercizio (17.383) regala però una soddisfacente medaglia di bronzo (34.133). 

Volley: l'Italia chiude prima il suo girone nei Mondiali di Volley Italia 2014


dot Volley: l'Italia chiude prima il suo girone nei Mondiali di Volley Italia 2014

immagineROMA - Le padrone di casa dei Mondiali chiudono con un bottino di 4 vittorie e una sconfitta al tie-break la loro fase iniziale a gironi. Le azzurre partiranno ora alla volta di Bari per la seconda fondamentale fase.Con le vittorie su Tunisia (3-0), Croazia (3-0), Argentina (3-0) e Germania (3-1) e nonostante la sconfitta al tie-break contro la Repubblica Dominicana, le azzurre ottengono la leadership nel girone A con 13 punti, uno in più delle caraibiche; la Croazia si piazza invece terza con 9 punti davanti alla Germania ad una lunghezza di distacco, l’Argentina quinta con tre punti ed un solo successo prima della Tunisia ultima a zero.

Il grande volley si sposta ora a Bari per la seconda fase che vedrà l'Italia impegnata contro la quarta classificata del girone D, un ostico Azerbaijan che nella prima fase ha ottenuto tre vittorie su Giappone, Puerto Rico e Cuba, perdendo solo con Cina e Belgio. Nelle tre giornate successive poi l’Italvolley incontrerà le altre tre qualificate del girone D per cercare di ottenere l’accesso alla settimana conclusiva di gare in programma a Milano dall’otto di ottobre.

Accedono alla seconda fase anche Brasile, Serbia, Bulgaria e Turchia nel girone B; USA, Russia, Olanda e Kazakistan nel girone C; Cina, Giappone, Belgio e Azerbaijan nel girone D. Insieme a Bari, a partire dal 1 ottobre, saranno anche Trieste, Verona e Modena ad ospitare le prossime partite che decreteranno le squadre che si giocheranno poi la fase finale a Milano.

Per tutte le informazioni e gli accoppiamenti, questo è il link alla pagina ufficiale dei Mondiali di Volley Femminili Italia 2014.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 29/09/2014

lunedì 15 settembre 2014

Ginnastica Artistica: la Golden League di Fermo incorona le sette convocate ai mondiali di Nanning

immagineVince la Brixia di Brescia e conferma il suo strapotere. Ottime le indicazioni per Casella che in chiusura svela il nome delle sette atlete che partiranno per i mondiali di Nanning.


Pur trattandosi di una competizione a squadre, la Golden League di Fermo è stata innanzitutto un banco di prova per gli imminenti mondiali che dal 3 al 12 ottobre si svolgeranno a Nanning in Cina. Tanto che il direttore tecnico Enrico Casella ha scelto proprio l'ultimo giorno di gare a Fermo per svelare la rosa delle sette atlete che prenderanno parte all'evento più importante di questa stagione. A rappresentare i colori azzurri saranno: Giorgia Campana, Erika Fasana, Vanessa Ferrari, Lavinia Marongiu, Elisa Meneghini, Lara Mori e Martina Rizzarelli.

Nella prima giornata di gare, a mettersi in evidenza è stata soprattutto Vanessa Ferrari che, con il punteggio di 15.050 al corpo libero, ribadisce alle sue dirette avversarie - la statunitense Biles e la rumena Iordache - di essere pronta a lottare per una medaglia: l'esercizio di Vanessa ha infatti impressionato tutti con la sua serie di Tsukahara e il doppio carpio in chiusura. Ma l'atleta della Brixia ha dimostrato di essere competitiva anche negli altri attrezzi: il 14.450 ottenuto alla trave grazie ai nuovi elementi, il 14.700 al volteggio con il doppio avvitamento e il 14.000 alle ostiche parallele grazie al Jaeger sono tutte prove che l'italaliana ha tutte le carte in regola per ambire al podio. Per lei un ottimo primo posto con  58.20 nella classifica all-around.

Grande attesa c'era anche per il ritorno di Carlotta Ferlito, ritornata dopo la lunga assenza che l'ha tenuta lontana dalla pedana per 197 giorni. La catanese si è esibita solo alla trave ottenendo un buon 14.100.

Occhi puntati anche per Elisa Meneghini, la nuova speranza azzurra: partendo con lo stesso coefficente di difficoltà di Vanessa Ferrari (5.9), la piccola Elisa centra il secondo posto nell'all-around - alle spalle della sola Ferrari. Terzo posto per una rinata Erika Fasana che ha piazzato un doppio avvitamento al volteggio per un punteggio di 14.800. Quarta piazza perGiorgia Campana che domina nuovamente le parallele con il punteggio di 13.900.

Nella giornata finale, a prevalere è stata però la stanchezza e la precauzione: Vanessa Ferrari ha infatti deciso di non esibirsi nel corpo libero - dopo aver però vinto l'argento alla trave e alle parallere e un bronzo al volteggio (partendo da un cofficente di difficoltà pari a 6.1); spazio quindi aperto per Erika Fasana che ha così conquistato l'oro al volteggio (grazie ad un doppio avvitamento che le è valso il punteggio di 15.000) e al corpo libero. Infine, Elisa Meneghini ha trionfato alla trave dopo una doppia caduta alle parallele.

Ottimi anche i numeri registrati grazie anche a numerose attività collaterali che hanno permesso al pubblico di interagire con le loro begnamine, come per esempio la sessione di autografi nella giornata di venerdì poco prima dei sorteggi delle sqaudre. Per rivivere i momenti più belli della Golden League, ecco i link delle due giornate di gare:

https://www.youtube.com/watch?v=FHlCbBo-bW0 

https://www.youtube.com/watch?v=FcHRtkAN5tM

Questi i risultati di specialità:
VOLTEGGIO (DUE SALTI): 1. Arianna Rocca 14.000 (13.950 e 14.050) 2. Adriana Crisci 13.725 (14.050 e 13.400) 3. Desiree Carofiglio 13.600 (13.800 e 13.400) 4. Nicole Terlenghi 13.475 (14.100 e 12.850)
VOLTEGGIO (UN SALTO): 1. Erika Fasana 15.000 2. Sofia Busato 14.700 3. Vanessa Ferrari 14.650 4. Elisa Meneghini 14.600 5. Martina Rizzelli 14.500 6. Sofia Bonistalli 14.300 7. Marta Novello 14.100 8. Joana Favaretto 14.050
PARALLELE ASIMMETRICHE: 1. Giorgia Campana 14.050 2. Vanessa Ferrari 14.000 3. Erika Fasana 13.650 4. Adriana Crisci 13.400 5. Giorgia Morera 13.400 6. Martina Rizzelli 11.900 7. Elisa Meneghini 10.650 8. Lara Mori 10.450
TRAVE: 1. Elisa Meneghini 14.700 2. Vanessa Ferrari 14.650 3. Lavinia Marongiu 14.450 4. Carlotta Ferlito 14.300 5. Giorgia Campana 14.150 6. Martina Maggio 13.750 7. Arianna Rocca 12.700 8. Alessia Praz 12.600
CORPO LIBERO: 1. Erika Fasana 14.050 2. Lara Mori 13.700 3. Sofia Busato 13.350 4. Nicole Terlenghi 13.100 5. Adriana Crisci 12.950 6. Elisa Meneghini 12.850 7. Martina Rizzelli 12.850 8. Arianna Rocca 11.750

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche del 15/09/2014

domenica 14 settembre 2014

Tennis: l'Italia si arrende con onore a Federer e Wawrinka

immagineGINEVRA: Con il risultato di 3 a 1, la Svizzera ritorna in finale dopo 22 anni. Bolelli e Fognini, pur lottando punto su punto, si arrendono nei singolari a Federer e Wawrinka. Trionfo invece nel doppio.
3 ore e 57 minuti. Tanto ci è voluto alla coppia azzurra formata da Bolelli e Fognini per avere la meglio del duo svizzero Wawrinka e Chiudinelli, rimontando da due set a uno. Un 75 36 57 63 62 che ha permesso all'Italia di guadagnare un punto nella sfida di semifinale contro la Svizzera. Punto meritatissimo che arriva dopo le due sconfitte nei singolari di venerdì pomeriggio.

Nel match d'esordio, Bolelli mette in campo il suo miglior tenni e impegna seriamente Federer soprattutto nel primo set quando il bolognese trascina il campione di Basilea fino al tie-break tenendo poi punto su punto. Lo svizzero continua poi a macinare vincenti e a chiudere con un doppio 6-4, annullando ogni tentativo di rimonta da parte dell'azzurro.

Le aspettative nei confronti di Fognini sono invece tante e per vari motivi: a partire dalla vittoria ad Acapulco nell' ultimo precedente contro Wawrinka, lo stato non certo di forma attraversato dal numero due svizzero e la verve agonistica del ligure quando si tratta di Davis Cup. Ma questa volta, il ligure scende in campo nei peggiori dei modi, regalando tanti punti e non entrando mai nel match. Con il punteggio di 6-2, 6-3, 6-2 Wawrinka dà alla Svizzera il suo secondo successo.

Dopo il punto guadagnato in doppio, Fabio è chiamato al riscatto nel match del "tutto o niente" contro Federer. E questa volta, il  ligure scende in campo con l'atteggiamento di chi vuole centrare l'impresa. Proprio in avvio di match, l'azzurro si guadagna subito una palla break che il campione svizzero annulla con un ace. Ma il vincitore di 17 slam sale di ritmo e chiude il primo set per 6-2, il secondo per 6-3. Il ligure mette in campo l'orgoglio e, nel terzo set, si guadagna nuovamente una palla break sul 2 a 2. Pur non realizzandola, Fabio non si scompone e tiene il suo turno di servizio con autorità trascinado l'elvetico al tie-break. Nonostante qualche gratuito di troppo da parte dell'avversario, Fognini, alla fine, si deve però arrendere per 7 a 4. 

La Svizzera vola in finale dove ad aspettarla c'è la Francia vincitrice per 3 a 0 contro la Repubblica Ceca. 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 15/09/2014

venerdì 12 settembre 2014

Tennis: l'Italia affronta la Svizzera di Federer per un posto in finale di Davis Cup

immagineSul cemento indoor del Palaexpo di Ginevra, gli azzurri affronteranno la Svizzera per un posto in finale di Davis Cup: Barazzutti punta su Bolelli e Fognini per i singolari e sulla coppia Seppi/Lorenzi per il doppio.
Il momento tanto atteso da tutti gli appassionati di tennis italini è ormai arrivato: da venerdì scatteranno infatti le semifinali di Coppa Davis che vedranno impegnanti anche i colori azzurri. Dopo l'inaspettata vittoria sulla Gran Bretagna, gli uomini di Barazzutti sono ora chiamati alla prova del nove contro la Svizzera di Federer e Wawrinka.

Per quel che riguarda la formazione, per i singolari scenderanno in campo Fognini (al momento numero 1 azzurro) e Bolelli, preferito a Seppi che invece disputerà il doppio in coppia con Lorenzi. Il sorteggio di giovedì pomeriggio ha voluto che il debutto contro Federer spetti proprio al giovane bolognese; a seguire toccherà invece a Fognini contro Wawrinka.

La vincitire della sfida di Ginevra affronterà in finale la vincente dell'altra sfida tra Francia e Repubblica Ceca, detentrice del titolo. Per scoprire chi saranno le nazioni a contendersi l'ambito trofeo, appuntamento a venerdì alle ore 13.00 su SuperTennisTv (http://www.supertennis.tv/). 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 12/09/2014

Ginnastica Artistica: tutto pronto per la Golden League

immagineIl 13 e 14 settembre Fermo ospiterà la Golden League di Ginnastica Artistica: tante le novità in serbo per il pubblico che potrà incontrare le sue atlete preferite in anteprima nel pomeriggio di venerdì 12.
 i Mondiali cinesi (Nanning, Cina, 3-12 ottobre) si stanno avvicinando e la Golden League - che si terrà a Fermo il 13 e 14 settembre con un'antepirma eccezionale il 12 - sarà quindi l'ultima occasione per le atlete per testare gli esercizi prima del grande palcoscenico. E che occasione!

Questa gara, una novità assoluta del 2014, sarà infatti una gara nazionale con la classifica a squadre, individuale e di specialità con i tre classici concorsi. Vi parteciperanno le prime quattro squadre classificate nel Campionato 2014 di Serie A1 (al momento sono qualificate Brixia Brescia, Olos Gym 2000, Gal Lissone, Pro Lissone). La classifica a squadre sarà formata dai migliori cinque punteggi ottenuti ad ogni attrezzo da ciascuna formazione (ogni squadra può schierare quante ginnaste vuole). Le migliori otto ginnaste a ciascun attrezzo parteciperanno alle finali di specialità. Sarà quindi una grande occasione per vedere le quattro migliori squadre del campionato di serie A 2014.

Gli organizzatori (insieme al Direttore Tecnico Nazionale Enrico Casella) sono riusciti infatti ad organizzare un evento che permetterà al pubblico di poter interagire con le proprie eroine. Alle ore 15 di venerdì 12 settembre, infatti, sarà possibile assistere in diretta al sorteggio delle atlete che saranno assegnate alle quattro squadre presenti. Sorteggio in diretta quindi con la suspance che sale “a mille”.

A seguire, sarà possibile assistere alla prova podio con tutto il riscaldamento e tutti gli esercizi che porteranno i giorni seguenti le nostre atlete. Nell’arco del pomeriggio, infine, ci sarà l'eccezionale possibilità per i presenti, sarà allestito un particolare spazio dove poter incontrare per gli autografi le atlete presenti. Saranno ammessi gratuitamente a questo intenso pomeriggio, tutti i possessori di un biglietto per i giorni seguenti. Basta aver un biglietto per poter assistere in modo completamente gratuito ad una ulteriore giornata di ginnastica e, molto molto particolare per come siamo abituati in Italia, ad incontrare in modo controllato e regolato, le ginnaste. 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Marche del 9/09/2014

venerdì 5 settembre 2014

Tennis: US Open, Flavia Pennetta in finale di doppio sul cemento americano

immagineNEW YORK (USA) - Flavia Pennetta conquista la finale di doppio femminile in coppia con Martina Hingis. Sabato se la vedranno contro Makarova/Vesnina numero quattro al mondo.
Il doppio femminile parla ancora italiano. Questa volta però non saranno Errani/Vinci a difendere i colori azzurri sui campi di Flushing Meadows: le cichis si sono infatti fermate a sorpresa al secondo turno sconfitte da Gajdosova e Tomljanovic.

Tutti gli occhi saranno invece puntati su Flavia Pennetta che dopo aver raggiunto i quarti in singolare ed essere uscita per mano di Serena Williams dopo un match di altissimo livello - e a tessere le lodi della brindisina è stata la stessa Serena - ha centrato le finali di doppio in coppia con la ex numero uno al mondo Martina Hingis: la coppia italo-svizzera ha infatti battuto in semifinale per 6-2, 6-4 Cara Black dello Zimbabwe e l'indiana Sania Mirza.

Un duo dai numeri davvero invidiabili: Flavia vanta infatti 15 vittorie su 16 partite in finale; è stata al vertice della classifica di doppio con l'argentina Gisela Dulko (con la quale ha vinto i Masters nel 2010 e gli Australian Open nel 2011) e ha giocato una finale agli US Open nel 2005. Da capogiro il palmares di Martina Hingis che ha messo a segno un Grande Slam nel 1998 insieme a Jana Novotona, arrivando anche al numero uno della classifica, e con un record di 38 titoli su 53 finali in carriera.

Insieme, quindi, Flavia e Martina fanno una delle coppie più temibili del momento. Un sodalizio nato a giugno e che è andato via via rafforzandosi. Dopo aver sconfitto in ordine Pavlyuchenkova-Safarova, Penschke-Srebotnik, Black-Mirza (numero tre del tabellone), nella finale di sabato troveranno dall'altra parte della rete le numero quattro al mondo Makarova/Vesnina che hanno eliminato le sorellone Williams. 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 5/09/2014

martedì 2 settembre 2014

Tennis: Errani e Pennetta accedono ai quarti di finale degli US Open

immagineNEW YORK (USA) - Sara Errani e Flavia Pennetta accedono ai quarti di finale degli US Open dove incontreranno rispettivamente Caroline Wozniacki e Serena Williams. Pennetta ancora in corsa anche in doppio.

Dei 10 azzurri in gara, alla seconda settimana di gara sono arrivati solo in due: Sara Errani e Flavia Pennetta. Saranno le due azzurre - al loro sesto quarto di finale in uno slam - a difendere i colori italiani nell'ultimo slam stagionale che si sta giocando sui campi in cemento di Flushing Meadows. Sono infatte cadute al primo turno Giorgi (7-5, 6-3 contro Radionova), Knapp (6-4, 6-3 contro la bulgara Pironkova) e Schiavone (6-3, 3-6, 6-3 contro Vania King); Roberta Vinci si è invece arresa al secondo turno alla Peng.

Dopo la bellissima vittoria contro Venus Williams, Sarita ha avuto la meglio anche della rinata Lucic-Bartoli per 6-3, 2-6, 6-0. Ora l'attende Caroline Wozniacki che ha superato Maria Sharapova in tre set. Un match complesso, soprattutto per lo stato di forma della danese, ma che potrebbe essere alla portata di Sara. Il match della ravennate è l'ultimo in programma sul centrale nella giornata di lunedì: orologi quindi puntati alle tre del mattino italiani.

Molto più insiodoso, se non proibitivo, il match di Flavia Pennetta che se la vedrà con Serena Williams, rinata sui campi in cemento americani. La brindisina, accede per la seconda volta consecutiva ai quarti di finale grazie alla vittoria sull'australiana Casey Dell'Acqua per 7-5, 6-2 in un match che Flavia ha dominato nel secondo set dopo aver tentennato nel primo a causa anche di condizioni di gioco abbastanza difficili e del tanto nervosismo. L'azzurra è ancora in corsa anche in doppio in coppia con Martina Hingis; fuori invece le "cichis", battute al secondo turno dal duo Gajdosova-Tomljanovic per 4-6, 6-1, 4-6.

In campo maschile, invece, l'Italia non vedrà atleti impegnati in questa seconda settimana: Seppi e Bolelli si sono infatti fermati al secondo turno, uscendo sconfitti dai loro rispettivi match contro l'australiano Kurgios (6-4, 7-6, 6-4) e Robredo (5-7, 6-7, 6-4, 6-3, 6-2); Lorenzi si è invece arreso a Gasquet per 7-6, 6-3, 6-3. Le speranze erano così tutte riposte su Fognini che però ha tirato fuori il peggio di sé e del suo tennis contro Mannarino perdendo con un eloquente 6-3, 6-4, 6-1. Gli azzurri dovranno essere ora in grado di ritrovare la giusta condizione in vista dell'impegno di Davis contro la svizzera. 

L'articolo originali è pubblicato su Vivere Italia del 2/09/2014

lunedì 1 settembre 2014

College Basketball Tour, a lezione di basket dalla NCAA



Sul punteggio di 47 a 78 la partita è ormai decisa. I Terriers hanno in mano il gioco e Fanning ha appena eseguito una straordinaria schiacciata letteralmente in faccia al malcapitato avversario di turno, proteso nel tentativo di fermare l’avanzata del numero 23. All’improvviso, però, l’arbitro fischia e segnala la richiesta di time out dalla panchina di Boston. Coach Jones prende la lavagnetta e, dopo averla sbattuta ripetutamente sulle ginocchia,  inizia a scribacchiare schemi d’attacco con ritmo frenetico. I suoi gesti e la sua voce sembrerebbero più adatti ad uno svantaggio da recuperare piuttosto che ad un ampio vantaggio da gestire. Disorientata, mi avvicino al secondo allenatore che mi spiega che Joe è infuriato perché i suoi “kids” non stanno più chiamando gli schemi e non rispettano le direttive della panchina.
E non finisce qui: dopo la strigliata, Hankerson e compagni rientrano in campo e giocano ogni azione come se fosse il canestro della partita; così, ogni qualvolta i Terriers mettono a segno un recupero in difesa, il pubblico del vecchio hangar di Pesaro ripaga i giocatori con una standing ovation collettiva.
Basterebbero questi due episodi per capire lo spirito che regna in una squadra di college statunitense: massima serietà da parte del nutrito staff e una devozione totale da parte dei giocatori chiamati a dare il massimo anche in una semplice amichevole oltreoceano o con un vantaggio di trenta lunghezze.
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Ed è proprio qui che entra in gioco il merito del College Basketball Tour : portare in Italia quei valori e quei principi che rendono la NCAA uno dei serbatoi principali del basket professionistico non solo statunitense ma anche europeo.
Durante le diciassette gare che si sono svolte tra Vicenza, Mantova, Jesolo, Pesaro e Roma i ragazzi di Notre Dame, Michigan Basketball, Providence Friars e Boston University e le ragazze della St. Francis, New Mexico, Georgia Bulldogs e St. Jhon’s hanno saputo infatti portare sui parquet italiani quello spirito unico che si respira sui campi americani, uno spirito che fa dell’agonismo uno delle sue leve fondamentali: “è sempre difficile giocare con queste squadre; fanno pressing a tutto campo e  anche tanto “casino” durante la partita” – ci conferma Mauro Procaccini, allenatore delle Adriatic Sea Sirens – “il basket nei college americani è molto fisico e aggressivo per tutta la partita: il loro è un modo di intendere lo sport in termini di agonismo e competizione”. Un’intensità che a detta di Gianluca Mattioli, arbitro del match tra le Sirene e St. Francis “non si vede spesso in Italia tra le donne e in alcuni frangenti neppure tra gli uomini”.
E per capire come vivono queste “amichevoli” gli atleti americani, basta ascoltare le parole di Aaliyah Lewis, guardia della St. John’s University, al rientro in campo dopo la pausa lunga: “sì, stiamo giocando bene e siamo riuscite ad allungare; ma nel terzo e quarto periodo dovremmo giocare ancora più forte e tenere alto il nostro ritmo”.
Ma non si tratta solo di questo: a rendere unica l’atmosfera del basket statunitense ci sono infatti gli incitamenti continui da parte dei propri allenatori e assistenti ad ogni azione; i suggerimenti dati ad ogni giocatore ad ogni singolo cambio e i personaggi che popolano il mondo NCAA. A seguire Michingan, per esempio, sono arrivati quasi 80 supporters che hanno letteralmente colorato il palas di Vicenza di blue e giallo; per non parlare delle mascotte delle squadre e di Father Rock, la guida spirituale della squadra femminile di St. Johns’ che ha deciso di seguire in Italia – la patria del cristianesimo – le sue ragazze: “il basket è uno strumento verso il Signore, in quanto insegna il rispetto verso il prossimo e il senso di fraternità” – assicura – “prima di ogni partita, negli spogliatoi, dico alle mie ragazze “se ognuno di noi fa la sua parte, allora Dio farà la sua”.
Infine, ciò che rende unico lo sport statunitense, già a partire dai college, è il senso di “spettacolo” che si esprime in giocate che più di una volta hanno fatto saltare in piedi il pubblico. Chiedete a Eric Fanning della Boston University che nel quarto periodo del match contro i gli Adriatic Sea Tritons ha regalato al pubblico di Pesaro un piccolo capolavoro cestistico: “in campo è bello anche divertirsi; avevo la palla in mano e  sapevo che quello era il momento giusto per fare quella schiacciata”.

Confrontarsi con questi college è un’occasione unica e irripetibile

Un atteggiamento che ha finito per influenzare anche gli stessi giocatori italiani; parola del pesarese Fabio Marcante che sottolinea come “giocare contro queste squadre e questi giocatori ti fa tirare fuori la “tigna” di cui noi pesaresi andiamo davvero molto fieri”. Gli fa eco anche “Bicio” Facenda: “Dal mio punto di vista come giocatore posso dire che l’occasione di confrontarsi con questi college è unica e spesso difficilmente ripetibile. Il palcoscenico che si ha scendendo in campo è unico : è semplicemente meraviglioso pensare di sfidare giocatori e giocatrici che potrebbero essere in campo nei prossimi anni in franchigie NBA o in club Europei”.
In questo senso, il College Basketball Tour può essere una grande risorsa per entrambi le parti: se da un lato serve infatti ai college statunitensi per rifinire gli schemi in campo e provare nuove soluzioni nelle formazioni in vista del campionato, per gli italiani, confrontarsi con un modo diverso di intendere il basket, può essere uno stimolo a migliorarsi. Per questo, tra gli obiettivi degli organizzatori ci sarebbe quello di coinvolgere anche le squadre di serie A della Lega Italiana, proprio come è successo a Vicenza, quando contro la squadra dei Michigan Wolverlines è scesa in campo la formazione degli Stings di Mantova che si è arresa sul 96 a 76 dopo due strepitose rimonte nel secondo e ultimo quarto.
La presenza di squadre “vere” e non selezioni “all stars”, infatti, non solo garantirebbe partite più equilibrate ma anche test più attendibili. Non a caso, il campo ha sempre dato ragione alle squadre statunitensi, con un solo grande brivido nella partita tra le Adriatic Sea Sirens e la St. Francis University, quando le ragazze di coach Procaccini si sono arrese solo a suon di sirena dopo una gara lottata punto a punto e finita 69-71. Proprio a tale proposito Ales Masetto, organizzatore del College Basketball Tour, puntualizza come “l’unica nota negativa è stata la scarsa disponibilità delle società di vertice per cogliere un opportunità che sia per tutti e di tutti, soprattutto un’occasione per promuovere il nostro bellissimo sport. Speriamo che il prossimo anno si aggiunga qualche altra realtà come Mantova capace di credere in una sfida difficile ma che il pubblico ha dimostrato di saper apprezzare”.

Per l’anno prossimo, obiettivo: migliorare ancora

Coinvolgimento che potrebbe aiutare a raggiungere gli obiettivi per la prossima edizione: “per il prossimo anno, direi soprattutto che occorre fare una seria riflessione per migliorare lo spettacolo, migliorare il nostro livello di competitività e riuscire ad avere in tutte le gare un livello di organizzazione all’altezza di questi fantastici college americani che purtroppo ancora pochi qui da noi hanno capito quanto siano importanti al di là dell’oceano e quanto lo potrebbero essere se solo lo sappiamo comunicare meglio anche qui” – conclude Ales.
Ancora è presto per i dettaglima l’edizione 2015 vedrà una partecipazione ancora più maggiore da parte dei college americani, in numero ed anche in qualità! Quest’anno abbiamo avuto Michigan…non possiamo fare passi indietro!” promette Andrea Sciarrini, organizzatore della tappa di Pesaro. E proprio nella culla della Scavolini, il sogno di tutti sarebbe quello di portare l’evento nella prestigiosa Adriatic Arena “il giusto palcoscenico per questa realtà” sottolinea Bicio.
Anche perché, il tour appena conclusosi ha sicuramente dato ragione agli organizzatori: “il bilancio è sicuramente positivo” – conferma Andrea – “sia per la risposta della gente nei palazzetti (i dati parlano di più di 7.000 presenze alle varie gare maschile e femminili) sia per l’attenzione mediatica che ha avuto questa manifestazione su giornali, Tv (Sport Italia ha trasmesso in differita le partite di Michigan e Notre Dame e glihighlights di Boston, St. Francis e St. John’s) e web grazie a Collektr, il sistema innovativo di aggregazione social per la prima volta in Italia ad un evento sportivo con oltre 20.000 schede raccolte. La gioia più grande è però vedere i loro giocatori, tecnici, staff e supporters entusiasti di questa esperienza; senza contare poi il coinvolgimento di tutta la parte italiana,con i giocatori,il pubblico e lo staff stesso! Questo Tour è stato un grande spettacolo per tutti!La cosa più soddisfacente ora è sentirne parlare in giro, vedere le maglie ed i braccialetti del Tour addosso alle persone anche al di fuori dell’evento e ricevere domande sui prossimi appuntamenti!
L'articolo originale è pubblicato su BasketLive.it