lunedì 28 gennaio 2013

Carolina Kostner si consacra regina europea dei ghiacci

ZAGABRIA - Per la quinta volta Carolina Kostner si laurea campionessa europea nella gara individuale: un successo merito del coraggio e che premia il duro lavoro dell'altoatesina. Ora subito al lavoro in vista dei mondiali.
Per Carolina Kostner si tratta del quinto titolo europeo in otto anni; senza contare i due argenti e un bronzo sempre nella stessa competizione. E' infatti da Lione 2006 che l'atleta azzurra è sempre sul podio: una continuità che, nella storia del pattinaggio, ha pochi eguali.

Il successo di Zagabria ha comunque un valore ancora maggiore se si pensa che nell'estate Carolina voleva addirittura smettere dopo che le vicende del suo compagno Alex Schwazer avevano finito con il travolgere anche lei.

L'altoatesina si presenta sul ghiaccio nuovamente sulle note del Bolero di Ravel, e come sempre l’interpretazione che ne offre Carolina è magistrale: con la solita eleganza la pattinatrice azzurra segue la musica, enfatizzandone gli acuti e i ritmi. Alla fine del programma lungo di sabato, a causa di una caduta Carolina si era piazzata al secondo posto. Domenica, invece, l'atleta italiana ha centrato il sorpasso (per soli 72/100) ai danni della 16enne russa Adelina Sotnikova, che dopo il corto la precedeva di 3.42 punti.

Con il nuovo costume nero, la Kostner ha infatti ritrovato il triplo lutz e la sua combinazione di salti è stata quasi perfetta se non per l’ultimo triplo salchow che, per la stanchezza, è diventato doppio. Ma tanto è bastasto per il titolo, che Carolina dedica al fratello, impegnato con la sua squadra di hockey in Filandia.

Ora tutti i pensieri vanno ai mondiali: "sarà difficile riconfermarmi ma io spero solo di divertirmi e fare del mio meglio". 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 29/01/2013.

venerdì 25 gennaio 2013

Tennis: Errani e Vinci regine del doppio all'Australian Open

MELBOURNE (AUSTRALIA) - dopo aver battuto le sorelle Williams, Il duo Errani e Vinci conquista il suo primo Australian Open sconfiggendo la coppia di casa per 6-2, 3-6, 6-2. Le azzurre si confermano così numero 1 al mondo.
Il primo slam della stagione, quello giocato sotto i cieli tersi australiani, ha già le sue regine: Sara Errani e Roberta Vinci si sono infatti aggiudicate il torneo di doppio femminile sconfiggendo il duo australiano formato dalle giovanissime Ashleigh Barty e Casey Dell'Acqua con il punteggio di 6-2, 3-6, 6-2.

Una partita che sulla carta sembrava già scritta per le numero 1 al mondo, ma che ha invece riservato delle sorprese. Merito delle due giovani avversarie che davanti al pubblico di casa hanno saputo trovare il coraggio di rimontare il set di svantaggio e di partire avanti anche nel tezo set.  Infatti, dopo che le Chichis italiane hanno conquistato agevolmente il primo set per 6-2, Barty e Dall'Acqua sono state capaci di infierire un parziale di 6 a 1 che ha permesso loro di coquistare il secondo set (3-6) e di portarsi subito avanti anche nel terzo (0-1).

A quel punto è iniziata la riscossa azzurra che ha ristabilito l'ordine con due brak consecutivi nel sesto e nell'ottavo gioco imponendosi con il punteggio di 6-2 nel terzo set.

Per Errani e Vinci questo si tratta del primo Australian Open in carriera, dopo che lo scorso anno avevano visto sfumare il sogno dello slam di Melbourne proprio in finale contro la coppia russa Kuznetsova-Zvonareva. Inoltre, dopo la vittoria della scorsa stagione al Roland Garros e agli US Open, per le azzurre si tratta di uno storico triplete che le consacra numero 1 al mondo.

In campo maschile invece, la coppia Bolelli-Fognini si è dovuta arrendere ai gemelli Bryan riuscendo però a strappare ai fratelloni americani il secondo set e ad impensierirli nel primo parziale (6-4, 4-6, 6-1 dopo 1 ora e 36 minuti di gioco).

Il trionfo di Errani e Vinci e il buon risultato di Bolelli-Fognini fanno quindi ben sperare - almeno per il doppio - per le imminenti Fed Cup (a Rimini il 9 e 10 febbraio contro gli Usa) e Coppa Davis ( a Torino l' 1, 2 e 3 febbraio contro la Croazia).

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 25/01/2013

mercoledì 23 gennaio 2013

Tennis: il doppio che fa sognare l'Italia

MELBOURNE (AUSTRALIA): doppio da sogno per i colori azzurri in questa edizione degli Australian Open: Errani e Vinci approdano in finale; Fognini e Bolelli conquistano invece la semifinale dove li attende il magic duo dei gemelli Bryan.

Dopo aver centrato l’impresa ai quarti battendo in rimonta le sorelle Williams, Sara Errani e Roberta Vinci si guadagnano un posto nella finale degli Australian Open di doppio femminile superando in semifinale le russe Elena Vesnina ed Ekaterina Makarova con il punteggio di 6-2 6-4.

A differenza del match contro le due "sorellone" statunitensi, il match di semifinale si rivela più agevole per le due italiane che dopo aver subito un break si portano subito sul 3 a 1. Al settimo game un errore in volée da parte della Vesnina regala un altro break alle nostre ragazze che chiudono poi con un ace di Vinci. Più combattuto invece il secondo set che si mantiene sul filo dell'equilibrio fino al 4-4. Solo al nono gioco, le "chichi" - il loro soprannome - si procurano 3 palle-break per poi sprecarle tutte. Ci pensa un errore della Makarova a regalare alle azzurre il quarto e decisivo break-point: Vesniva prova un passante ma la rete respinge la palla portando le italiane a un game dalla vittoria. L'ultimo set è un vero gioco di squadra con Sara che mantiene bene il suo turno al servizio e Robertina che fa valere la sua tecnica a rete conquistanso i due punti fondamentali per il match-point. Chiude il match l'ennesimo errore da fondo campo della Vesnina.

La coppia italiana, testa di serie numero 1 del torneo di doppio femminile, conquista così la finalissima degli Australian Open - in programma venerdì 25 gennaio - dove attende la vincente della seconda semifinale tra Barty-Dellacqua e Lepchenko-Zheng.

Ma anche in campo maschile i colori azzurri si stanno facendo valere. La coppia formata da Bolelli e Fognini ha infatti superato i colombiani Cabal e Farah per 1-6, 6-4, 6-3 conquistando per la seconda volta in carriera (la prima allo US Open lo scorso anno) una semifinale di uno slam. Vittoria sofferta che arriva dopo un primo set decisamente negativo nel quale Bolelli è costertto a chiamare il medical timeout per un problema al braccio. I due azzurri hanno però saputo riscattarsi nel secondo set  sfruttando al massimo i loro turni di servizio e chiudendo poi agevolmente.

Come per le loro colleghe, sul loro cammino per la finale ci sarà una coppia statunitense, quella formata dagli specialisti del doppio - nonché campioni olimpici -  i gemelli Bryan. 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 22/01/2013

Tennis: il duo Errani e Vinci supera anche le sorelle Williams, ora le semifinali

MELBOURNE (AUSTRALIA) - Sara Errani e Roberta Vinci dopo essere andate inizialmente sotto 6-3, non hanno mollato e hanno strappato al tie-break (dominato 7 a 1) il secondo set alle americane, per poi chiudere 7-5 al terzo. Ora in semifinale affronteranno Makarova e Vesnina, numero 4 del seeding.
Che le due "chichi" azzurre fossero la coppia da battere in questo torneo era un dato di fatto, non solo evidenziato da quel numero 1 che sta ad indicare la loro posizione in classifica. Ma la gara dei quarti di finale era tutt'altro che scontata: con le sorelle Williams infatti le azzurre non partivano di certo con i favori del pronostico. Non bisogna infatti dimenticare che le americane avevano strapazzato Sara e Roberta proprio ai quarti di finale delle Olimpiadi di Londra con un netto 6-1 6-1.

Una vittoria che quindi sa un po' di rivincita e che acquista ancora più significato in previsione della imminente sfida tra Italia e Stati Uniti per la FED CUP in programma a Rimini il 9 e il 10 febbraio. 
Nella sfida di Melbourne, storica sede degli Australian Open - il primo slam dell'anno - Errani e Vinci sono riuscite ad imporsi grazie ad una rimonta incredbile dopo due ore e 36 minuti di gioco: dopo essere andate inizialmente sotto 6-3, non hanno mollato e hanno strappato al tie-break (dominato 7 a 1) il secondo set alle americane, per poi chiudere 7-5 al terzo. Un ultimo set dove le due italiane erano partite malissimo, andando subito sotto 3-0, ma nonostante il passivo pesante non si sono arrese e sono riuscite a portare a casa l'incontro.

In semifinale, le attende la coppia numero 4 del tabellone, formata da Ekaterina Makarova e Elena Vesnina. Le italiane partono con il pronostico a favore dopo che, lo scorso anno, le due azzurre si sono imposte contro le russe in finale a Roma e prima ancora a Madrid.

Appuntamento nella notte tra martedì e mercoledì sulla Margaret Court Arena (match previsto per le ore 5.00). 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 23/01/2013 

lunedì 21 gennaio 2013

Cuore di mamma: Enrica Merlo


Cara Enrica,
non a caso ti scrivo questa lettera in questo momento. Dopo il brutto infortunio che ti ha tenuta lontana dalle Olimpiadi, infatti, finalmente ora sei tornata in campo e con la tua squadra stai lottando per dei risultati davvero importanti. E io e te sappiamo quanto quel problema alla caviglia e le tre operazioni ti abbiamo messo alla prova soprattutto quando ti hanno impedito di indossare la maglia della nazionale. Sono sono stati momenti davvero duri e anche se tu normalmente non sei una che si lamenta - soprattutto con me - ogni volta che mi chiamavi lo sentivo subito che c'era qualcosa che non andava, anche se tu non me lo dicevi.

In fin dei conti, io per te, oltre che la mamma sono anche una amica e, ad essere sincera, mi manca tanto non avere più molto tempo per le nostre chiacchierate. Quando ti sei allontanata da casa per andare a giocare a Reggio Emilia, la prima cosa di cui ho sentito la mancanza è stata proprio la tua presenza in casa e il nostro tempo insieme. Adesso ne abbiamo sempre meno e quando il lunedì hai il giorno libero spesso lo passiamo insieme alla tua sorellina di cinque anni facendo shopping e vivendo la famiglia in questo modo. E penso che questo sia importante anche per te. 

Anche se non è stato un trauma, infatti, penso che la mia separazione da tuo padre ti abbia provocato sofferenza, ma allo stesso tempo ti abbia reso più forte. Infatti, hai saputo superare bene quei momenti difficili e lo dimostrano anche i tuoi successi personali nella pallavolo e soprattutto il tuo modo di stare in campo. In questo ci assomigliamo davvero tanto, perché anche io come te ho un carattere forte; ma allo stesso tempo assomigli molto a tuo padre nell'essere un po' chiusa, non solo nei confronti dei tuoi genitori ma anche verso le altre persone. Se da un lato è un pregio – se qualcuno ti confida una cosa può stare certa che non ne parlerai con nessun altro – dall'altro, io lo vedo un po' come un difetto nel senso che mi piacerebbe che almeno con me tu ti potessi aprire. Ma so che sei fatta così e che questo carattere fa parte del tuo essere così forte: non ti piace ricevere troppo aiuto; preferisci affrontare i momenti di difficoltà da sola e questo è un tuo grandissimo pregio. 

Se proprio devo trovare un difetto.... vorrei che accettassi di più i miei complimenti! Mi spiego: quando finisce la partita, e ti dico “
sei stata bravissima” tu non vuoi che io faccia commenti e mi ripeti sempre che “ci vuole umiltà”. Hai sempre questa preoccupazione, ma io ci tengo che tu sappia che te lo dico perché te lo meriti! Hai ragione, io non sono un'esperta di pallavolo ma quando ti vedo giocare non so nemmeno io cosa sento! Sia che si tratti di una finale di Champions League che di un'amichevole, quelle che provo sono emozioni indescrivibili e fortissime. E credimi se ti dico che sono la tua tifosa numero uno: pensa che durante la partita mi capita addirittura di iniziare a cantare i cori! È impossibile resistere anche perché a Bergamo i tifosi sono talmente eccezionali che ti coinvolgono anche se no vuoi e.... quindi anche io mi lascio trasportare. In realtà poi mi piace anche controllare le statistiche ma mi tengo i miei commenti per me perché so che non ti piace molto che faccia osservazioni sul tuo gioco! 

Diciamo che la pallavolo è il tuo mondo ed è giusto che tu abbia il tuo spazio. Forse è anche per questo che non abbiamo un vero e proprio rituale prima delle partite....anzi a pensarci bene il mio rituale è quello di non chiamarti. Tu forse questo non lo sai, ma lo faccio di proposito per non emozionarti troppo, ma infondo ogni volta che devi scendere in campo il mio pensiero è sempre rivolto a te! 

Sono infatti felicissima che tu abbia scelto la pallavolo come la tua professione anche perché sin da quando eri piccola, questo sport è stata la tua vita. Con la danza classica hai durato appena due lezioni... per non parlare del nuoto. Ricordi cosa mi hai detto quando hai imparato a nuotare? Che ormai sapevi fare e che quindi non avevi più bisogno dell'istruttore! E poi tu avevi ben chiara quale sarebbe stata la tua strada: bastava guardarti quando andavamo in vacanza al mare e tu non facevi altro che giocare a pallavolo tutto il giorno per capire che la pallavolo avrebbe avuto un ruolo importante nella tua vita come poi è stato. 

Certo, mi sarebbe piaciuto che avessi continuato i tuoi studi dopo la maturità classica anche perché sei sempre stata bravissima a scuola. Ma a te piace fare le cose fatte bene e quando hai visto che non riuscivi a studiare come avresti voluto hai deciso di lasciare perdere l'università.

Ma tutto passa in secondo piano di fronte alle emozioni che mi hai regalato durante tutta la tua carriera. Ce ne sarebbero tanti di momenti da ricordare, come la vittoria al Trofeo delle Nazioni, la prima Coppa Italia o le finali scudetto: ogni partita in fondo ha un'emozione particolare; ma il momento che ho sempre presente nel mio cuore è stata la vittoria agli unger 18 di beach-volley che è stata la tua prima vittoria personale, sudata e voluta da te. Quando la finale è finita - e sei stata tu a fare l'ultimo punto – ti sei precipitata tra il pubblico e sei venuta da me piangendo. Ricordo ancora la tua soddisfazione per una partita che avevi vinto tu con le tue sole forze. E posso capirti: in fondo hai sempre dimostrato una grinta incredibile in campo, anche quando eri ancora alle prime armi nel mini-volley e ti arrabbiavi quando perdevi! Un condensato di grinta che ancora oggi ti appartiene e che ti rende una grande campionessa! 

Che dire infine? Anche se a volte non me lo lasci dire, sei la figlia che ho sempre sognato d'avere.
Con tantissimo affetto,
la tua mamma Raffaela

L'articolo originale è pubblicato sul numero di gennaio 2013 di pallavoliamo.it

domenica 20 gennaio 2013

Colpaccio della KGS a casa della Nordmeccanica

Clamorosa vittoria della KGS che si impone per 3 a 1 contro la più quotata Nordmeccanica Piacenza: dopo aver ceduto nel primo set, le Colibrì alzano le percentuali in attacco e dettano i loro ritmi alla partita. Prova molto positiva di Chirichella, Moreno Pino e Tirozzi, implacabile nei set-point.

Dopo la parentesi delle qualificazioni per le Final Four di Coppa Italia, ritorna il campionato. Nell'anticipo del sabato, la KGS affronta in trasferta la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza, squadra che al momento occupa la terza posizione in classifica e che annovera tra le sue giocatrici due vecchie – e amate – conoscenze: Francesca Ferretti e la neo arrivata Martina Guiggi.

A differenza della gara d'andata – vinta comunque da Piacenza con un netto 3 a 0 - Mazzanti può contare oggi su tutte le sue giocatrici titolari ( Bosetti e Meijners in banda, Ferretti in regia, Turlea opposto, Nicolini e Leggeri al centro e Sansonna libero). Pistola risponde con Tirozzi e Muresan in banda, Signorile in diagonale con Moreno Pino, Chirichella e Gibemeyer al centro, De Gennaro libero.

Piacenza cerca di prendere subito il largo con un gioco fluido e ben organizzato da Ferretti che serve bene tutte le sue compagne; Pesaro rimane in scia soprattutto grazie alla buona guardia in copertura di De Gennaro e ai troppi problemi in ricezione delle ragazze di Mazzanti (8- 6). Chirichella e Moreno Pino riportano le due squadre in parità (10-10) ma due errori in fast di Gibbemeyer ridanno fiato alle padrone di casa che non si lasciano sfuggire l'occasione per allungare (16-13) sul turno di servizio di Meijners. Quando il set sembra ormai indirizzato, Chirichella fa sentire la sua presenza a muro e con due block consecutivi riporta in parità le bianco-rosse (17-17). Piacenza si scuote con Turlea e Leggeri riportandosi a quattro lunghezze e chiudendo sul 25-19.

Il secondo parziale si riapre sul filo dell'equilibrio con Piacenza che si affida agli attacchi di Nicolini e Bosetti e Pesaro che trova i punti soprattutto dal muro e dalla difesa; sono proprio questi due fondamentali che permettono alle bianco-rosse di prendere un mini-vantaggio di 3 punti (5-8) che dopo la prima sosta tecnica diventa di +8 sul turno di servizio di Signorile (5-13). Il trend del set cambia per mano di Meijners che alza le sue percentuali e permette alla Nordmeccanica di rifarsi pericolosamente sotto (14-17); ci pensa poi Turlea a portare le due squadre in parità e a rimettere in corsa la sua squadra sul 17 pari. Il finale di set è caratterizzato dai tanti errori in attacco da entrambe le parti, errori che fanno procedere le due formazioni punto a punto. Due errori in attacco di Bosetti e un buon attacco di Chirichella danno il set point alla KGS: chiude Tirozzi sul 23-25.

La terza frazione si apre con Pesaro che continua a tenere alte le percentuali in attacco – soprattutto con Chirichella e Moreno Pino - e Piacenza che cerca invece di ritrovare il suo ritmo (5-8). Con Bosetti e Nicolini in difficoltà, Turlea cerca di reagire e riporta le due squadre in parità (11-11). Mazzanti prova a cambiare regia e banda (Radenkovic e Secolo per Ferretti e Bosetti), ma Chirichella è in partita e permette alla KGS di portarsi nuovamente avanti anche grazie ad un nuovo black-out piacentino (12-16). Come nel secondo set, Pesaro spreca nuovamente il vantaggio in due occasioni e permette alla Nordmeccanica di rimettersi in partita sul 17-18 e poi nuovamente sul 21-23. Il muro di Moreno Pino regala il set point alle bianco-rosse: Piancenza ne annulla due ma si deve arrendere all'attacco di Tirozzi che chiude sul 23-25.

Inizio davvero scoppiettante per entrambe le formazioni con una vera e propria battaglia tra centrali con Chirichella da un lato e Leggeri dall'altro; le due formazioni lottano a viso aperto con attacchi potenti e difese spettacolari, ma è ancora Pesaro ad avere una marcia in più e a ritagliarsi un buon vantaggio (6-8); Mazzanti sostituisce nuovamente Ferretti, ma il gioco delle padrone di casa stenta ancora a decollare e la KGS confeziona un break di 5 punti (6-13). Le Colibrì lottano su ogni pallone, e nonostante qualche errore di copertura riescono a mantenere il cospicuo vantaggio sulle paldrone di casa (15-22). Con Bosetti in campo Piacenza prova il ritorno proprio sul rush finale (18-22) ma i 5 match point a favore delle bianco-rosse sono tanti. Chiude nuovamente Tirozzi con l'aiuto della rete (20-25).

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 20/01/2013

giovedì 17 gennaio 2013

Finisce al Palanorda la corsa alla Coppa Italia della KGS: vince Bergamo per 3 a 1

Come da pronostico la KGS non riesce nell'impresa di ribaltare il risultato e si arrende in 4 set alla Foppapedretti; alle Final Four di Coppa Italia, assieme a Bergamo approdano anche Piacenza, Villa Cortese e Busto Arsizio.

Nella gara di andata la Foppapedretti si era imposta in 3 set: le basterà quindi aggiudicarsi un solo set per conquistare il pass per la Final Four del 16 e 17 marzo. Per la KGS invece il passaggio alla fase decisiva della Coppa Italia avverrebbe in un solo caso: una vittoria netta in 3 set e il golden set a 15, un'impresa titanica a cui le ragazze di coach Pistola si affacciano con il pronostico sfavorevole.

I due coach schierano Crimes, Weiss, Blagojevic, Di Iulio, Devetag, Diouf - Merlo è momentaneamente tenuta fuori per un piccolo infortunio all'ingresso in campo - per le padrone di casa, Moreno Pino, Gibbemeyer, Chirichella, Signorile, Tirozzi, Mouresan e De Gennaro per la KGS.

L'entrata in campo di Pesaro è molto propositiva, con una Moreno Pino davvero incontenibile in questa prima frazione. Al di là della rete, però, Blagojevic è molto attenta e pulita sia in attacco che in copertura e permette a Weiss di ricostruire bene per le sue compagne (8-6). Rientra in campo anche Merlo, dopo la rocambolesca caduta all'ingresso in campo che aveva fatto temere il peggio. Le Colibrì trovano il pareggio a quota 10 e passano per la prima volta in vantaggio con il muro di Signorile su Diouf (10-11). La partita prosegue sul filo dell'equilibrio fino al turno di battuta dell'opposto bergamasco che, mettendo in difficoltà la ricezione di Tirozzi, permette alle padrone di casa di mettere a segno un break di 3 punti (16-12). Qualche errore in attacco della Foppapedretti riporta in corsa la KGS (18-17) e Lavarini è costretto a chiamare un time-out discrezionale. Al rientro in campo però continuano i problemi di Tirozzi in ricezione e le orobiche allungano nuovamente (21-18). Signorile prova a passare dal centro e la scelta si rivela giusta: Pesaro accorcia ancora ma ormai le padrone di casa sono lanciate alla conquista del primo set trascinate da Di Iulio e Diouf. L'errore di Moreno Pino in pipe dà consegna la prima frazione – e con essa l'accesso alla fase finale della Coppa Italia – alla Foppapedretti Bergamo (25-20).

Si chiude così la strada in Coppa Italia della KGS, ma la partita non è ancora finita. Il secondo set vede alcuni cambiamenti nelle file di Bergamo: Klisura per Blagojevic e in regia la giovane Balboni prende il posto di Weiss. I cambiamenti creano in po' di scompiglio nel campo orobico e Lavarini è costretto subito al time out sul punteggio di 0-3. Muresan e Chirichella trascinano le Colibrì al traguardo del primo time out tecnico (4-8). Balboni si affida a Diouf e la giovane schiacciatrice risponde presente: Bergamo risale ma qualche errore di comprensione tra le ragazze rosso-blù permette alla KGS di mantenere le distanze (8-12) e di allungare fino al +7 (21-14). L'ultima parte di questo secondo set è tutto in mano a Morneo Pino che trascina le sue sull' 1-1 (18-25).

Con Dekani in campo per Muresan, Pesaro riparte bene in questa terza frazione rispondendo palla su palla alle avversarie. Ma dopo uno scambio spettacolare chiuso da Diouf, Bergamo trova il primo allungo (8-6). Dopo un esordio un po' lento, Klisura trova il giusto impatto sulla partita ed è lei a fermare la rincorsa delle Colibrì (10-8). Nonostante le buone percentuali in attacco di Chirichella, Bergamo trova un buon break e allunga sul +5 (16-11). La KGS riprova a risalire sfruttando anche il buon momento di Dekani, ma Klisura è inarrestabile e le padrone di casa chiudono questa terza frazione con il punteggio di 25-18 su errore di Moreno Pino.

Altri cambi in entrambe le formazioni: Brown per Diouf e Zambelli per Crimes tra le orobiche; Valpiani per Signorile, e Manzano per Gibbemeyer nella KGS. È proprio Zambelli ad avere l'impatto più positivo in qusta terza frazione e Bergamo parte subito forte prima di mandare un po' a riposo anche il capitano Di Iulio (8-5). Klisura prende nuovamente la squadra sulle spalle e trascina le sue sul 12-6 con un grande calo di rendimento tra le fila delle bianco-rosse. La partita sembra ormai orientata e i troppi errori in battuta non permetto a Pesaro di rimontare nonostante la buona volontà in attacco (16-11). Sempre con Klisura sugli scudi le rosse-blù corrono veloci alla conquista della partita: chiude la sfida l'attacco di Devetag (25-19).

Con questa vittoria Bergamo accede alle semifinali di Coppa Italia con Piacenza – vittoriosa su Chieri per 3 a 0 – Villa Cortese – che supera Modena - e Busto Arsizio - 3 a 1 contro Conegliano.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 14/01/2013.

lunedì 7 gennaio 2013

KGS: buona la prima di ritorno, vittoria al tie-break contro Modena

La KGS Pesaro si aggiudica al tie-break il match contro la Assicuratrice Milanese Volley Modena; dopo aver vinto il primo set, le pesaresi soffrono la rimonta e il sorpasso delle modenesi trascinate da Spasojevic; Tirozzi e Muresan cambiano il trend del match e portano le Colibrì alla vittoria.

Dopo aver ospitato l'ultima partita della Icos Crema, al neo Pala Banca-Marche la KGS Robur Pesaro affronta oggi un'altra formazione la cui situazione finanziaria desta qualche preoccupazione: con già alcune atlete fuori rosa (Rinieri e Mari hanno già firmato a Rovigo in B1), Cuello deve fare a meno anche di Dora Horvat - a cui sono stati concessi 10 giorni per motivi personali – e Aguero.

Al giro di boa del campionato, le Tigri occupano la quarta posizione con 21 punti, 6 in più delle Colibrì, settime, nonostante lo stesso numero di vittorie (6 contro 5 sconfitte). Tuttavia nella gara disputata al PalaPanini, le pesaresi avevano ottenuto un successo quasi a sorpresa rimontando due set di svantaggio.

Con Brussa e Paggi in campo le giallo-blu sembrano non avere ancora oliato i meccanismi di gioco: Pesaro – che scende in campo con Muresan come opposto e Moreno Pino in banda - ne approfitta e senza troppi problemi fa suo il primo parziale per 25-14. Ma nella pallavolo sottovalutare l'avversario è sempre pericoloso. Ed è così che le Colibrì soffrono la rimonta di Modena che trova in Spasojevic la vera marcia in più. Grazie alla buona ricezione di Croce, Glass serve bene la schiacciatrice serba che quasi da sola confeziona la vittoria per la sua squadra (21-15).

Pistola cambia le carte in tavola schierando Muresan e Moreno nei loro ruoli naturali ma il risultato stenta ad arrivare soprattutto a causa di una spenta Muresan. Brussa, Valeriano e Spasojevic sono però inarrestabili in attacco e con 7 muri all'attivo (contro l'unico di Pesaro) Modena chiude nuovamente sul 21 a 25.

Nella terza frazione Colibrì che tornano a condurre (8-6) e riescono a mantenere il gap di 2 punti fino al secondo time-out tecnico (16-14). Le Colibrì allungano nuovamente trascinate da Tirozzi (22-15) che con il suo turno di battuta mette in difficoltà la ricezione di Croce e compagne. Importante anche l'apporto dei muri bianco-rossi (7 in questo set) che in questo terzo parziale hanno fatto la differenza a rete: è proprio un muro a chiudere questo quarto parziale (25-16) e a portare il match al tie-break.

La KGS parte forte anche in questo 5 set portandosi subito a 3-1: Modena prova a rifarsi sotto grazie soprattutto a Spasojevic – la unica efficace in attacco - e trova il pari sul 5 a 5 sfruttando qualche indecisione in ricezione delle bianco-rosse. Due errori in attacco da parte delle ragazze bianco-rosse permettono alle padrone di casa di allungare nuovamente e di cambiare campo avanti di due lunghezze (8-6). L'ace di Moreno sembra dare il colpo di grazia alle modenesi e nulla valgono i time-out di Cuello: Pesaro trascinata da Muresan allunga ancora e chiude con facilità sul 15 a 9.

Felice della vittoria coach Pistola, che però mantiene i piedi per terra in vista dell'impegno contro Bergamo nei quarti di finale della Coppa Italia: “nel girone d'andata in casa avevamo stentato spesso: questa sera abbiamo fatto bene nonostante qualche passaggio a vuoto. Come nella partita con Crema ho voluto provare Muresan come opposto ma visto che i punti ottenuti non erano tanti, ho deciso di tornare al sistema più collaudato con Muresan in posto 4. Tirozzi ha giocato ai livelli che le competono e questa sera ha trascinato la squadra. Ora guardiamo subito all'impegno contro Bergamo: il passaggio del turno è difficile perché Bergamo ha una grande formazione, ma noi ce la metteremo tutta per poi giocarci il tutto per tutto al Palanorda”.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 07/01/2013; Foto di Danilo Billi