giovedì 20 dicembre 2012

Super tifosi: SuperCarol e Carolina Costagrande


Di foto insieme ne abbiamo fatte davvero tante, ma quella che meglio esprime il mio legame con Carolina Costagrande è quella che mi ha fatto una mia amica di sorpresa quando in mezzo ad una folla immensa, nel vecchio palazzetto di Montecchio, io e Carolina ci abbracciamo forte forte. Solo io e lei in mezzo a tanti, proprio a sottolineare un legame che a me piace pensare essere un po' unico. E, in fondo, un po' lo è. A partire da come è nato.

Innanzitutto, Carolina è stata la giocatrice che mi ha fatto riavvicinare e riscoprire la pallavolo: da piccola infatti ero una pallavolista, ma mi ero un po' allontanata da questo sport e sinceramente preferivo il volley maschile con Papi e Zorzi su tutti. Un giorno per caso, io e mio marito abbiamo deciso di assistere ad una partita della ex Scavolini a Montecchio, anche perché il palazzetto è davvero vicino a casa. Siamo andati e ho visto questa ragazza fenomenale: una giocatrice pazzesca che oltre a fare tanti punti incitava ed aiutava costantemente le sue compagne in campo. Vedendola giocare è rinata in me una grande passione per questo sport, talmente grande che ancora adesso tutti i giovedì mi vedo con un gruppo di amiche per giocare. Da lì ho iniziato a seguire le partite e sono diventata una Balusch – una tifosa di Pesaro – che seguiva la sua squadra ovunque, anche quando le previsioni meteo davano tormente di neve – vedi nella trasferta a Perugia - o nonostante il sesto mese di gravidanza rendesse gli spostamenti un po' più complicati – come nella gara a Bergamo. Io ci sono sempre stata: avrei fatto di tutto pur di vedere le magie della mia Carolina! E cosa vi aspettereste da una persona che ha scelto come nickname SuperCarol? Nel momento in cui avevo deciso di diventare una Balusch, infatti, mi sono segnata anche al forum dei tifosi e quando ho dovuto scegliere un nome per il forum, ho subito pensato a lei. Perché SuperCarol? Bè, ovviamente perché più super di lei non c'è davvero nessuno!

Anche il nostro primo “contatto” penso che sia più unico che raro, o almeno è molto particolare. Subito dopo la prima partita che ho visto, ho cercato Carolina su Facebook e le ho chiesto l'amicizia. Il caso ha voluto che il giorno dopo l'incontrassi in un supermercato a Montecchio. Io naturalmente mi vergognavo tantissimo e mi ero persino nascosta dietro gli scaffali. Potete immaginare il mio stupore quando lei mi è venuta a cercare e mi ha detto: “io e te ci conosciamo, vero?”. Io con un filo di voce le ho risposto che ci eravamo conosciuti su Facebook e da quel momento abbiamo allacciato un'amicizia sul social network che è via via cresciuta. Quando per esempio alla fine di una partita le giocatrici venivano a “dare il cinque” a noi tifosi, tra di noi c'era sempre una parola, una battuta, una stretta di mano in più. Un vero onore per una tifosa come me!

Il primo autografo, il primo che mi sono fatta fare – e che ho avuto il coraggio di chiederle - è stato dopo la vittoria del secondo scudetto a Novara! Quello più bello, però, è quello che Carolina ha fatto sul mio regalo di compleanno: la maglia numero 12 che mio marito mi aveva comprato e che le ha fatto firmare; lei oltre a rendersi disponibile ad incontrarlo dopo gli allenamenti mi ha persino lasciato la maglia d'allenamento con una bellissima dedica. Il fatto di aver voluto dare a mia figlia Carolina come secondo nome è proprio un omaggio ad una giocatrice che a Pesaro ha lasciato un segno indelebile sia come atleta che come persona! Quando le ho detto di questa mia idea, lei mi ha inviato un messaggio bellissimo dicendo che era commossa da questo gesto. Pensate che quando è tornata a Pesaro dopo il campionato russo, ha persino voluto fare una foto con la piccola.

Potete quindi immaginare il mio stato d'animo quando nel 2010 Carolina ha annunciato il suo addio da Pesaro! Era un pezzo di storia che andava via e prima che se ne partisse le ho regalato un ciondolino d'oro a forma di 12 come a volerle dire che lei rimarrà legata alla nostra città e alla nostra squadra per sempre. Ricordo ancora con tantissima emozione gara 3 della finale scudetto contro Villa Cortese, quella che sarebbe stata la sua ultima partita in maglia bianco-rossa: la sua schiacciata da fuori banda che ha risolto un punto importante e il suo giro di campo con la bandiera della Scavolini sono ancora immagini vivissime nella mia mente! Anche se eravamo un po' tutti preparati a questo fatidico momento, per me è stato davvero triste, anche perché in quel periodo ero incinta e sognavo un giorno di poter portare mia figlia a vedere Carolina giocare a Pesaro.

Quello che posso quindi sperare è che lei un giorno possa ritornare ed ispirare ancora tanti i giovani, come ha fatto con me quel giorno. Per questo Carol ti dico: torna presto, ci manchi.

La tua supertifosa SuperCarol.

L'articolo originale è pubblicato sul numero di dicembre 2012 di Pallavoliamo.it

Mi fido di te: Giulia Leonardi e Mousse


Si scrive RAGDOLL e si legge “ gatto coccoloso, affettuoso, casalingo, comodone e che
disdegna qualsiasi attività inutile”. Descrizione che mi cade a pennello, anche perché Giulia cercava precisamente un gatto “peluche”! Come cosa è un gatto peluche? Ve lo spiego con un esempio pratico. Avete in mente le palline dell'albero di Natale? Quale gatto non amerebbe staccarne qualcuna e giocarci a più non posso? Bè, io no. Pensate che in casa c'è un presepe a due piani e io non l'ho ancora degnato di uno sguardo! È per questo che le compagne di squadra della mia “mamma” insistono che io non sia un gatto ma un peluche! Sarà anche per il mio pelo: ne ho tantissimo e ne lascio un po' dappertutto, persino sugli abiti da gioco della mia padroncina! Ehm.... forse è perché invece di dormire nella mia bellissima e super accessoriata cuccia preferisco dormire dentro il catino dove Giulia mette i panni puliti, o perché adoro essere spazzolata tutte le mattine! Ma come dice “mamma”, è solo un piccolo inconveniente che nulla toglie al tanto amore e affetto che riesco a regalarle.

Da quando sono entrata nella sua vita, Giulia dice di sentirsi meno sola e più felice. Eh sì … quando quattro mesi fa ha deciso di prender un gatto l'ha fatto soprattutto per colmare quel senso di solitudine che a volte può prendere alle persone quando sono lontane da casa. Ma lei non voleva un gatto normale: voleva precisamente un gatto coccoloso come lei e soprattutto che potesse resistere in un piccolo appartamento.
Così, un giorno ha iniziato a fare delle ricerche su internet e dopo aver scovato la razza più adatta alle sue necessità - i Ragdoll – ha trovato un allevamento proprio qui a Milano. Non so bene come si sia decisa; l'unica cosa che so per certo è che appena mi ha visto è stato subito amore! Ero in mezzo a trenta altri cuccioli – una concorrenza spietata! Quello che l'ha colpita di più è stata però la mia coda mozza e tutta storta e i miei occhi azzurri... davvero irresistibili. E io che mi preoccupavo della mi codina rotta! È successo un giorno dentro la cuccia: uno dei miei “fratellini” un po' irrequieto mi ci è salito sopra e me l'ha rotta e così non è cresciuta! Diciamo che non sono proprio una dea greca, ed è per questo che ho un po' scombussolato le idee alla mamma che prima di conoscermi voleva darmi il nome di una divinità! Appena mi ha visto, però, ha trovato subito il nome adatto al suo nuovo peluche: Mousse! Come perché? Guardatemi: bianca e soffice come una mousse al cioccolato bianco! Pensate che se fossi stato un maschio mi avrebbe chiamato Raffaello come il cioccolatino!

Sono talmente coccolosa e affettuosa che passo tantissimo tempo appiccicata alla mamma: sul divano, sul letto – ma solo di pomeriggio – a farmi accarezzare o a darle tanti bacini. Ma come ho detto prima, i Ragdoll odiano ogni attività fisica. Lo so che non si addice molto ad un gatto la cui padrona è una campionessa di pallavolo, ma davvero non capisco come le possa piacere correre su e giù per il campo e rotolarsi per recuperare i palloni. Giulia ci ha provato ad avvicinarmi alla pallavolo comprandomi un mini pallone Mikasa, ma temo proprio di non essere portata per questo sport! Io la pallina me la passo da zampa a zampa....ma non chiedermi di andarla a recuperare contro un mobile! Al massimo posso giocare con le palline di carta stagnola: quelle sì che mi piacciono, sempre a patto che non ci siano troppi spostamenti da fare! O i fili: impazzisco per i fili. In realtà, Giulia mi ha comprato di tutto e di più – tanto che la sua compagna Cisky dice sempre che vorrebbe essere lei al mio posto – ma io quel tira-graffi alto quanto lei o tutti quei topolini proprio non li sopporto!

Sarà l'amore, che vi devo dire! Ho cercato di tenerlo nascosto alla mamma, ma lei mi ha colto in fragrante! Un giorno è uscita per andare a fare i pesi ma è dovuta ritornare perché si era dimenticata di una cosa. Io però mi ero data appuntamento con il mio amore alla finestra e così quando è entrata mi ha sorpreso mentre dal vetro lo stavo fissando. Ricordo ancora le sue parole: “cos'è questo incontro pomeridiano d'amore?” Si è addirittura informata su chi fosse quel bel gattone – vuole sapere sempre tutto – e quando ha scoperto che era del vicino e che era un bravo gatto, mi ha dato la sua benedizione. Si è pure congratulata con me per i miei gusti!

Immagino di già il giorno del mio matrimonio: la mamma che mi prepara la pappa con tanta carne in umido – la mia preferita – e magari quella torta salata che mi è piaciuta tanto! O forse no....la torta salata potrebbe farle ricordare una mia marachella. Sarò coccolosa e molto ubbidiente, ma se si lascia una torta salata sul tavolino in bella mostra, non si può pretendere che uno non l'assaggi! Così, durante la notte, ho deciso di darle un morsetto; quando poi ho assaggiato il ripieno di uova, zucchine e prosciutto non ho resistito e me la sono spazzolata tutta. Non potete immaginare quanto era sconvolta Giulia quando la mattina si è alzata e ha scoperto il misfatto! Da quel giorno in poi non lascia più nulla sul tavolo incustodito ed è per questo che alle nove in punto inizio la mia solita cantilena per avere del cibo! La cosa buffa è che non so miagolare bene e quindi il mio lamento è ancora più straziante e obbliga Giulia a darmi subito la pappa!

So però farmi volere anche molto bene! Le compagne di squadra della mia padroncina impazziscono per me e quando vengono a trovarla mi riservano sempre tante attenzioni e soprattutto tante carezze. Persino la madre di Giulia alla fine ha dovuto cedere di fronte ai miei occhioni blu e alle mie fusa. All'inizio era contraria a prendere qualsiasi animale perché da piccola aveva sofferto tantissimo per la morte del suo gatto preferito, ma dopo che Giulia mi ha portato giù a Cesena si è talmente affezionata che ora quando telefona la prima cosa che chiede è “come sta Mousse”. So di essere amata e per un gatto questa è la cosa più importante. A Giulia glielo leggo nel volto ogni volta che torna dagli allenamenti e mi vede lì ad aspettarla, o quando mi parla della sua giornata e mi tiene stretta stretta a sé.

Lo so che tra me e lei c'è un legame unico e questa consapevolezza mi fa sopportare anche le mille fotografie che Giulia vorrebbe farmi ma che io odio dal profondo del cuore. Appena la vedo avvicinarsi con quel suo telefono cerco un rifugio o scappo a gambe levate. Ultimamente ho però adottato un metodo più efficace ovvero appoggiare il mio naso umido contro lo schermo in modo che la foto non venga bene!

Lo so che lo fa solo perché mi vuole bene e vorrebbe portarmi sempre con lei; e quindi io, per dimostrarle tutto il mio amore, le prometto qui che non cambierò mai e che le starò sempre vicino!

Parola di gatto coccoloso!


L'articolo originale è pubblicato sul numero di dicembre 2012 di Pallavoliamo.it

martedì 18 dicembre 2012

Il derby va alla Chateau D'Ax Urbino

La KGS Robusport regge solo un set: derby alla Chateu D'Ax Urbino per 1 a 3. Primo set caratterizzato dalla buona prova a muro delle bianco-rosse; per il resto della partita Petrauskaite detta legge in campo e strascina le sue compagne alla terza vittoria in campionato.


La KGS è nona in classifica con 10 punti, mentre la Chateau d’Ax insegue a sei lunghezze, all’undicesimo posto. Per entrambe, in palio punti preziosi per allontanarsi dalla zona calda della graduatoria.
Fittissimo il programma a contorno della partita. Prima dell'inizio della partita le atlete si schierano con la t-shirt relativa all'evento Sana Alimentazione, nell’ambito della partnership di Lega Volley e Fondazione Veronesi. Poi spazio ai festeggiamenti per la neo-sposa Kenny Moreno e alle iniziative “Una schiacciata all’HPV”  e della IOPRA (Istituto Oncologico Pesarese Raffaele Antoniello) che mette in vendita gli ormai famosi alberelli di cioccolata.

Dopo l'addio di Sikora e con Vallese infortunata Radogna schiera Negrini come libero, Dugandzic e Gentili al centro, Petrauskaite e Partenio in banda, Dall'Igna in diagonale con Van Hecke.
Pistola risponde con il suo sestetto ideale: Moreno opposto a Signorile, Gibbemeyer, e Chirichella al centro,, Tirozzi e Muresan come schiattrici, De Gennaro libero.
Inizio di partita con molti errori da entrambi le parti, da cui però emergono i due muri di Chirichella da un lato e gli attacchi di Van Hecke dall'altro (8-6). Le Colibrì, molto attente a muro (5 in questa prima parte di partita) ed efficaci in attacco con Tirozzi e Moreno, provano il primo allungo e costringono Radogna ad un doppio time-out tecnico (14-8). La Robur vola a + 8 ma Urbino grazie alla buona difesa riesce a rigiocare numerosi palloni e a ricucire in parte il gap (19-14). Dopo il passaggio a vuoto, le Colibrì ritrovano il loro gioco e in scioltezza riallungano nuovamente; un nuovo errore in battuta di Urbino - il terzo - dà il primo set point alle Colibrì: chiude in pipe Tirozzi (25-16).

In questa seconda frazione Radogna schiera Leggs al posto di Gentili; le due formazioni procedono di pari passo senza che nessuna delle due riesca a prendere un cospicuo vantaggio (8-6); l'attacco di Petrauskaite porta aventi per la prima volta nel match le ducali (8-9). É proprio il capitano bianco-nero a tenere in vita la Chateau D'Ax e a creare un buon gap per la sua squadra (12-16). Alcuni palloni dubbi scatenano le proteste di Pistola che riceve un cartellino giallo e crea un po' di nervosismo tanto che al rientro in campo, l'attacco di Pesaro pecca di lucidità e permette alle avversarie di allungare ancora: l'ace di Paternio porta Urbino a +5 (15-20). Le bianco-rosse provano a risalire con un moto d'orgoglio e si riportano a una sola lunghezza grazie a Gibbemeyer e Muresan (20-21). Dugandzic e Petrauskaite ristabiliscono però il vantaggio per le ospiti; chiude Van Hecke con un lungolinea all'angolo (21-15).

Petrauskaite continua ad essere la vera trascinatrice delle sue anche in questa terza frazione aiutata dalla buona prova a muro di Dugandzic. L'attacco della KGS continua invece a latitare e Pistola è costretto a richiamare le sue (2-5); al ritorno in campo sembra che le parole del coach pesarese abbiano avuto l'effetto sperato, ma è Van Hecke a fermare a rete ogni tentativo di rimonta bianco-rossa (4-8). Poi, quando il set sembra riaprirsi, gli errori di Moreno e Tirozzi in attacco vanificano il buon lavoro a muro di Gibbemeyer: Urbino riprende il largo e al secondo time out tecnico il tabellone recita (11-16). Sull'ennesimo muro di Dugandzic, Pistola decide di inserire Valpiani al posto di Signorile in netta difficoltà. La nuova entrata sfrutta il suo buon feeling con Chirichella confezionando due punti, ma il trend è sempre a favore della Chateau D'Ax (16 - 22). Un errore arbitrale rimette in gioco le Colibrì che si avvicinano con un muro di Valpiani su Petrauskaite (19-23). L'errore di Tirozzi e l'attacco di Van Heche chiudono anche questa terza frazione a favore delle ducali (20-25).

Tirozzi e Gibbemeyer si caricano sulle spalle siglando i primi sei punti delle Colibrì; ma Urbino rimane attaccata grazie anche ad una buona difesa e a Van Hecke, precisa in attacco e in battuta (7-8). La corsa di Pesaro per riaprire la partita è però fermata dai troppi errori in battuta che vanificano i cambi palla ottenuti in attacco (13-16). Al rientro in campo le Colibrì sembrano aver alzato bandiera bianca: l'attacco è fermo e Pistola rigioca la carta Valpiani che nuovamente sfrutta la fast con Chirichella (17-19). E' però nuovamente Petrauskaite a salire in cattedra e a siglare due punti pesantissimi per la sua squadra che sembrano dare il ko definitivo alle padrone di casa (17-22). Ultime scintille con Gibbmeyer e Tirozzi, ma proprio l'errore di quest'ultima in battuta dà il match point alle ducali; chiude Paternio sul 22-25.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Pesaro del 17/12/2012

domenica 2 dicembre 2012

La Imoco Conegliano mette a nudo i limiti della KGS battendola per 3 a 0

In una partita costellata da errori da entrambe le parti, la Imoco Conegliano si impone per 3 a 0 su una KGS poco lucida e capace di riscattarsi solo sul finale. Le venete mettono in evidenza tutte le lacune in attacco e in difesa delle Colibrì.
Dopo Bergamo, la KGS Robursport ospita nel secondo impegno casalingo consecutivo la l’Imoco Conegliano, una delle sorprese di questo avvio di campionato. La Imoco infatti, dopo avere acquistato i diritti della serie A1 di Parma, è ora sesta con 10 punti in classifica. Allenata dal marchigiano Marco Gaspari, Conegliano ha in squadra l’ex-pesarese Giulia Agostinetto, la scorsa stagione in maglia biancorossa.

Ma Pesaro-Conegliano è di più di una semplice partita. Infatti, in virtù dell’amicizia che li lega da sempre, i tifosi pesaresi Balusch e i tifosi veneti Non Plus Ultras pranzeranno assieme prima della partita in un ristorante pesarese

Con ancora assente la centrale Efimienko, Gaspari schiera Barcellini in diagonale con Camera, Calloni e Crozzolin al centro, Nikolova e Fiorin in banda, libero Rossetto; Moreno Pino e Signorile, Tirozzi e Muresan in banda, Gibbemeyer e Chirichella, De Gennaro libero.

Partenza un po' contratta per entrambe le formazioni con Pesaro più fallosa che regala tre punti in battuta a Conegliano (7-8) sempre avanti di un break. Nikolova e Barcellini tentano la fuga per la loro squadra, ma Tirozzi in attacco e battuta mantiene le bianco-rosse agganciate. Gli attacchi potenti e precisi di Barcellini mettono però in difficoltà la difesa pesarese e con l'ace di Nikolova la Imoco si porta a +3. (13-16). Tre errori consecutivi di Moreno Pino inducono Pistola a fermare il gioco prima sul 13-17 e poi nuovamente sul muro di Calloni su Tirozzi (14-20). Ma anche nel campo di Conegliano il gioco non è fluido: Calloni sbaglia due attacchi e permette a Pesaro di ricucire il gap (17-21). Le Colibrì - poco lucide (attacco fermo al 29%) e troppo statiche - non ne approfittano; chiude il set una bordata di Nikolova (18-25).

Inizio travolgente di Pesaro targato Tirozzi-Gibbemeyer (5-2), ma sfruttando due errori in battuta delle Colibrì e un'indecisione di Moreno Pino in copertura, Conegliano si riporta subito avanti con un parziale di 5 a 0 (6-8). Pistola prova ad inserire Dekani al posto di una spenta Muresan, ma Barcellini e compagne continuano ad essere efficaci in attacco (6-11) neutralizzando con troppa facilità il muro bianco-rosso. Merito anche del gioco veloce impostato da Camera. La riscossa delle padroni di casa passa attraverso le mani di Moreno Pino e dal centro con Gibbemeyer e Chirichella (12-16) ma le ragazze della Imoco sono più solide e non si lasciano sorprendere: con due pallonetti e Nikolova ancora incontenibile le venete riallungano ancora (14-19). Nonostante i buoni attacchi di Chirichella il set è ormai nelle mani delle ospiti che chiudono grazie proprio ad un errore del centrale bianco-rosso in battuta (19-25).

Pistola lascia Dekan in campo, ma è Tirozzi in attacco e in battuta a trascinare le sue in questo inizio di terza frazione (7-4) e a obbligare Gaspari al time out. Il trend cambia a conclusione di un'azione concitata che va a favore delle ospiti e ridà loro fiducia (7-8). Pistola getta nella mischia Manzano - al posto di Chirichella- e riprova Muresan, ma la confusione in campo pesarese è ancora molta e il gioco ne risente (10-13). Neppure il gioco di Conegliano è però lucido e con due errori in attacco rimette in corsa Pesaro (13-15). Proprio quando la partita sembra girare a favore delle padrone di casa, una fre-ball cade nel campo delle Colibrì senza che nessuno la chiami: un errore che riassume il momento difficile in casa bianco-rossa (11-16). Tirozzi si carica nuovamente la sua squadra sulle spalle ma il muro di Fiorin su Gibbemeyer sembra chiudere definitivamente i conti (16-19). Sembra; perché le ospiti si rilassano troppoi e permettono nuovamente alla KGS di rifarsi sotto (19-21). Il muro di Manzano su Fiorin vale il -1 (22-23); ma è troppo tardi: Camera si rifugia da Barcellini che firma gli ultimi due punti della gara: 23 a 25.

Forse la peggior KGS di tutta la stagione; ne è convinto anche Pistola che ne post partita ammette che “in questa partita sono emersi tutti i limiti di questa squadra sia in attacco che in difesa: Camera è stata brava a velocizzare il gioco e questo ci ha impedito di giocare bene a muro. A peggiorare la situazione ci si è messa anche la giornata storta di diverse giocatrici. Ora arriviamo a Bologna con tanta pressione addosso e dovremo lavorare anche molto per colmare tutte le lacune che sono emerse questa sera”.