mercoledì 20 giugno 2012

Mi fido di te : Paola Croce e Margot


Tu, tu , tu , I just come to say “Margot”...ehm....forse è “hello”, ma qui a casa, noi la cantiamo così e a me piace troppo! Come perché? Perché ci sta benissimo e poi Margot è il mio nome! Beagle, 7 anni, marrone e nero e.... con dei collari così belli da fare invidia a chiunque. Eh sì, i collari sono la vera passione di Paola, la mia padroncina; me ne ha comprati di tutti i tipi e di tutti colori: rosa, rosso, blu, e persino con le borchie. Il mio preferito? L'ultimo arrivato con la medaglietta a forma d'osso, la bandiera italiana e la scritta “Margot 3”. 

No, no... non voglio prendere il posto di Paola in nazionale come libero; ci mancherebbe altro: io i palloni più che riceverli al massimo li guardo volare sulla mia testa durante gli allenamenti! Ma questa medaglietta indica quanto io sia legata a Paola e che in fondo la pallavolo fa parte della mia vita come della sua. La seguo spesso negli allenamenti e durante le partite, anche se, a dire la verità, dormo per quasi tutto il tempo; diciamo che quello che mi lega alla pallavolo è un'altra cosa: la mia passione per il borsone di Paola e soprattutto per le sue ginocchiere. Rosse, blu, nere e bianche poco importa per me: io le prendo tutte e mi piace morderle e persino rosicchiarle un po'. Anche se mi accontento di tutto ciò che trovo dentro la sua borsa: da qualche anno, per esempio, la mia attenzione è stata catturata dalle borracce. Quando le vedo vengo colta da una vera e propria ispirazione: per questo, dopo averci giocato per un po' di tempo in casa, corro in giardino e le pianto nelle fioraie. Dei veri capolavori di arte ...”sportiva”! Sì, lo ammetto, sono un po' “casinista” e quando ero piccola ne combinavo davvero di ogni alla povera Cruz: nel nostro primo anno di convivenza mi sono mangiucchiata il cavo della televisione e di un carica batterie. E se non bastasse, mi divertivo a svegliare Paola di notte a qualsiasi ora per l'emergenza “bisognino”. Penso che in quei primi tempi alla mia padroncina fosse passata veramente la voglia di avere un cane!

 E pensare che era da tanto tempo che ne desiderava uno! Fin da piccola infatti, lei aveva avuto sempre e solo dei gatti, ma aveva chiesto spesso a sua madre di poter comprare un cane. La risposta che si sentiva ripetere era che l'appartamento di Roma in cui vivevano era troppo piccolo e che un giorno, quando sarebbe stata più grande e avesse avuto una casa con un giardino, avrebbe potuto prenderlo. Gli anni sono passati, il giardino Paola non ce l'aveva, ma l'idea di avere un cane le ronzava ancora per la testa. Mentre si trovava a Bergamo e si sentiva un pochino sola, ha deciso di dare una sbirciatina su internet per vedere le varie razze di cane e dove poterne comprare uno. Così è arrivata fino ad un allevamento di Mantova dove c'erano rimasti due cuccioli di Beagle: uno un po' cicciotto e molto esuberante, l'altro più piccolo e talmente timido da rannicchiarsi in un angolo sotto un tavolo. Indovinate quale ero io? Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: io ero quella timida! Chi l'avrebbe mai detto!? Paola mi ha preso sulle sue braccia e, mentre lei parlava con la proprietaria dell'allevamento, io mi sono addormentata succhiandole il lobo dell'orecchio. L'ho conquistata subito e penso che anche per lei sia stato amore a prima vista. Anche adesso, quando mi guarda vedo che si commuove guardando il mio musetto: non saprei immaginare la mia vita senza di lei e penso che per Paola sia lo stesso. All'inizio, forse, ho un po' approfittato del fatto che non avesse mai avuto un cane prima d'ora e che quindi non sapesse davvero come comportarsi con me. Non sapeva come gestire i miei bisogni ed integrarli nella sua vita e orari da pallavolista. Sono aspetti che qualche volta colgono un po' impreparati gli umani...ma non sempre avere un cane è così semplice come sembra! Inoltre...Paola era davvero troppo buona! Mi sa che tutte quelle moine iniziali l'avevano resa troppo morbida con me: mi straviziava e mi assecondava in tutto! Poi, un giorno, la mia padroncina ha capito che doveva cambiare comportamento e che per governarmi ci voleva un polso un po' più duro. Così, anche a suon di sgridate, ho capito quello che Paola esigeva e mi sono adattata. Un esempio? Dopo le 9 di sera mi hanno fatto capire che non posso più scendere di casa e quindi.... i miei bisogni li devo fare prima. Inoltre, ho imparato a non disturbare il sonno di Paoletta: finché non vedo un raggio di sole spuntare dalla finestra, anche se è mezzogiorno, io non mi muovo.

 Ma su una cosa, proprio non sono scesa a compromessi: dormire sul suo lettone. Non mi interessa se mi ha comprato una cuccia nuova di zecca – mi hanno detto che addirittura si intona con la sua camera da letto – io voglio dormire lì con Paola! E ora ho anche un alleato in più: Roberto, il suo ragazzo ! È lui che adesso mi chiama per salirci su...e io certo non me lo faccio ripetere due volte. Inoltre, grazie a lui, ho anche degli amici di zampa con cui divertirmi e passare i pomeriggi in cui Paola è via per le partite: sono Nelson, Bahia e Adriano, i suoi tre Beagle e i miei compagni di giochi in giardino! Oltre al dormire sul lettone, un'altra cosa su cui mi sono davvero impuntata sono i vestiti: passi che quando ero piccola ero molto delicata e mi dovevo coprire il pancino.... ma adesso guai a chi prova a mettermi un maglioncino! L'ultima volta che Paola ha provato a farmi indossare un impermeabile, ho messo il broncio e non mi sono mossa fino a quando non me l'ha tolto. Sono buona sì...ma ho il mio caratterino! Ma a Paola posso perdonare tutto: anche il cambiare casa continuamente. In fondo, per me, l'importante è stare insieme a lei e la seguirei davvero ovunque: il mio amore per lei è puro, autentico, e anche se un po' esuberante, davvero fedele. Ma a quanto pare ho finito di girovagare per l'Italia; sembra proprio che la mia padroncina abbia finalmente trovato casa!

L'articolo originale è pubblicato sul numero di giugno 2012 di Pallavoliamo
La foto è di Paola Croce. 

martedì 12 giugno 2012

Tennis: Sharapova troppo forte per Errani; è lei la nuova regina di Parigi

PARIGI - Niente da fare per l'azzurra di Sara Errani che si arrende per 6-3, 6-2 allo strapotere fisico e tecnico di Maria Sharapova nella finale del Roland Garros. Niente lacrime, ma solo tanti sorrisi e con la testa già a Londra.
Dopo il trionfo nel doppio assieme alla compagna di Fed Cup, Roberta Vinci, Sara Errani cede in due rapidissimi set alla neo numero uno del mondo Maria Sharapova.

Davvero troppo lo strapotere fisico e tecnico della russa che costringe l'atleta azzurra a fondo campo infilzandola di vincenti e palle potenti. Sara lotta su ogni pallone, annulla persino due match-point; ma non puo' fare nulla di più. Un 6-3, 6-2 che sembra una vera e propria condanna per Sara. Ma non è così. A fine gara, con il sorriso sulle labbra dedica il premio al pubblico parigino che l'ha sostenuta durante il match ed è uscita a testa alta da un'arena che l'ha vista esprimere per due settimane il suo miglior tennis, sia in singolare che in doppio. Grazie a questo risultato Sara diventa da oggi la tennista numero 10 del mondo e la prima d'Italia.

Maria Sharapova, grazie a questa vittoria, conclude il suo grande slam personale (dopo aver trionfato a Wimbledon, US Open e Australian Open rispettivamente nel 2004, 2006 e 2008) e ritrova la prima posizione mondiale dalla quale mancava dal 2009 dopo l'infortunio. La siberiana ha sfruttato molto bene il servizio non irresistibile dell'italiana, aggredendo su ogni risposta e breckando l'azzurra per ben sei volte nel corso della partita.

Ora per Sara l'obiettivo diventa uno: le Olimpiadi di Londra con la sua compagna di doppio. Un obiettivo, che dopo questo Roland Garros, sembra davvero alla loro portata.

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 11/06/2012 

Tennis: Errani e Vinci regine del doppio femminile

PARIGI - Sara Errani e Roberta Vinci si aggiudicano il Roland Garros nel doppio femminile superando in finale Maria Kirilenko e Nadia Petrova per 4-6 6-4 6-2. Per i colori azzurri si tratta del primo trionfo nel doppio in una prova dello slam.
Sara Errani e Roberta Vinci sono da oggi le nuove regine del doppio femminile. Dopo aver sfiorato l'impresa lo scorso gennaio a Melbourne, le due azzurre hanno  conquistato il primo slam di una coppia al femminile tutta italiana sulla terra rossa di Parigi, la stessa che lo scorso anno ha sorriso a Francesca Schiavone e che sabato vedrà nuovamente Sara Errani protagonista della finale femminile.

La vittoria contro la coppia russa Kirilenko-Petrova, arrivata per 4-6 6-4 6-2 dopo quasi 2 ore di gioco e l'interruzione per pioggia, è stata una vera e propria lotta che ha visto prevalere la solidità e l'unione del duo azzurro.

Le russe partono subito forte con il loro turno di servizio e strappandolo subito alle italiane nel secondo game a causa di qualche errore a rete di Roberta Vinci. Nel 3° gioco le azzurre volano sul 15-40, ma sul più bello cozzano contro il buon servizio della Kirilenko, che insieme alla sua compagna piazzano 4 punti di fila ribaltando il game. 3-0 Russia. Sul 4 a 1 inizia la prima rimonta azzurra che agganciano le avversarie ma con tre palle break non sfruttano l'occasione e permettono alle russe di chiudere il 1° set a loro favore con il punteggio di 4-6.

Il secondo set si apre con dei ritmi molto più intensi e veloci. Questa volta è l'Italia a strappare il servizio alle avversarie e portarsi avanti per 3-2. La pioggia interrompe però la rincorsa azzurra per circa 15 minuti: al ritorno in campo Errani e Vinci riconfermano subito il break e si portano sul 4-2. Ma la Kirilenko fa di nuovo la differenza a rete: due vincenti mettono in condizioni le russe di operare il contro break, che si concretizza quando la Vinci affossa in rete un dritto sul 30-40 (4-4). Sara suona però la riscossa e, sfruttando alcune incertezze in battuta della Petrova, le italiane riescono a chiudere il set (6-4).

Nessuna delle quattro giocatrici ci sta a perdere, e l'avvio del 3° set è durissimo con le due azzurre costrette ad annullare ben 3 palle break. La Kirilenko sembra accusare la tensione e i suoi errori a rete portano le italiane avanti di 2-1. Con un perfetto game al servizio Sara Errani allunga poi la serie vincente (8 punti a 0) e conferma il break per le azzurre che volano sul 4 a 1. L'inerzia è ormai tutta dalla parte della coppia italiana: Petrova e Kirilenko sembrano aver perso i loro punti di riferimento e spianano la strada per il successo a Errani e Vinci pur continuando a lottare fino all'ultima palla.

Le due italiane entrano così nella storia, ma per Sara Errani questo non è che l'antipasto. Sarà infatti lei a contendere a Maria Sharapova lo scettro nella finale di sabato pomeriggio. Riuscirà lo "scricciolo" a sconfiggere la possente Masha?

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 09/06/2012