martedì 24 aprile 2012


London 2012 Olympic Games Film prodotto dalla P&G.

Appena l'ho visto me ne sono innamorata, forse perché assomiglia tanto alla rubrica Cuore di Mamma di cui sono davvero tanto orgogliosa e che nel prossimo numero dedicherò alla mamma che mi ha dato la giusta ispirazione per questa idea! Quindi, voglio dedicare uno spazio a questo bellissimo video, perché ne sono certa, dietro un grande atleta, c'è sempre il cuore e l'amore di una mamma!

mercoledì 18 aprile 2012

Mi fido d Te: Sam e Francesca Mari


Chissà se nella prossima campagna che farai a favore dell'Avis non ci metteranno anche il mio bel musone o la mia impronta? Mi piacerebbe davvero tanto aiutarti in questa tua iniziativa così importante e alla quale tu tieni molto. Chissà... in fondo mai dire mai mia cara Chicca! In fondo, tu eri quella che diceva che un cane, no, non lo avresti mai preso, e invece, eccomi qui da quasi un anno! Eh sì...alla fine il piccolo Sam ti ha conquistata: l'estate scorsa tu eri venuta a Pesaro a vedere una cucciolata di Cavalier King e quel giorno mi ricordo che eri pure passata davanti a me senza notarmi; fortuna che ci ho pensato io a prendere l'iniziativa e ti sono corso dietro attaccandomi alla tua gamba! Diciamo proprio che in questo caso non è stato il padrone a scegliere il cane, ma esattamente il contrario! E poi, sempre per la serie “io non gli comprerò mai i vestiti” ecco che mi ritrovo con il mio guardaroba personale: un bel impermeabile giallo per quando piove e un maglione a righe all'ultima moda. Va bene lo ammetto: me li hai comprati perché io tremo in continuazione e soprattutto perché su a Modena quest'anno ha fatto davvero tanto tanto freddo e tu non sopportavi vedermi soffrire così...comunque rimane il fatto che ti ho davvero conquistata e per me sei pronta a fare anche qualche pazzia!

Io poi, sono un cane molto ostinato e quando mi metto in testa di ottenere qualcosa, alla fine la ottengo sempre. Quel giorno, quando ti avevo scelta, ero sicuro che mi avresti portato via con te: non ho dubitato nemmeno un secondo; neanche quando sei partita per una vacanza negli Stati Uniti e mi ha riportato alla famiglia da cui mi avevi preso per qualche giorno. Anche in quel momento sapevo che non mi avresti lasciato... e così è stato. Come dici spesso tu, io sono il cane ideale per te: di piccola taglia, affettuoso e anche buffo. Ricordi una delle prime volte che sono arrivato a casa tua e cercavo di salire sul divano? Ero davvero piccolo e quel divano era troppo alto...ci ho provato e riprovato e ho rischiato di rimanerci pure incastrato! Quanto ridevi davanti alle mie peripezie! E poi sono un cane “abbastanza” tranquillo. Dico abbastanza perché anche se mi puoi portare davvero ovunque – persino dentro la borsa o al mare sul lettino - ho ancora solo nove mesi e quindi ogni tanto mi lascio prendere dall'euforia. Per esempio, quando hai gli allenamenti io normalmente me ne sto buono buono ma, appena inizi lo stretching, volo da te e quei buoni cinque minuti non mi “schiodi”!

Durante le partite però, so come comportarmi, anche perché tu mi ha insegnato a stare lontano dai palloni: ogni tanto, qualche bambino ci prova a tirarmelo, ma io “nisba”...non ci casco! Non mi muovo neppure quando andiamo a vedere a giocare a beach-volley Riccardo. Preferisco di gran lunga il peluche che le tue compagne di squadra mi hanno regalato. Eh sì: con quel cane io ci dormo, ci gioco ed è diventato il mio migliore amico! Un regalo davvero azzeccato: e come potrebbe essere altrimenti? Ormai sono diventato anche io un membro della Lui Jo a tutti gli effetti e quindi tutte conoscono bene i miei gusti: vengo a vedere le partite, assisto agli allenamenti e sono presente persino negli spogliatoi nel post partita. Mi manca solo la maglia e sono pronto ad entrare in campo! Così almeno potrei davvero stare sempre con te: non te l'ho mai detto – anche se te ne sarai certamente accorta dal mio sguardo - ma quando mi lasci da solo io divento triste. Lo so che neanche a te fa piacere lasciarmi da qualcun altro quando sei in trasferta, anche perché cambiare sempre casa non è facile nemmeno per me: una volta a Modena, una volta a Pesaro, una volta a Parma... rischio davvero di perdere la bussola!

Ma a dire il vero mi piace viaggiare: sono un cane “on the road” io! Ho pure la mia valigetta con tanto di croccantini e giochi vari fatta apposta per i viaggi con te e Riccardo. Passo molto tempo insieme a voi e ho già macinato parecchi chilometri....prima o poi troverete il modo di portarmi anche in moto, lo so! A dirla tutta, a me piace viaggiare perché così ogni tanto posso dormire sul lettone con te! A casa, diciamo che è vietato – anche se quando ti alzi alle sette e un quarto, io quei sei minuti di gloria sul letto me li godo proprio tutti – e quindi quando siamo fuori, la legge del letto non vale e io posso approfittarne! A parte questa piccola mia fissa, sono un cane ubbidiente e senza particolari “grilli per la testa”. Per esempio, il cibo; non ho esigenze particolari: io mi mangio i miei croccantini nella mia bella ciotola personalizzata e sono contento. Certo, carne e verdure mi piacciono, ma so adattarsi a tutto: se siamo in giro e mi dai da mangiare in un piatto di plastica, non rifiuto di certo! Un cane davvero perfetto che tutti vorrebbero avere! Giusto Chicca? Me lo ripeti spesso e dici che sei stata davvero fortunata ad avermi trovato: un cane, in fin dei conti, riempe davvero la vita di una persona, a prescindere che si tratti di una giocatrice o di un banchiere. In fondo, penso che sia davvero incredibile per voi umani l'affetto che riusciamo a darvi quando tornate da una giornata fuori e quanta compagnia possiamo fare la sera quando vi rilassate sul divano.

Noi cani non distinguiamo proprio bene il passare del tempo, e quindi quando vi allontanate anche soli cinque minuti per noi possono essere un'eternità. E vai con le feste allora! Io do sempre il meglio di me ogni volta che ti vedo arrivare e ti voglio tutta per me! Adoro poi quando mi porti a passeggiare nei parchi a Modena e anche di più quando mi lasci correre lungo la spiaggia libera di Pesaro. Certo, un cane cambia la vita, sia nel bene che nel male: lo so che quando piove e mi devi asciugare tutto prima di entrare in casa non sei proprio contenta, o che quando sto male sei giù perché non sai come comportarti... ma come dici sempre tu, l'importante è sapersi organizzare e poi tutto andrà per il meglio!

In fondo, io sono il tuo Sam, senza troppi fronzoli o nomi altisonanti: il tuo buffo, unico, piccolo Sam.

L'articolo originale è pubblicato sul numero di aprile di Pallavoliamo nella sezione Mi Fido di Te. La foto è di Francesca Mari.

Ultrasportivi: i Villa Volley Boys a Baku


Se qualcuno mi avesse detto che quella piccola squadra di B2 si sarebbe giocata, da lì a qualche anno, le finali di Champions League e che da quel piccolo palazzetto con la torretta avrebbe disputato una gara in un palace immenso... io non ci avrei di certo creduto! E invece eccoci qua, a Baku a “cantare sempre Villa Cortese” nelle finali della competizione per club più importante d'Europa. Con me, Alessandro, ci sono altri sette Villa Volley Boys - Janno, Luca, Lollo, Pilu, Marco, Davide e Michael - e una ventina di sostenitori che hanno fatto di tutto per essere presenti a questo grande avvenimento: alcuni di loro hanno saltato delle trasferte in campionato solo per essere presenti a questa finale!

Qualcuno potrà obiettare che non siamo tantissimi, ma ottenere il visto e organizzare il viaggio è stata una vera e propria impresa: infatti, per questa trasferta europea ci siamo autogestiti e, dopo aver trovato la miglior offerta su internet, ci siamo mossi per ottenere il visto, il mio “spauracchio” più grande. Infatti, tante persone, tra cui Sara Anzanello e Raffaella Calloni, ci avevano detto che ci sarebbe voluto tanto tempo per riceverne uno e che quindi dovevamo muoverci in fretta. Con nemmeno due settimane disponibili avevo paura di non farcela e invece... dal mercoledì al venerdì avevo il passaporto fatto e finito con tanto di visto azero! Ma forse è stata solo fortuna perché la settimana dopo a Baku si festeggiava la settimana della primavera e quindi hanno sicuramente forzato un po' i tempi. Non parliamo poi del viaggio a Roma per andarli a prendere: un'odissea non stop da Milano e nottata in bianco per poi essere risvegliato il giorno dopo dagli amici per seguire il Villa nella trasferta di Pesaro: un tour de force vero e proprio... ma lo si fa perché c'è la voglia e lo spirito di stare vicino alla propria squadra. Bisogna poi considerare il fatto che questa stagione non è stata affatto facile per Villa Cortese: la mancata qualificazione alle finali di Coppa Italia, la sconfitta contro Bergamo in Supercoppa e qualche punto di troppo perso in campionato non hanno certo aiutato a mantenere tutti uniti. Ma noi in questi due giorni di Coppa c'eravamo e ci siamo “armati” fino ai denti per sostenere le nostre ragazze al meglio. E per tifare come si deve, non poteva certo mancare lo storico striscione di Scrat e il pallone da pallavolo: dopo 200 partite è un po' vissuto, ma ha per noi un grande valore affettivo e non poteva mancare oggi a queste finali! Lo abbiamo realizzato in occasione della Coppa Italia di serie B contro Verona e Scrat ci sembrava il personaggio ideale per rappresentarci perché è simpatico senza essere però arrogante. Non abbiamo preparato coreografie speciali per queste finali, ma quello che contava di più oggi era la nostra presenza perché nessuno si aspettava che venissimo persino qui a Baku. E poi c'erano sono i nostri cori: ne abbiamo fatto uno – riadattato per l'occasione - anche per Sara Anzanello, presente alla partita con Raffa Calloni. Due grandi della nostra squadra: non potete immaginare che emozione poterle riabbracciare e farci una foto dopo tanti mesi!

Ma il momento che personalmente mi porterò per sempre nel cuore è stato quando Paola Cardullo, nostra avversaria nella semifinale contro il Cannes, è venuta a salutarci! Paola avrà per sempre un posto speciale nei cuori di noi Villa Volley Boys! Siamo arrivati qui a Baku venerdì e abbiamo quindi avuto modo e tempo di visitare la città …. e di farci notare: eravamo infatti vestiti un po' tutti uguali, con le sciarpe, le felpe e i trolley di Villa Cortese, tanto che per strada ci scambiavano per una squadra vera e propria; anche se a dirla tutta era una cosa davvero impensabile visto il nostri fisici che non si avvicinano minimamente a quelli di uno sportivo professionista! Per far capire agli azeri che eravamo semplicemente degli italiani che seguivano la pallavolo, la parola chiave era Sara Anzanello: è davvero conosciuta a Baku! Seguendo le orme delle nostre giocatici, abbiamo inoltre avuto modo di scoprire e studiare gli usi e i costumi azeri.

La cosa che mi ha più colpito? La completa assenza di un codice della strada. E fortuna che Sara ci aveva avvertiti! Le macchine sorpassano sulla destra e agli incroci si buttano dentro senza pensarci troppo: sembra di essere sugli autoscontri! Si guida nel caos più completo, ma paradossalmente, non ho visto nessun incidente. Al contrario, tutto è oliato come un meccanismo perfetto! Noi ne abbiamo avuto un assaggio nei nostri spostamenti in taxi. E anche qui ce ne sarebbero di cose da dire! La cosa più divertente è contrattare il prezzo della corsa con il proprio taxista: così poteva accadere che per lo stesso tragitto io pagassi 10 manat – la moneta locale - e i miei compagni su un altro mezzo ne pagassero il doppio! Un'altra stranezza è stato scoprire che l'entrata per le finali era gratuita! Il sogno di ogni tifoso! E che dire poi del fatto che per arrivare alle nostre tribune si passava direttamente davanti agli spogliatoi delle quattro squadre e che non c'era nessuno a controllare? Qui a Baku, in poche parole, fanno molto a fidarsi. Per altre molte cose invece sono addirittura più avanti di noi. Pensate che qui il wi-fi è ovunque e che Baku sia una città in continuo rinnovamento: strade, edifici ed interi quartieri; qui tutto è in fase di modernizzazione.

L'unica tradizione che sembra non soffrire questo processo è il tè, la bevanda che qui a Baku ho imparato ad apprezzare più di ogni altra cosa...anche perché il caffè è davvero imbevibile. Ma torniamo alla pallavolo e alla nostra finale. Lo Heydar Aliyev Sport Palace è un impianto enorme ed è forse per questo che oggi sembrava davvero vuoto! Ecco, se dovessi trovare una pecca a questa trasferta azera, sarebbe proprio il desolante spettacolo offerto dal palazzetto, soprattutto il giorno della “finalina” per il terzo e quarto posto: saremo stati 200 persone al massimo e dispiace perché si tratta comunque di una finale di Champions! Senza contare il fatto che fosse una grande occasione per attirare attenzione verso questo sport. Ho visto più gente in occasioni meno importanti...ma da una parte è stato meglio per noi perché ci siamo fatti sentire e abbiamo sovrastato facilmente il vuoto e il tifo avversari. Parlando di tifo, questa trasferta è stata una grande occasione per allargare le proprie amicizie. Durante la nostra semifinale contro Cannes, infatti, alcuni ragazzi turchi sono venuti a tifare con noi e abbiamo scambiato un po' di sciarpe e, magia del volley, ora ho amicizie pure in Turchia e Azerbaijan: un ragazzino ha voluto persino fare la foto con noi e noi lo abbiamo premiato con una nostra sciarpa inaugurando così la sezione dei VVB a Baku! Per ricambiare il favore, siamo poi andati ad unirci ai supporters turchi: il loro tifo è bellissimo, pieno di passione! Riescono a trasmettere tanto e anche se sono in 10 a cantare in piedi, tutti poi li seguono. Il coro più bello – anche se non ho la più pallida idea delle parole - è quello in cui uno dice una frase e gli altri rispondono fino a che tutti diventano un coro solo; credetemi, è di grande impatto e spesso i tifosi turchi lo fanno anche con le proprie giocatrici che si uniscono volentieri a quell'unisono di voci.

Un tifo così è davvero coinvolgente! Pensare di vincere la Champions era un sogno e purtroppo tale è rimasto... ma le nostre ragazze sono davvero uniche: alla fine della patita sono venute – come del resto fanno sempre - a ringraziarci e in qualche modo a “scusarsi” per quelle due sconfitte. Io personalmente sono rimasto colpito da Federica Stufi che ci ha detto di essere dispiaciuta e che avrebbe voluto dare di più! È stato un gesto davvero bello che dimostra il grande senso di attaccamento di questa ragazza nei nostri confronti e verso questa squadra! E prendendo esempio da lei, noi cercheremo di dare sempre di più per le nostre ragazze e per questa società!

L'articolo originale è pubblicato sul numero di aprile di Pallavoliamo nella sezione Ultrasportivi. La foto è di Alessandro Barozzi.

La fabbrica dei sogni: Ilaria Battistoni


Prima dei grandi successi, delle grandi squadre e dei campi internazionali, anche le campionesse hanno fatto la loro gavetta: così, prima di diventare l'alzatrice della nostra nazionale, Eleonora ha calcato i campi della serie C e della B1 con la Pallavolo Omegna; prima di diventare la regista dei tre scudetti della Scavolini, Francesca dirigeva le sue compagne nel campionato di B2 con la Giovolley Reggio Emilia; e lo stesso sta facendo la giovane protagonista della nostra rubrica: Ilaria Battistoni, classe 1996, alzatrice della Snoopy Pesaro nei campionati di Under 16, Under 18 e serie C.

E chi potevano essere i suoi due modelli se non Leo Lo Bianco e Francy Ferretti – con cui condivide il numero di maglia? “Ferretti e Lo Bianco sono i miei due modelli di riferimento e, a parte il ruolo, sono le mie giocatrici preferite. Ammiro come gestiscono le proprie squadre e soprattutto di Francesca, come si rapporta con le proprie compagne. Quando guardo le loro partite cerco di studiare ogni minimo dettaglio del loro gioco e del loro comportamento”. Uno studio che Ilaria deve aver fatto con grande cura visti i risultati che questa giovane ragazza ha ottenuto in questi ultimi anni: un premio come miglior palleggiatrice, uno come miglior giocatrice, il passaggio alla Snoopy di Pesaro, la Coppa Marche con la squadra di serie B1, una convocazione nella rappresentativa regionale e, se non bastasse, una per uno stage della nazionale Pre-Juniores. Ma andiamo con ordine. Ilaria è cresciuta a pane e volley nella provincia di Pesaro seguendo le orme della madre e le gesta delle giocatrici che guardava in TV: “ ho iniziato a giocare nove anni fa quando facevo la seconda elementare. La mia prima società è stata quella dell'Adriatica Volley di Fano con la quale ho iniziato i corsi di mini-volley. Mia madre giocava a pallavolo ed è stata lei a trasmettermi la passione per questo sport. In realtà, da piccola, avevo iniziato a fare danza, ma poi, guardando la Tv mi sono innamorata della pallavolo e ho deciso di provare. Quello che mi è piaciuto di più di questo sport è stato l'aspetto di squadra che sinceramente mi attira molto di più rispetto a quello di un gioco individuale. Il ricordo più bello di questi inizi è legato proprio ad uno dei primi tornei di mini volley che ho giocato in giro per le città della provincia. Per me si trattava delle prime partite in cui mi confrontavo con altre ragazze della mia età, ed è stato in una di queste occasioni che ho vinto il mio primo trofeo. Eravamo a Fossombrone e ricordo che si giocava in piazza sui ciottoli del centro città”.

Da quei primi palleggi su campi un po' “spartani”, grazie al lavoro e i consigli di Leonardo Bomboni, Ilaria inizia a farsi notare per il suo tocco di palla, tanto che Beppe Galli la vuole nella rappresentativa della regione Marche: “ci incontravamo in varie parti delle Marche per formare il gruppo che poi sarebbe andato a Torino a disputare il Torneo delle Regioni. Anche se siamo arrivate seste, la medaglia che mi hanno dato è stato il riconoscimento più importante che ho ricevuto sino ad ora” e anche se Ilaria non vuole ammetterlo, lei era lì assieme alle atlete più forti delle varie regioni. Dopo otto anni con la maglia dell'Adriatica e un premio come miglior giocatrice nelle finali provinciali, lo scorso anno per la giovane palleggiatrice è arrivato il momento del grande salto con la Snoopy di Pesaro: “ricevere una proposta da una società importante non solo a livello regionale ma anche nazionale è sempre una grande soddisfazione. Avevo conosciuto Stefano Gambelli, l'allenatore della Snoopy, in occasione delle provinciali e mi aveva proposto di seguirlo a Pesaro. A gennaio dello scorso anno poi Stefano mi ha contattato per telefono per propormi questo passaggio e l'idea di poter giocare con loro, sinceramente, mi entusiasmava davvero: essere chiamata da una società come la Snoopy a soli 15 anni non è una cosa da tutti i giorni!” . Ma con il grande salto, sono arrivate anche delle responsabilità più grandi. “Quando mi hanno proposto la C ero un po' preoccupata: per me che provenivo dalla serie D era un salto di categoria importante e avevo un certo timore soprattutto perché il gioco è molto più rapido ed, essendo la palleggiatrice, avrei dovuto gestire io i tempi d'attacco delle mie compagne. Per non parlare poi degli schemi! All'inizio, naturalmente, ho avuto qualche difficoltà, ma allenamento dopo allenamento ho iniziato ad impararli e ora stanno diventando sempre più naturali. Inoltre, sono la più piccola del gruppo e mi trovo a ricoprire un ruolo importante: non sono ancora un vero leader in squadra, ma sto imparando a prendere le mie responsabilità e mi stanno insegnando a gestire il tutto. Però, dall'altro lato, tutti mi coccolano molto...e devo dire che anche questo è bello!” In realtà, il debutto assoluto in maglia Snoopy Ilaria lo fa a settembre con la squadra della B1 in occasione della Coppa Marche: “ero appena arrivata e mi sono trovata subito in campo in una serie totalmente nuova per me e con dei ritmi incredibilmente più alti a quelli a cui ero abituata all'Adriatica”.

Un salto che potrebbe “bruciare” in fretta una giovane atleta, ma non Ilaria che anzi, tolta la maglia della serie B, si è rituffata con tanto entusiasmo nell' Under 16 facendo tesoro di quello che aveva imparato nella serie maggiore: “giocando con persone più grandi sono cresciuta più velocemente di testa e mi sento più matura. E penso che questo mi abbia aiutato molto quando ho disputato il Torneo di Natale a Montepulciano. Partecipavano varie squadre del centro Italia e siamo arrivate seconde perdendo la finale contro Casal de' Pazzi di Roma. Per me sono stati tre giorni indimenticabili! Si trattava del primo torneo con l' Under 16 della Snoopy e quindi era la prima esperienza fuori con quel gruppo e con quegli allenatori: passare tre giorni insieme a stretto contatto è stato fondamentale per creare il giusto affiatamento tra di noi”. Quel torneo ha inoltre regalato ad Ilaria un altro trofeo da aggiungere alla sua personale bacheca: “niente...ho ricevuto il premio come miglior giocatrice: in realtà, è stata una scena buffa perché alla fine della partita, un signore si è avvicinato e mi ha chiesto “nome e cognome”. Io non capivo il perché: ho risposto, ma non ero molto convinta della cosa. Quando ho scoperto di cosa si trattava... sono stata felicissima! Ora è in bella vista nella bacheca in cui tengo tutte le medaglie”.

A sentire lei sembra che non si tratti di grandi cose, ma se Mencarelli l'ha voluta allo stage per la sua nazionale Pre-juniores, state certi che Ilaria ha davvero qualcosa di speciale “con Mencarelli a Roma sono stati tre giorni bellissimi, perché comunque è stata un'esperienza nuova dove ho avuto modo di conoscere ragazze da tutta Italia e confrontarmi con realtà pallavolistiche assai diverse. Anche se non erano presenti le giocatrici della nazionale pre-juniores, ho imparato molto anche perché il livello era abbastanza alto: credo di aver fatto bene, ma la certezza la avrò solo a maggio quando ci sarà una seconda convocazione”. Da brava palleggiatrice, Ilaria è sempre molto attenta a parlare del gruppo e delle relazioni che si creano all'interno della squadra, anche se ammette che ancora non riesce ad essere una vera trascinatrice: “di carattere sono abbastanza timida, ma sto migliorando, quindi pensa come ero prima!” - scherza la giovane promessa del nostro volley non proprio a suo agio davanti al registratore per l'intervista - “In campo sono più grintosa, o meglio, lo sto diventando: non sono ancora una che urla, ma so tirare fuori la voce quando serve. Inoltre, sono una ragazza testarda e quando mi prefiggo un obiettivo cerco di ottenerlo in tutti modi”.

Nel suo caso, l'obiettivo si chiama Scavolini Pesaro: “il mio sogno, come quello di molte ragazze che giocano è quello di poter arrivare in serie A. Se potessi scegliere io la squadra, sarebbe senza alcun dubbio la Scavolini Pesaro, magari con la maglia numero 10, quello indossato da Francesca Ferretti. Ma per il momento mi accontento della serie B1. Ho infatti ancora molto da imparare, soprattutto in difesa dove dovrei essere più dinamica”. In fin dei conti, Ilaria ha appena spiccato il suo volo: dove la porterà la sua passione, il suo cuore e soprattutto il suo talento, solo il tempo potrà dirlo!.

L'articolo originale e la foto di Davide Gennari sono pubblicati sul numero di aprile di Pallavoliamo nella sezione La fabbrica dei sogni.

venerdì 6 aprile 2012

Semifinali playoff 2011-12: gara 3 Villa Cortese -Bergamo


Gara 3: per tutti gli appassionati di volley non potrebbe esserci miglior epilogo per questa semifinale tra MC Carnaghi Villa Cortese e Foppapedretti Bergamo. Soprattutto se si pensa alle due partite precedenti: un turbinio di emozioni, grinta e grande pallavolo! Le prospettive per un'altra gara dall'alto tasso emotivo ci sono quindi tutte e il Palaborsani è infatti pieno in ordine di posto. Un colpo d'occhio che fa davvero bene al morale di tutte le giocatrici in campo accolte da un grandissimo applauso al loro ingresso in campo. Abbondanza deve fare a meno di Puerari e schiera quindi Carocci nel suo starting six assieme a Berg, Pavan, Cruz, Bosetti Lucia, Guiggi e Wilson; Mazzanti invece ha a disposizione il suo sestetto titolare con Serena, Quaranta, Piccinini, Vasileva, Nucu, Arrighetti e Merlo.

Ad aprire le danze di questa sfida decisiva tra le due finaliste della scorsa stagione è Wilson che servita perfettamente da Berg, mette in campo una fast micidiale. Serena, al contrario, deve prendere ancora le misure: la sua alzata per il capitano è troppo corta e consente il primo mini break alla padrone di casa. Bergamo trova però subito la contromisura vincente: cercare di impegnare Carocci in difesa mandandola in difficoltà; così dopo tre attacchi non andati a buon fine, Piccinini trova finalmente la via del punto riagganciando subito le avversarie. Il libero di Villa è in difficoltà evidente, ma ci pensa Pavan a sistemare le cose a rete a suon di attacchi e di muri (6-3). Entrambe le formazioni forzano molto in battuta commettendo vari errori, ma nonostante ciò è Villa a tagliare per prima il traguardo del time-out-tecnico con una fast di Guiggi che lascia sul posto Serena (8-6). Al rientro in campo, Bergamo perde un po' la bussola e i troppi errori permettono a Villa di perdere il largo: Bosetti sfrutta al massimo le mani-out; Wilson è molto attenta a muro e Pavan con i suo attacchi taglia alla perfezione la difesa e muro avversari. Alla seconda sospensione obbligatoria il cartellone recita 16 a 9 per le padrone di casa. Mazzanti inizia a far riscaldare tutte le sue riserve: bisogna cambiare qualcosa in campo e in fretta se si vuol recuperare. Signorie e Di Iulio prendono così il posto di Serena e Piccinini, mentre Diouf entra al posto di Quaranta, cambi dettati per sfruttare al meglio l'affiatamento della giovane regista con le due schiacciatrici. Ma ancora in campo non arrivano risultati e il coach orobico chiama subito un time out discrezionale. Diouf, ancora fredda, non trova il giusto impatto in attacco e Ruseva, entrata al posto di Nucu, fatica evidentemente in difesa. (19-11) La centrale si riscatta però subito in seconda linea e sul suo turno di servizio Bergamo esce dal terpre in cui era caduta, costringendo Abbondanza al time out (19-13). Vasileva prova a picchiare forte ma ormai Villa sembra indirizzata alla conquista del set; Arrighetti prova a resistere con un pallonetto che coglie impreparata Guiggi; Diouf e poi Signorile con un ace ritardano di due palloni il set point, ma è solo questione di pochi scambi: la battuta delle giovane alzatrice mette in difficoltà la ricezione di Villa ma Bosetti, con il suo lungo-linea, chiude il primo set. (25-19)

Nel secondo parziale è Bergamo a siglare il primo mini break con Vasileva che colpisce forte su Berg e poi con il muro su Bosetti (1-3). A cambiare però il trend è nuovamente Pavan e, complice un nuovo errore di Serena, Villa si riporta avanti di due lunghezze prima che Mazzanti fermi il gioco (5-3). Lo stop e la strigliata sembrano avere i loro effetti: Pavan impegna Vasileva con la sua battuta al salto; la bulgara manda di là una freeball; Guiggi prova di prima intenzione ma Serena si fa trovare pronta. L'ace di Piccinini vale il 5 pari e il muro di Nucu su Pavan porta Bergamo avanti. Ma le campionesse d'Italia fanno e disfano: Arrighetti non sfrutta un errore di Berg commettendo invasione; Quaranta non è attenta e lascia cadere una freeball di Bosetti e poi Pavan punisce le orobiche con un suo attacco imprendibile (8-6). Come in una vera e propria finale, le azioni si allungano e si fanno sempre più spettacolari: Berg cerca sempre di più Bosetti mentre Arrighetti sale in cattedra con un buon muro sulla sua ex compagna di squadra e un primo tempo imprendibile per le avversarie (11-10). Si procede punto a punto, ma è nuovamente Villa a giocare con più lucidità ed efficacia grazie soprattutto a Bosetti che non sembra risentire dell'emozione di giocare contro la sua ex squadra; al contrario, la schiacciatrice alterna sapientemente pallonetti ad attacchi micidiali il tutto incorniciato da una fase di ricezione e difesa impeccabili (19-16). Piccinini cerca di rimediare alla giornata no di Serena seguita a ruota da Vasileva: l'entrata di Diouf dà nuovo impeto alle orobiche che trovano il pari a quota 22 con un grande primo tempo di Arrighetti che, trasportata dall'agonismo, tira anche un “urlaccio” alle avversarie. La tensione è alta e l'arbitro Castagna richiama le due formazioni all'ordine. La giovane Diouf risponde a viso aperto alle giocate di Pavan, ma è la canadese ad essere più incisiva: il suo attacco sulle mani out di Piccini e il successivo muro ai danni della stessa capitana orobica danno anche il secondo parziale a Villa Cortese. (26-24).


Al cambio campo i consigli dei due allenatori sono assai diversi: Abbondanza cerca di mantenere alta l'attenzione delle sue dicendo che non è ancora finita, mentre Mazzanti cerca di spronare al massimo le sue ragazze sentenziando che solo loro possono cambiare la partita. Villa, infatti, questa sera sembra non volere regale nulla: se Bergamo vuole ancora sperare e allungare la partita, dovrà farlo con le sue forze. Ma nella metà campo rosso-blu regna ancora una grande confusione e le giocatrici cortesine giocano quasi sempre senza muro: grazie anche a un po' di fortuna – vedi l'ace di Wilson favorito dal nastro – l'inizio del terzo parziale è così tutto a vantaggio della squadra di Abbondanza (8-3). Vasileva prova a mettere in atto i consigli del suo coach e con un muro su Guiggi e un attacco a tutto braccio riporta Bergamo a -2. Serena si affida alla bulgara che però, messa sotto pressione dal servizio avversario, perde efficacia in attacco. Cruz difende tutto quello che Diouf tira e Pavan è ancora micidiale in attacco (13-7). Mazzanti, come nella prima frazione, prova a mescolare le carte inserendo Di Iulio per Vasileva e Signorile per Serena. Ma Villa non si lascia sorprendere e rimane molto attenta in difesa; al contrario Bergamo non ha la giusta pazienza per chiudere le sue fasi d'attacco e spreca molti palloni. Arrighetti, con la solita grinta da grande guerriera, trova il muro su Bosetti e incita le sue (16-8), ma il suo servizio si spegne fuori dalla riga di fondo campo. Con il punto in diagonale di Cruz, Bergamo sembra ormai in balia degli attacchi di Villa e dei suoi stessi errori in fase d'attacco e di battuta (21-11). Nel mentre arriva la notizia che Busto Arsizio è la prima finalista: chi sarà la sua sfidante nella corsa allo scudetto? Cruz sembra avere le idee chiare e chiude subito un attacco ai danni di Ruseva che nulla può in difesa. Bosetti, la migliore in questa serata, replica con l'ennesimo lungo-linea vincente dando il match point a Villa. Chiude Guiggi in fast e per le cortesine arriva la terza finale scudetto consecutiva.

Dopo una serie di prove altalenanti, questa la MC Carnaghi è ritornata ad essere la squadra forte, ordinata ed attenta di inizio stagione che tanto piace ai tifosi e ad Abbondanza; Wilson, Pavan e in particolare Bosetti sono state le vere trascinatrici di questa gara 3: sapranno replicare anche contro l'armata bustocca? Parola al campo a partire dal 7 aprile quando a Busto Arsizio prenderanno il via le finali.

L'articolo e la foto di testata sono pubblicati su Pallavoliamo nella sezione REPORT del 5 aprile.

martedì 3 aprile 2012

Ginnastica artistica: l'Italia sogna in grande in visione delle Olimpiadi

JESOLO (VE) - La Nazionale Italiana di Ginnastica Artistica femminile sale sul secondo gradino del podio nel V Trofeo Città di Jesolo con il punteggio complessivo di 224.250. Oro agli USA (236.950), trascinate da Kyla Ross (59.850); soltanto terza la temibile Russia, orfana della stella Mustafina.
IPubblico dei grandi eventi al PalArrex di Jesolo, pieno in ogni ordine di posti (oltre 4.500 i presenti): merito dei grandi nomi che scenderanno in pedana e dal grande successo mediatico che la ginnastica ha ricevuto grazie alla serie televisiva "Ginnaste Vite Parallele" di MTV. Ed è stata proprio una delle protagoniste della fortunata serie ad ottenere il piazzamento migliore per le italiane: con il punteggio di 15.200, Carlotta Ferlito ha strappato il secondo miglior parziale di giornata, (15.200), piazzandosi alle spalle della sola Ross (15.500). La vice campionessa europea alla trave si è inoltre piazzata ottava nella classifica generale.

A meno di un punto dalla siciliana Vanessa Ferrari (55.900) che ha pagato due errori, uno alla trave e un altro al corpo libero, ma che ha messo in pedana esercizi di coefficenti di difficoltà molto alti. Buona - e promettente in chiave olimpica - è stata anche la prestazione della baby Francesca Deagostini (54.900) e di Giorgia Campana (54.850).

Un piazzamento di grande prestigio se si pensa che le nostre atlete sono riuscite a relegare in terza posizione le teminilissime russe (217.800): Anastasia Grishina, infatti, pur avendo condotto la classifica generale per quasi l'intera gara, non riesce a piazzarsi al di là della 5ª posizione. Il podio è infatti stato dominato dalla nazionale a stelle striscie che si è presentata a questa competizione con un vero e proprio dream team guidato dalla vincitrice della terza edizione del trofeo jesolano, McKayla Maroney, Alexandra Raisman, una delle più grandi interpreti di questa disciplina, e Kyla Ross.

Pattinaggio: il cigno azzurro sul tetto del mondo

NIZZA (FRANCIA) - Triplo Axel, triplo flip, triplo tolup: sulle note del celebre concerto per pianoforte e orchestra n.23 di Mozart, Carolina Kostner mette in pista un'esecuzione perfetta e si aggiudica l'oro ai mondiali di pattinaggio artistico.
"Era il mio tempo, è giusto così", queste le parole del cigno azzurro dopo l'oro conquistato ai mondiali di Nizza. L'arena francese è tutta con lei: applausi, silenzi e boati accompagnano ogni suo salto. La campionessa azzurra, terza al termine del programma corto, esegue un esercizio libero impeccabile, premiato dai giudici con 128.94 che l'hanno fatta balzare in testa alla classifica assoluta. Prima di lei, la russa Alena Leonova era stata impeccabile, ma Carolina ha saputo regalare al pubblico e ai giudici delle emozioni incredibili.

Per l'altotesdina si tratta del quarto podio iridato in carriera dopo i terzi posti dello scorso anno e del 2005 e l'argento del 2008. Il 128.94 ottenuto nel programma libero di questa sera batte di oltre 4 punti (4.01) il suo precedente primato personale ottenuto agli ultimi mondiali. La vittoria nel Grand Prix di Quebec City e l'oro degli Europei di Sheffield l'avevano messa sul piedistallo, ma questa vittoria la consacra definitivamente. Si tratta inoltre del secondo oro iridato nella storia del pattinaggio sul ghiaccio per l'Italia, che nel 2001 aveva vinto nella specialità danza con la coppia milanese Barbara Fusar Poli/Maurizio Margaglio.

Con questo oro, Carolina entra di diritto nella storia del pattinaggio non solo italiano ma anche mondiale.