martedì 17 gennaio 2012

Lettera a Valentina Arrighetti


Cara Vale,

ti scrivo questa lettera per dirti una volta di più quanto il nostro rapporto sia importante per me. Voglio essere sincera. In passato sono stata un po' assente per te: il lavoro, infatti, non mi permetteva mai di esserti vicino nelle partite e per quel che riguardava lo sport, c'era sempre tuo padre a seguirti. Poi nell'adolescenza, come spesso accade, il rapporto madre-figlia si fa sempre più difficile e quindi spesso, quando tu forse ne avevi più bisogno, io non ho potuto starti accanto come avrei voluto. Tu hai imparato quindi a cavartela anche un po' da sola e a diventare sempre più indipendente. Poi con il tempo, tu ti sei allontanata da casa per giocare in club sempre più importanti, sei cresciuta e finalmente ci siamo avvicinate tantissimo recuperando tutto ciò che fino a quel momento mi sembrava di aver perso con te. Non siamo delle grandi chiaccherone tra di noi, ma quando ci sono cose importanti, se ha bisogno di un consiglio di qualsiasi tipo o hai bisogno di sfogarsi per esempio, parliamo sempre apertamente e ti confidi molto con me su qualsiasi cosa. Ma come tu cerchi me nei momenti difficili, io cerco te. Siamo molto simili noi due, e più cresci, più mi assomigli. Certo, tu sei molto più tenace di me e riesci ad arrivare dove vuoi; per non parlare poi del fatto che io non sono per niente sportiva... ma come me sei molto impulsiva e come dici spesso anche tu, riusciamo a capirci anche senza parlarci: a me basta solo uno sguardo per scoprire i tuoi stati d'animo e questa è una cosa che indica la nostra vicinanza.

Il mio rapporto con te si gioca più sul lato umano; per tutto quello che è legato allo sport, invece, è tuo padre a seguirti. Diciamo che dal punto di vista sportivo non sono molto “ferrata” e quindi non sono la persona più adatta in questo ambito. E forse per te è stato un bene! Se fosse stato per me infatti alla prima difficoltà ti avrei portata via e non saresti mai arrivata dove sei ora. Vederti in lacrime anche una sola volta mi avrebbe messo in crisi, mentre tuo padre ti ha aiutata a superare i momenti di difficoltà che hai dovuto affrontare nella tua carriera. Certo, io cerco di seguirti il più possibile, ma per esempio la telefonata pre partita la fai con lui: è il vostro mondo, ma quando si è trattato di decidere della tua carriera, hai chiesto consiglio anche a me. Anche se normalmente alla fine hai fatto sempre quello che ti sei sentita di fare, hai sempre parlato con tutti noi delle tue scelte e abbiamo sempre cercato di consigliarti nel migliore dei modi. Siamo comunque stati sempre tutti d'accordo sulle squadre sin dalla prima quando hai firmato per Padova in A2. All'epoca avevi avuto anche delle buone offerte in A1: l'unica cosa che ti abbiamo detto è stata quella di partire dal basso e gradatamente così per avere la possibilità di giocare senza bruciarti subito. Avevamo visto infatti molte atlete del Club Italia andare subito in squadre importanti ed essere costrette in panchina per tutto il campionato: ho sempre pensato che fosse meglio essere in una squadra minore che ti avrebbe fatta crescere piuttosto che andare subito in un club importante e non giocare mai. Ma era quello che alla fine volevi anche tu: sei sempre stata una ragazza che ha avuto tanta voglia di lavorare ed è stato proprio grazie a questo atteggiamento che sei arrivata a questi livelli.

E pensare che quando eri piccola volevi giocare a calcio. Diciamo che io ti ho un po' spinta a cambiare sport: ti ricordi cosa ti ripetevo? “ti vengono le gambe troppo grandi!” E come potresti non ricordarlo! Ancora oggi, scherzando, me lo rinfacci e mi fai notare che pur giocando a pallavolo le gambe ti sono diventate muscolose lo stesso! Ma almeno, dico io, sono un po' più aggraziate! Comunque a calcio te la cavavi davvero bene e hai partecipato anche a vari tornei liguri, tra i quali il prestigioso torneo Ravano. Sei sempre stata molto portata per lo sport sin da piccola e tutto quello che facevi a livello sportivo ti riusciva sempre bene. Di conseguenza, quando hai scelto la pallavolo come tua professione, sono stata contenta e ti ho appoggiata perché ti vedevo a tuo agio sul campo da volley. Sinceramente l'unica cosa che mi interessava era che tu fossi felice e quindi che facessi quello che ti piaceva fare. E tu, da quel lontano giorno in cui sei andata a giocare a minivolley nella palestra vicino casa, hai deciso che quella sarebbe stata la tua strada. E che strada!

Vederti giocare per me è sempre una grande emozione: mi sembra sempre impossibile che tu sia arrivata a giocare a livelli così alti! Non perché non ne avessi le capacità, certo! Sei veramente brava nel tuo sport! Ma perché sembra davvero un sogno sapere che sei tra le atlete più forti della pallavolo italiana! La prima volta che sei andata via a quindici anni è stato quando ti hanno selezionata per il Club Italia: è stata una sensazione strana, perché anche se ero contenta per la grande occasione che ti si presentava, allo stesso tempo l'idea che mi stavano togliendo la mia bambina mi ha faceva soffrire molto. L'anno di Padova è stato uno dei momenti più difficili per te: per motivi di cartellino sei stata ferma per alcuni mesi. L'idea di non poter giocare e non stare in campo era una vera tortura per te e ti vedevo davvero molto agitata. Io ho cercato di starti il più vicina possibile, di tenerti calma dicendoti di avere pazienza che poi sarebbe arrivato tutto. Ma a parte queste difficoltà che ogni atleta deve affrontare, le gioie che mi hai regalato sono state davvero tante. La partita a cui sono più legata è quella della vittoria scudetto della scorsa stagione: già quando sei arrivata alla Foppapedretti è stata per me una grande soddisfazione, ma la vittoria dello scudetto è stato un momento davvero memorabile perché vedevo che tu ci tenevi davvero tanto a conquistarlo e quindi ho vissuto quella vittoria come se fosse il traguardo più importante. E poi, vincerlo dopo tante partite sofferte... credimi, anche io ero agitata in quella interminabile gara 5.

So infatti quanto il tuo spirito sia agonistico e so che quando perdi...sono guai! Meglio lasciarti sbollire un po' dopo una sconfitta ti! Ma allo stesso tempo, hai molti pregi perché sei determinata, dolce e tanto, forse troppo, sensibile! Fuori e dentro il campo sei molto diversa: in partita, la tua determinazione e il tuo agonismo ti fanno apparire un'altra persona agli occhi di chi non ti conosce bene. Il tuo difetto è che ti scaldi subito e che non conti mai fino a dieci prima di parlare o di agire! Questo sì! La tua grande sensibilità però l'hai dimostrata appieno con l'asta benefica che hai organizzato per raccogliere i fondi per le zone colpite dall'alluvione. Sono molto orgogliosa di te e la trovo un'iniziativa bellissima. In Liguria la pallavolo è uno sport poco sentito, ma farti portavoce di un gesto così bello, oltre ad aiutare le persone colpite da questa tragedia, potrebbe servire a promuovere questo sport anche qui, tant'è che la tua proposta di portare l'All Star Game a Genova è già a buon punto.

Il tuo attaccamento alla tua terra è davvero grande. Come grande è il sentimento che ti lega alla nazionale azzurra. Questo è un valore che ti hanno tramandato i tuoi nonni, anch'essi molto sportivi. A noi figli avevano insegnato che la maglia della nazionale è una questione seria ed importante come è giusto che sia. Quindi vedertela indossare la prima volta è stata un'emozione fortissima e in quell'occasione mi sono davvero commossa. Ogni volta che ti vedo in mezzo alla selezione azzurra e sento l'inno nazionale provo una grandissima emozione. Puoi capire quindi il mio stato d'animo dopo la vittoria all'ultima World Cup! Questa stagione forse non è iniziata nei migliori dei modi per te e la tua squadra, ma sono certa che grazie alla tua forza di volontà, alla tua determinazione e alla tua voglia di lavorare, raccoglierai presto tante altre belle soddisfazioni. Ne sono sicura, perché tu Vale, sei una persona speciale e speciale saranno i tuoi risultati.
Con tanto affetto,

la tua mamma Gianna.

Il pezzo e la foto originali sono pubblicati sul numero di gennaio 2012 di Pallavoliamo.

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