lunedì 17 ottobre 2011

Cuore di Mamma: Lettera a Giulia Leonardi

Cara Giulia,
ti scrivo questa lettera alla viglia delle semifinali degli Europei: tu ti trovi già a Belgrado e io sto per raggiungerti per vivere con te questo momento così importante. Come sarei potuta mancare? Sin dai tuoi primi passi nel mondo della pallavolo ti ho sempre seguita: praticamente non ho mai perso un match, nemmeno quando eri piccola e le partite non erano belle ed appassionanti come quelle di adesso. L'ho sempre fatto molto volentieri, anche perché, come te, io amo questo sport. Diciamo, infatti, che sei finita sui campi da volley un po' per colpa mia: non sono mai stata una professionista, ma quando tu eri piccola io e tuo padre giocavamo tutte le domeniche con i nostri amici e tu eri sempre con noi. Ricordi che cercavi sempre di scendere in campo ed intervenire nei nostri scambi? La cosa sorprendente è che già all'epoca era brava: non aveva paura e ti buttavi su tutti i palloni! Insomma... sin da piccola avevi la stoffa del libero! Per la pallavolo hai lasciato la ginnastica artistica dove in verità te la cavavi egregiamente: eri stata addirittura chiamata per l'attività agonistica, ma tu, a soli sette anni, hai deciso che la pallavolo sarebbe stata la tua strada e così è stato.

Ho avuto poi la fortuna di poterti seguire passo a passo in tutta la tua carriera: essendo un'insegnante, infatti, avevo molti pomeriggi liberi e quindi ho sempre potuto accompagnarti agli allenamenti e alle partite. E così, eccomi presente anche qui anche a Belgrado. Certo, non so come andrà finire, ma fino adesso hai disputato un grande torneo. Come ben sai io sono una tua super tifosa, e vivo le partite in diretta, come se fossi in campo lì con te: ogni volta che tocchi la palla, che fai un salvataggio o un recupero mi sembra di essere al posto tuo e di buttarmi io a prendere quei palloni. Sono davvero fiera di te, come lo sarebbe stato tuo padre! In fondo lui l'aveva sempre saputo che saresti arrivata ad indossare quella maglia! Per te si tratta del primo europeo e soprattutto della prima volta con la maglia da titolare. Questa promozione è stata un'emozione fortissima per te come per tutti noi della famiglia! All'inizio, in realtà, hai sentito un grande peso sulle spalle, in quanto avresti dovuto sostituire proprio uno dei tuoi idoli: Paola Cardullo. Era una situazione un po' strana alla quale non era facile reagire e in questa particolare circostanza, più che in ogni altra, hai avuto bisogno del mio sostegno: ti sono stata vicina, cercando di farti stare tranquilla e dandoti coraggio.

Io e te, fortunatamente, abbiamo un rapporto molto bello e tu con me ti apri tantissimo: riusciamo a comunicare molto bene e, sin da quando eri piccola, insieme parliamo di tutto. Per te io sono una “mamma” alla quale puoi parlare nei momenti di difficoltà o ogni qualvolta che ne hai bisogno. Anche se siamo lontane ci telefoniamo spesso e quando vieni a casa, insieme, prendiamo sempre una tisana prima di andare a dormire. Sono momenti che ci fanno sentire vicine. Siamo comunque una famiglia molto unita e tu sei molto legata anche al tuo fratellone Filippo e alla tua sorellina Sissi. Quando chiami la prima cosa che vuoi sapere è se loro due sono in casa e se stanno bene! Quello che ho cercato di insegnarvi è proprio questo: gioire anche per le piccole cose e per il semplice stare insieme. Oltre a questo attaccamento ai valori della famiglia, io e te ci assomigliamo anche in tanti altri aspetti. A parte fisicamente, infatti, io e te siamo molto simili anche di carattere: entrambe sappiamo vedere il bello della vita e la parte positiva di ogni situazione. Come sai, fondamentalmente io sono un'ottimista e ho cercato di diffondere anche a te questa visione positiva della vita: nella vita ci sono tante difficoltà e per questo è importante riuscire sempre a saperle affrontare con tranquillità e alla fine superarle. Certo, non sempre è facile e non sempre è possibile, ma fino ad oggi hai saputo affrontare tanti momenti difficili con il sorriso.

Per questo, vorrei che tu fossi meno critica nei tuoi confronti. Certo è giusto pretendere molto da se' stessi per raggiungere risultati come questi, ma, credimi, quello che hai fatto nella tua carriera e nella tua vita è davvero ammirevole. Non ti sei mai arresa e hai continuato a seguire i tuoi obiettivi: sei una ragazza molto matura e hai sempre preso le decisioni con grande responsabilità. Per esempio, fin da piccola volevi fare l'avvocato e nonostante gli impegni con la pallavolo ti sei iscritta a giurisprudenza e hai dato anche degli esami con buoni profitti: certo, quest'anno con gli impegni di Coppa Cev e la convocazione in nazionale sei andata un po' a rilento, ma non hai mai pensato di mollare. A dirla tutta, ti ci vedo benissimo nella veste di un avvocato! Infatti, sei una ragazza molto spigliata e diciamo che non ti manca il giusto piglio per stare in un'aula di tribunale! Anche se una volta ti ho visto in difficoltà! Ti dice niente il torneo King & Queen of of the Beach dello scorso anno a San Menaio? Se ci ripenso ancora scoppio a ridere! Eri felicissima per la vittoria – si trattava sempre di un torneo di un certo livello al quale prendevano parte anche numerose giocatrici di serie A – ma al momento della premiazione ti vergognavi di venire fuori a ritirare il premio. Proprio non ti sentivi a tuo agio con quel mantello rosso e la corona da regina!

Anche se per me “regina” lo sei diventata quando insieme alle tue compagne della Chateau D'Ax Urbino hai vinto la Coppa Cev. Fino a questo momento è stato tra i momenti più emozionanti: per te infatti era il primo trofeo a livello internazionale e mi è sembrata la degna incoronazione per un'atleta come te che dà semplicemente il cuore in campo! Penso che sia anche questa la chiave del tuo successo e della tua scalata dal piccolo club del Cesena Volley fino alla nazionale. A 13 anni ti avevano già chiamata a giocare nella squadra di serie D e da lì in poi è stata una escalation continua che ti ha portato a lasciare casa per la prima volta a 20 anni per andare a giocare a Forlì per la Infotel Banca. E per fortuna che era Forlì ed eri a soli 20 chilometri da casa! Quella prima separazione infatti è stata abbastanza dura per me: quando sono tornata a casa, dopo averti accompagnata e averti aiutato a sistemare l'appartamento, ho sentito infatti un grande vuoto e ho capito che eri diventata grande.

La prossima stagione sarai anche più lontana, a Busto Arsizio. Ma ho già trovato una soluzione per riuscire a venire a vederti tutte le domeniche: eccezionalmente, per quest'anno ho preso il lunedì come giorno libero a scuola e quindi potrò seguirti come ormai tradizione! Per te questo è un passo importante poiché Busto è una società di alto livello con dei grandi obiettivi. Ma so che tu darai il massimo anche in questa occasione: sei una ragazza molto responsabile e matura! Quindi, non mi resta che dirti in “bocca al lupo” cara Giulia e continua a giocare con lo stesso sorriso e la determinazione di sempre,

con tanto affetto,

la tua mamma Donatella

L'articolo e la foto sono pubblicati sul numero di ottobre 2011 di Pallavoliamo

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