mercoledì 17 novembre 2010

Hooker & Flier finalmente in bianco-rosso

Forse le nazionali americana ed olandese non saranno del tutto soddisfatte del risultato ottenuto in questi mondiali di volley. La Scavolini, al contrario, ha di cui festeggiare: per Destinee Hooker e Manon Flier la rassegna iridata è stato infatti un vero e proprio successo.

Contro ogni pronostico, gli Stati Uniti, colti di sorpresa da un sorprendente Giappone, sono finiti al quarto posto e sono rimasti a bocca asciutta. Il limite maggiore della nazionale a stelle e strisce? Una dipendenza quasi assoluta da Dee. La schiacciatrice statunitense ha infatti schiacciato 52 palloni siglando 24 punti, contro i 37 serviti a Tom Logan. Ciò significa, che la neo Colibrì ha fatto letteralmente gli straordinari in attacco in questa partita. E non solo. Infatti, se si vanno a vedere le statistiche del match contro la Russia, l’unica a non arrendersi è stata proprio Destinee che ha messo a segno 23 punti e lottato come una leonessa contro l’armata russa. Ora Pesaro l’attende con la speranza che Dee possa ripetere queste performance anche nel nostro campionato.

L’Olanda si è dovuta invece accontentare dell’undicesima posizione. Manon Flier ha saputo comunque mantenere le premesse, viaggiando sulla media di 19 punti a gara. Se gli USA si sono rivelati un po’ troppo Dee dipendenti, la stessa cosa si può dire della nazionale olandese: Manon infatti ha attaccato un numero enorme di palloni in tutte le gare disputate dalle “oranges” in questa rassegna iridata. Contro la Polonia, per esempio, l’opposto olandese ha attaccato ben 45 palloni, mettendone a terra 19. Più contenuta la performance contro Cuba: “solo” 15 punti per il neo acquisto bianco-rosso, quanto è bastato per battere le avversarie con un comodo 3 a 0. Manon, comunque, ha saputo sempre dimostrare tutto il suo valore con la maglia della nazionale; i suoi numeri calano però nei club con cui ha giocato. A Pesaro tutti sperano che l’olandese trovi il giusto ambiente per dare il massimo e per mettere a terra i palloni che contano.Tofoli le attende entrambe: il campionato è alle porte e le due nazionali dovranno entrare nei meccanismi delle Colibrì nel minor tempo possibile.

Un occhio infine al cammino delle azzurre. Dopo la sconfitta con Cuba, l’Italia chiude al quinto posto liberandosi agevolmente della Serbia prima e della Turchia dopo. Le nostre atlete ora faranno ritorno nei rispettivi club: chi in Italia, chi in Russia e chi in Turchia. È ormai tempo di campionato. Finalmente la lunga attesa è finita!

Articolo originale pubblicato su www.solovolley.it

Elisa Rocca

La pallavolo è per molti una passione. Una passione talmente grande che spesso obbliga a scendere a grandi compromessi e a prendere delle decisioni che agli occhi di molti potrebbero sembrare incomprensibili. È questo il caso di Elisa Rocca, schiacciatrice bresciana, classe 1986 che dopo aver indossato la maglia della nazionale ed aver ricevuto una convocazione in A1, ha deciso, proprio in nome di questa passione, di vestire la maglia di una squadra di B1. “A Busto Arsizio sono rimasta per soli 3 mesi. Avevo scelto di andare lì perché era la mia prima occasione per andare in serie A1, però, alla fine, non ce l’ho fatta a rimanere perché avevo bisogno di giocare. Nella Yamamay non avevo spazio e quindi ho deciso di andare via e sono stata ingaggiata in serie A2 a Donoratico, dove ho giocato da titolare per una salvezza davvero importante. L’obbiettivo è stato raggiunto ed io sono stata contentissima così. Certo, potermi allenare con giocatrici del calibro di Esko, Matuszkova e Fernandinha è stata un’esperienza bellissima dalla quale ho imparato anche molto, ma sfortunatamente non ho retto di più. Non riuscivo a non giocare mai, ma sento che mi sia servita molto come esperienza”. La domanda sorge allora spontanea: con il senno di poi, ha qualche rimpianto di fronte a quella decisione? “Di rimpianti per la serie A1 non ne ho avuti. Io avevo voglia di giocare e non riuscivo più ad allenarmi senza poi poter scendere in campo la domenica”. Questa passione per il gioco nasce sui campi dell’oratorio, quando a dodici anni Elisa ha fatto una “partitina” con le sue amiche. Da quella partita, poi, non ha smesso più di giocare. “All’inizio facevo sia danza che pallavolo. Così, alcuni giorni, capitava di avere gli allenamenti sia di danza che di pallavolo e io scappavo letteralmente da quelli di danza per andare a giocare. Poi, per fortuna, ho deciso di dedicarmi interamente alla pallavolo. In questo sport mi sentivo più realizzata, anche perché, sinceramente, non ero molto aggraziata per poter fare danza. Inoltre mi trovavo bene con le mie compagne: eravamo un bel gruppo e mi piaceva l’idea di un gioco di squadra”. Il passo decisivo della carriera di Elisa sono state le selezioni a Brescia, dove la giovane atleta è stata selezionata dal Millenium di Mazzano, una delle società più importanti della zona. Con la maglia della società lombarda, Elisa ha disputato l’Under 15 e la seconda divisione, vincendo il campionato di U15 e perdendo solo in finale quello della seconda divisione. All’età di 16 anni, si sono così aperte per lei le porte della B1. “Quando ancora stavo disputando l’under 17, ho cominciato ad allenarmi con la B1 femminile, in quella squadra che ha poi fatto la promozione in A2. In panchina c’era Marcello Abbondanza ed è stato proprio lui ad introdurmi nella realtà del Club Italia”. Così nel 2002, superate le selezioni, la giocatrice bresciana è entrata a far parte di uno dei club più prestigiosi nel panorama pallavolistico giovanile: “l’esperienza nel Club Italia è stata sicuramente un’esperienza molto bella ma anche molto dura, dato che è organizzato come un vero e proprio “collegio”. Lì la pallavolo è la cosa principale insieme alla scuola e quindi non si aveva molto tempo libero. Eravamo però un gruppo bellissimo e con le compagne di squadra mi trovavo benissimo. Spesso si stava tutte insieme a fare due chiacchere, a giocare con il computer, ad ascoltare musica o a guardare un film, ma le possibilità di uscire erano pochissime. A livello pallavolistico è comunque un’esperienza ottima che ti aiuta a crescere tanto tecnicamente e ti aiuta molto a crescere come atleta”. Come per tante altre giocatrici, il Club Italia porta Elisa ad indossare la maglia della nazionale nel torneo prejuniores: “in inverno mi allenavo e studiavo al Club Italia e poi nel periodo estivo prendevo parte ai tornei con la nazionale. Così nel 2004 ho preso parte ai mondiali prejuniores e l’estate dopo, nel 2005, ho fatto le Universiadi. Il mondiale è stata un’esperienza bellissima, anche se abbiamo perso in finale contro la Cina in una partita nella quale stavamo vincendo 2 a 0 e poi siamo andate a perdere buttando via tutto il vantaggio. Però è stata un’esperienza che ricorderò per sempre: indossare la maglia della nazionale è fantastico e il momento dell’inno nazionale, quando si è tutti in fila e parte l’inno di Mameli, ti fa venire veramente la pelle d’oca. Poi ho un sacco di ricordi belli come il tempo passato in albergo con le ragazze delle altre squadre con le quali ci si vedeva e con le quali si cercava di capirsi, anche se io con l’inglese non sono molto ferrata”. Dopo due stagioni con Piacenza in A2, arriva quindi la convocazione a Busto Arsizio, dalla quale Elisa, però si allontana alla volta di Donoratico dove centra la salvezza e trova un posto da titolare. “Dopo Donoratico ho avuto un’offerta da Santa Croce che stava costruendo una squadra molto buona con giocatrici che scendevano anche dalla serie A1: mi è sembrata una buona occasione per fare una promozione ed, infatti, siamo riuscite a centrare il nostro obiettivo. È stato un anno davvero stupendo anche perché nella mia vita non avevo mai fatto delle grandi promozioni. Quella con Santa Croce era la prima della mia vita da titolare e quindi ha avuto un sapore tutto particolare”. Una sfida che Elisa ha voluto e saputo cogliere al volo: "ho sempre sentito la voglia e il desiderio di mettermi in gioco e di far vedere quanto potessi valere, anche in una serie minore come la serie B; un campionato che io sento comunque più mio e nel quale mi sento di poter fare meglio”. A scapito di quanto si possa pensare, infatti, la B1 permette a molte giocatrici di prima fascia di trovare il loro giusto spazio e di disputare un campionato di livello. “il livello della B1 non è da considerarsi basso. Al contrario, è un campionato difficile perchè le squadre si assomigliano molto e hanno tutte a disposizione tanti ottimi elementi. Nella maggior parte delle squadre, infatti, ci sono giocatrici che sono scese dalla A2 o giocatrici esperte che hanno fatto panchina in A1. La serie B, infatti, permette a molte atlete di poter tornare a giocare e di scendere in campo per ottenere qualcosa”. Ecco così spiegata la presenza di un’atleta di alto livello come Elisa Rocca nelle fila della Saugella Monza, società di B1 con grandi ambizioni per questa stagione: “a livello societario l’obiettivo è quello di fare un bel campionato e salire in serie A2. Al momento abbiamo iniziato con il piede sbagliato, ma questo è un campionato lungo e difficile e sono sicura che faremo bene. A livello personale vorrei crescere ancora e migliorarmi soprattutto in ricezione. In particolare voglio riuscire ad essere un po’ più costante e stare lì con la testa, obiettivo che sono sicura di raggiungere giocando tanto. Dopo Busto ho fatto quei 4 mesi a Donoratico dove ho iniziato a giocare e da lì è iniziato il mio percorso da titolare: ora sono due anni che gioco da titolare e quindi dovrei riuscire ad acquisire maggiore continuità e a gestirmi meglio nelle partite”. Elisa è stata infatti presentata come uno degli acquisti “pesanti” della stagione, e avrà ampio spazio per dimostrare tutte le sue qualità: “come per altre atlete, il mio obbiettivo principale è giocare. Quest’anno in A2 non avevo avuto proposte da titolare e quindi ho deciso di rimanere in B1 e cercare di fare un buon campionato con una buona squadra. La Saugella Monza è una buonissima società. Lo scorso luglio ero venuta qui a parlare con i dirigenti che mi hanno spiegato il progetto e mi hanno fatto conoscere il preparatore atletico e la presidentessa Alessandra Massari. Sin dall’inizio mi è sembrata una società molto seria a cui piace lavorare e che cura con estrema attenzione le sue atlete. Ho quindi pensato che fosse una buona scelta e ho firmato. In più, è vicino a casa mia dato che io sono di Brescia e non mi capitava da tanto tempo di poter giocare cosi vicino a casa. Questo aspetto ha influito certamente”. Infatti Elisa, si dichiara un po’ “mammona” sotto questo aspetto: “un mio grande sogno sarebbe quello di fare un viaggio negli Stati Uniti per imparare bene l’inglese, ma non so se ce la farei mai a stare lontano da casa per tanto tempo. Anche quest’anno ho avuto varie proposte da diverse società, ma alla fine ho scelto Monza perchè mi piace avere la possibilità di tornare a casa quando ne ho bisogno o ne ho voglia. Sono un po’ mammona in questo. Non è che non voglia stare lontano, ma mi piace l’idea che se il weekend lo voglio passare a casa lo posso fare”. Se il viaggio negli States rimane per il momento un sogno, Elisa si sta attivando per iniziare un corso d’inglese con la sua compagna di squadra Deborah Stomeo “ma siamo ancora in alto mare, non ho avuto ancora in tempo di trovare un corso che faccia per noi, anche perchè allenandoci tutti i giorni trovare qualche momento libero è un po’ difficile”. Non resta che dedicarsi quindi alle proprie passioni, che nel caso di Elisa sono cucinare i dolci (“e solo quelli”) e fare fotografie. “non è che io sia una professionista: semplicemente mi piace molto fare le foto per immortalare i momenti più significativi della mia vita, che si tratti di un viaggio, di una serata con le amiche o di una partita. Mi piace infatti riguardarle molto spesso sul computer e rivivere quei momenti. Ma la mia passione è un’altra: i dolci. Mi piace molto cucinare i dolci perché in realtà sono le uniche cose che mi riescono bene: le torte e i biscottini sono la mia specialità. L’anno scorso, per esempio era diventata tradizione che tutti i sabati, io e una mia compagna di squadra, facessimo i biscottini, di ogni forma e di ogni tipo. Ogni volta si trovava una ricetta nuova e si provava. Una volta abbiamo persino fatto i “Baci di Dama” uno per uno: ci abbiamo messo tipo due ore perché dovevamo fare una pallina alla volta. Però è divertente e mi rilassa”. Una passione che però nulla può contro quella per la pallavolo. Il cuore di Elisa, infatti, batte solo per il suo sport e la sua voglia di giocare è così tanta, che ne siamo certi, lascerà il suo segno in questa stagione appena iniziata.

L'articolo originale e' pubblicato sul numero di novembre 2010 della rivista www.pallavoliamo.it

Lettera a Laura Saccomani

Cara Laura,

ti scrivo questa lettera a poche settimane dall’inizio del nuovo campionato. Per il secondo anno indosserai la maglia della Scavolini Pesaro e giocherai nuovamente nella massima serie. E meritatamente, vorrei aggiungere! Non solo per i risultati e i miglioramenti che hai ottenuto, ma soprattutto per l’impegno che hai messo in campo e fuori. Il primo anno a Pesaro non è stato certo semplice per te, anche perché è stato il primo grande distacco dalla tua famiglia. In realtà, vederti partire, è stato duro per tutti noi perché, siamo una famiglia molto unita: se fosse per me ti terrei qui con me, anche se avessi 50 anni. Ti ho visto soffrire, faticare per ottenere i risultati che hai ottenuto, e quando avevi bisogno della tua famiglia, noi siamo corsi molte volte a Pesaro per starti vicino, anche se tu ci dicevi “cosa ci fate un’altra volta qui? Un giorno, quando sarai anche tu madre, capirai. Certo, hai avuto dei momenti di sconforto, sempre però supportati dal fatto che stavi facendo qualcosa d’importante e soprattutto che ti piaceva. Senza contare che non eri solo impegnata con la pallavolo. Lo scorso anno, infatti, nonostante il grande impegno sul campo da gioco, sei riuscita anche a dare la maturità. Non volevi perdere l’anno e così ti sei presentata davanti ai tuoi ex compagni di classe per dare con loro l’esame. Questo dimostra il tuo grande orgoglio che ti porta a fare tutte le cose con il massimo impegno e il meglio possibile. Sei sempre stata tra le più brave della classe e tornare lì ed uscire sconfitta, per te sarebbe stato un dispiacere enorme. Ti è sempre piaciuto studiare, e devo ammettere che non ho mai dovuto forzarti più di tanto. Quando eri piccola i patti erano chiari: se non studiavi non andavi agli allenamenti, e questo ti ha insegnato a fare i compiti in maniera veloce e a farli bene. Da questo punto di vista mi hai dato sempre grandi soddisfazioni, e sono davvero contenta che ora tu ti sia iscritta all’università. Sono davvero orgogliosa di te: di quello che hai fatto sinora e di quello che farai, nel futuro. Sono sicura, infatti, che se continuerai a metterci quest’impegno, raggiungerai tanti altri risultati importanti come quelli che hai ottenuto lo scorso anno. Ho ancora vivido nei miei ricordi il tuo debutto in Serie A: era in Supercoppa contro un’agguerritissima Novara. Era la prima volta in assoluto che mettevi piede in un campo di serie A1, e dal nulla ti sei ritrovata in campo al fianco di Carolina Costagrande. Molti non sapevano neppure chi fossi, ma tu, in quella partita hai fatto 9 punti e giocato benissimo. Da madre è stata una bella soddisfazione e soprattutto la conferma che quella separazione dolorosa era giusta e che quella era la tua strada. Ma quella partita non è il solo ricordo bello che ho della tua “giovane” carriera. In realtà, il momento a cui sono più legata è la prima partita di mini volley alla quale hai preso parte. Te la ricordi? Eravamo ancora a Milano; avevi circa 6 anni e nessuna società ti voleva prendere perché eri troppo piccolina. Un giorno, siamo andati ad una festa dello sport della società della Propatria e lì c’erano delle ragazze di 15 anni che non ti volevano fare giocare. “Se tiriamo ti stendiamo” ti ripetevano. Però, l’allenatore Alessio Trombetta è intervenuto e ha detto “no, no…. tirategliela pure la palla, tirategliela”. Così, una di queste ragazze ha fatto una schiacciata fortissima e tu hai risposto con una ricezione perfetta. Poi ho visto che ti lamentavi perché la botta era stata davvero forte, però ce l’avevi messa tutta e quella palla L’HAI RICEVUTA! Anche in questo caso hai dimostrato tutta la tua determinazione. In realtà, non c’era da stupirsene. Tu hai sempre voluto giocare a pallavolo e tutti i tentativi miei o di tuo padre per distoglierti da questo gioco, sono miseramente falliti. Ci abbiamo provato, infatti, a portarti a nuoto o a danza, ma tu vedevi solo la pallavolo. Eri molto vivace e l’unico modo per farti star buona era farti giocare con la palla. Quando dovevamo aspettare tua sorella che finiva gli allenamenti, per esempio, tu, dopo aver finito i compiti sugli spalti del palazzetto, scendevi in campo, prendevi una palla e, in un angolino, giocavi tutto il tempo. Mi ricordo, che addirittura selezionavi le tue amicizie sulla base della pallavolo! Quando poi ci siamo trasferiti a Roma, questo sport ti è servito per integrarti in un ambiente dove non conoscevi nessuno. A dire la verità, quando ho dovuto cercare la nuova casa la prima cosa che ho guardato è stata la presenza di una palestra nelle vicinanze proprio perché per te e per tua sorella la pallavolo era davvero importante. Anche se sei cresciuta a Roma, i tuoi primi passi nel mondo della pallavolo li hai però mossi a Milano, precisamente nel palazzetto dove lo scorso anno hai conquistato lo scudetto con la Scavolini. Il Lido era il tuo campo da gioco quando eri piccolissima e quel quartiere, quella piazza, ti hanno visto nascere e crescere. Noi abitavamo proprio lì dietro, a due palazzi di distanza dal palasport: ti conoscono davvero tutti nel quartiere. Così, alla partita sono venuti tanti dei tuoi amici e vederti giocare lì una finale scudetto è stata una soddisfazione enorme davvero per tutti. Non ci poteva essere luogo migliore per incoronare quel sogno. In casa, siamo tutti tuoi grandi tifosi, e anche se tua sorella dice no, in realtà è lei quella a fare più baccano quando viene a vederti! Io non urlo, ma nel momento in cui tu entri in campo e mi fai l’occhiolino o un sorriso, in cuor mio dico sempre “metticela tutta”. Non riuscirei a dirtelo a voce: il mio è un incoraggiamento silenzioso! Vederti giocare è un’emozione sempre grande, e per questo io ti ringrazio. Grazie per avermi dato tante soddisfazioni; grazie per le emozioni che mi regali ad ogni partita; grazie, per come sei, orgogliosa, tenace, determinata, semplice e sensibile. Semplicemente te stessa. Semplicemente Laura.

Con tanto affetto,

la tua mamma, e tutta la tua famiglia.

sabato 13 novembre 2010

Scavolini-Virtus Bologna 2010

Davanti al pubblico delle grandi occasioni, la Vuelle esce sconfitta dal big match contro la Virtus Bologna: la Scavolini tiene comunque il ritmo e si arrende solo nel finale nonostante la panchina corta e l'assenza della sua guardia titolare Diaz.



Nonostante l'assenza di Diaz, perno importante per la squadra, gli uomini di Dalmonte hanno dimostrato sul campo di essere un gruppo compatto e capace di reagire nei momenti difficili. A complicare le cose nel classico match contro Bologna, ci sono state poi qualche decisioni arbitrali alquanto contestate che hanno messo fine prematuramente alla gara del pivot bianco-rosso Cusin.

L' atmosfera nella quale si gioca la palla a due iniziale è quella dei grandi eventi, con circa 4.500 persone sugli spalti ad incitare la propria squadra. La Scavolini parte con una formazione d'emergenza: Collins, Hackett, Almond, Aleksandrov, Cusin; la Virtus risponde con Poeta, Gaiulius, Kemp, Amoroso, Sanikidze dall'altra. L'inizio di Pesaro è alquanto contratto: l'importanza del match si sente e Hackett e Cusin commettono dei falli ingenui che permettono a Bologna di mettere a segno il primo mini-break. A dare una scossa ai propri compagni ci pensa Hackett che con un'azione da 3 punti da ossigeno all'attacco pesarese. Lardo cambia tutte le carte in tavola: dentro Winston, Koponen, Moraschini, Martinoni e Homan tutti assieme. Dalmonte manda nella mischia Lydenka e Cinciarini per lo spento Almond e per Cusin gravato da due falli. Ed è proprio il lituano, assieme a Collins, ad agganciare e a sorpassare Bologna . Ma a pochi secondi dalla fine Moraschini e Koponen chiudono il primo quarto a favore dei bianco-neri (17-21). Entra in campo Traini e, come era accaduto a Caserta, il gioco della Scavolini cresce nonostante i numerosi errori di Hackett. La giovane promessa azzurra centra subito la tripla, ma Bologna trova nuove energie e volla sul +8 (29-37).

In avvio di terzo quarto la Scavolini gioca duro in difesa e grazie a Collins e Aleksandrov si riporta a -2 (43-45). Coach Lardo ferma subito il gioco e al ritorno in campo la Virtus riacquista subito un certo margine. Hackett mette in campo tutta la forza e tutto il suo cuore, ma non basta. Bologna realizza un'altro mini break e si porta sul 53-56. Traini mette la tripla del pareggio e poi Collins il tiro del sorpasso. Nell'azione successiva, quella che potrebbe decretare l'allungo decisivo per i padroni di casa Cusin protesta troppo sul suo quarto fallo e si fa fischiare anche il tecnico. La Scavolini deve da ora in poi fare a meno di lui. La Virtus torna avanti e con Homan va a +4 (59-63). Si gioca punto a punto con Aleksandrov che non sbaglia dalla lunetta e poi Lydeka che porta le due sqaudre nuovamente al pareggio (63-63). Nel momento decisivo Collins sbaglia incredibilmente in contropiede e, dopo due ulteriori sbagli di Hackett Bologna ne approfitta per rimanere avanti. A pochi secondi dalla fine Bologna commette un' ingenua infrazione di metà campo e consegnano la palla del pareggio alla Scavolini. Nell'azione di rimessa Traini subisce fallo e centra un solo libero. Sul rimbalzo svetta Aleksandrov e anche lui subisce fallo sul punteggio del 66-68. Il pubblico sugli spalti incita i propri ragazzi: il supplementare è alla portata dei padroni di casa. Il serbo sbaglia pero' il libero decisivo e e la partita si chiude sul 66-70 per la Virtus.

Una sconfitta che arriva dopo due ottime partite e che ha mostrato comunque una buona Scavolini. Il peso della partita si è fatto decisamente sentire sui giocatori, e i tanti sbagli serviranno sicuramente per crescere. Prossimo impegno a Teramo contro la ex sqaudra del nuovo acquisto americano Hoover.

Le Colibri' ai Mondiali di Volley: part 2

Destinee Hooker e Manon Flier sono state ancora le protagoniste indiscusse delle rispettive squadre nella seconda fase dei campionati mondiali di volley femminili. Dee chiude, infatti, con un totale di 168 punti di cui 141 arrivati dalle sue schiacciate; Flier scende invece di alcune posizioni nella classifica finale anche a causa delle sconfitte della sua nazionale: il suo rendimento (123 attacchi vincenti, 16 muri e 13 ace) rimane, comunque, il migliore delle “oranges” e tra i primi 10 del mondo.

Nonostante qualche sconfitta, il cammino delle due atlete è stato più che positivo anche in questa seconda fase. Dee ha impressionato tutti con i suoi 19 punti di media nelle varie partite. A colpire in particolare sono stati i 24 punti inflitti all’avversarie nel big match tra Italia – USA che ha visto le azzurre trionfare per 3 a 1. A tenere a galla la nazionale a stelle e strisce è stata proprio la giovane schiacciatrice che ha dato il tutto e per tutto contro quelle che dalla prossima stagione saranno le sue avversarie nel campionato italiano. Solo l’Italia e il Brasile sono riuscite a contenere la scatenata numero 19. In particolare, contro la nazionale verde-oro, la futura Colibrì ha messo in mostra tutto il suo potenziale offensivo concludendo 19 attacchi.

Di particolare interesse per la Scavolini è stato poi il match tra Olanda e Stati Uniti, che ha visto scontrarsi a viso aperto Dee e Manon. Gli USA hanno vinto nettamente per 3 a 0, trascinati nuovamente dalle schiacciate di Destinee che ha messo a segno 20 punti. Manon ha invece sofferto lo strapotere a rete delle statunitensi e si è fermata a soli 6 punti.

In questa seconda fase, il cammino della Flier è stato più travagliato rispetto a quello della prima fase. L’Olanda ha infatti ottenuto una sola vittoria (nella partita contro Cuba), incassando pesanti sconfitte contro gli USA (0-3), la Tailandia (1-3) e la Germania (1-3). L’opposto pesarese ha saputo però lasciare il suo marchio sulla partita contro le tedesche firmando 19 punti e 17 contro la sorprendente squadra asiatica.

Sia Dee che Manon avranno comunque l’opportunità di incrementare il loro bottino anche se con obiettivi decisamente diversi. Gli Stati Uniti, infatti, classificandosi secondi nella Pool F, si giocheranno un posto in finale contro la Russia il 13 novembre; l’Olanda, invece, si giocherà il 9 posto contro la Polonia.

E come è andata alla nostra nazionale? Dopo il successo contro gli Stati Uniti le speranze di una medaglia si erano fatte più concrete, ma il ko contro Cuba al tie-break ha infranto tutti i sogni. Con il 4 posto nella Pool F, l’Italia scenderà così in campo contro la Serbia per contendersi il quinto posto: un risultato che non soddisfa però nessuno.

Per l'articolo originale www.solovolley.it

venerdì 5 novembre 2010

World League a tutta Scavo

Manon, Dee e Senna: tre nomi; tre giocatrici; tre avversarie nella lotta per lo scettro mondiale. Solo una cosa le accomuna: nella prossima stagione tutte e tre indosseranno la maglia tri-scudettata della Scavolini. Quale miglior occasione, allora, che seguirle nella competizione iridata per conoscerle meglio?

Manon Flier, opposto classe 1984, è il capitano delle “oranges”, squadra che, in questa prima fase, si è trovata nella pool B, assieme alla nostra nazionale. Destinee Hookers, è il posto quattro della squadra statunitense che, nella pool C, ha collezionato una serie incredibile di 3 a 0 e non ha perso nessun match.A farne le spese anche la Croazia di Senna Usic, “vecchia” conoscenza del pubblico pesarese.

Il posto quattro croato, nonostante le difficoltà della sua nazionale, in questa prima fase ha messo a segno un bel bottino: 54 punti totali con ben 46 attacchi vincenti. Davvero niente male, se si pensa che la Croazia ha vinto una sola partita (quella incredibile contro Cuba) e che, in quell’occasione, Senna ha collezionato ben 15 punti. Buono il riscontro anche in fase difensiva, fondamentale nel quale Senna aveva sofferto un po’ nella scorsa stagione: in questa prima fase ha ricevuto con un buon 47% di efficacia (su 121 palloni ricevuti 66 sono state ricezioni perfette e solo 9 gli errori commessi). Dopo l’eliminazione della sua nazionale, a Pesaro l’aspettano a braccia aperte.

Il “destino” ha poi voluto che la nostra Colibrì si scontrasse (e non solo metaforicamente) con la futura bianco-rossa Destinee Hooker. Il match è stato a senso unico, con gli Stati Uniti che hanno agevolmente superato per 3 a 0 la nazionale croata. Dee, in questa occasione, ha messo a segno “solo” 15 punti; “solo” se si pensa a quei 28 con cui la giovane americana ha domato la Thailandia nella gara d’esordio in questo mondiale. Tanti gli applausi e i messaggi ricevuti dal numero 19 a stelle e strisce, dai suoi fan e dalle future compagne di squadra. Lei ringrazia e, intanto, dopo un contatto un po’ duro a rete, stringe amicizia con Senna Usic. A colpire maggiormente di questa atleta, oltre agli 85 punti realizzati, è però la grande elevazione che le permette di attaccare ben al di sopra del muro avversario: la Hooker, era campionessa di salto in alto. E si vede.

Intanto, Manon Flier sembra indomabile. I numeri dell’opposto olandese, in questa prima fase del Mondiale, sono da capogiro: 74 attacchi vincenti, 10 muri e 9 ace per un totale di 95 punti. A farne le spese, sono state soprattutto le italiane che hanno visto Manon siglarne 35 davanti ai loro occhi: la partita alla fine è andata alle azzurre, ma se l’Olanda è arrivata a giocarsi il tie-break è stato, soprattutto, grazie al suo capitano. L’Olanda forse non sarà la formazione vincente degli europei 2007, ma Manon ha dimostrato sino ad ora di meritarsi appieno quella fascia e il terzo posto nella classifica delle top-scorer di questi mondiali (solo dietro alla cubana Palacios Mendoza Yoana e alla russa Kosheleva Tatiana, rispettivamente seconda e prima).Terminata la prima fase, USA ed Olanda si sono ritrovate insieme nella Pool F, la stessa dell’Italia e del Brasile. La squadra a stelle e strisce si presenta al secondo round con 5 vittorie, 0 sconfitte e solo 2 set persi; l’Olanda è riuscita, invece, ad accaparrarsi il secondo posto della Pool B, staccando di 150 punti la nostra nazionale ( per entrambe tre vittorie e due sconfitte). Così, dopo il duello a rete con Senna, ora Dee se la dovrà vedere con Manon: l’appuntamento tra USA e Olanda è fissato per il 9 novembre a Nagoya.E che ha fatto la nostra nazionale orfana delle Colibrì? Dopo due nette vittorie per 3 a 0 contro Portorico e Kenya, e dopo la prova di carattere contro l’Olanda (3 a 2 per le azzurre), l’Italia ha dovuto chinarsi di fronte alla stra-potenza del Brasile, allenato da Zè Roberto (il terzo set è terminato 25 a 7 per le verde-oro), e si è lasciata sfuggire la vittoria contro una mai-doma Repubblica Ceca. Il risultato è stato un terzo posto, che potrebbe compromettere la zona medaglie di questi Mondiali.

Ma nulla è ancora scritto: la corsa al titolo è infatti ancora lunga. Ora qualche giorno di riposo per preparare strategie e riordinare le idee; poi tutte in campo per il secondo round a partire dal 6 novembre.mata ne またね.

lunedì 1 novembre 2010

Pesaro strappa una vittoria all'overtime contro Caserta

Orfana di Diaz, Pesaro strappa la vittoria contro Caserta grazie ad una partita di gran carattere dei suoi italiani: 89 a 91 per la seconda vittoria consecutiva dei bianco-rossi. Cusin MVP della gara.



La sfida al Pala Maggiò si preannuncia di fuoco: da un lato Caserta alla ricerca della prima vittoria stagionale, dall'altra la Scavolini Pesaro, reduce dall'esaltante vittoria contro la blasonata Lottomatica ma orfana della sua guardia. Con l’assenza del portoricano Diaz, Dalmonte affida quindi il suo attacco a Cinciarini.

Caserta parte molto contratta, e Cusin nei primi secondi di gioco recupera la prima palla del match, mancando tuttavia l'appuntamento con il canestro nella fase di transizione. Mentre Caserta continua a sbagliare, Aleksandrov si fa sentire sotto canestro e dopo aver catturato due rimbanzi d'attacco sigla i primi due punti per i bianco-rossi. Cusin si fa perdonare subito l'errore iniziale e sigla il primo break per la Scavolini che si porta sul 4 a 0. Caserta tentenna e perde un'altra palla, ma gli uomini di Dalmonte non sono bravi ad approfittarne e i padroni di casa provono a reagire con Garri. La partita inizia a prendere il via con le due squadre che rispondono canestro su canestro. Per Pesaro i punti arrivano soprattutto dai suoi italiani, anche se i ritmi del gioco li detta sempre Collins. Ottimo anche l'esordio di Traiani, che dalla panchina entra a dirigire l'attacco bianco-rosso. Nei suoi sei minuti di gara, la giovane promessa del basket italiano gestisce al meglio la squadra e Pesaro raggiunge il massimo vantaggio del primo tempo +8 (31-39). Caserta prova a rispondere appoggiandosi all'ex di turno, Williams, ma la Vuelle chiude avanti di +5 i primi 20 minuti di gara (36-41).

Nel secondo tempo, Pesaro continua a macinare gioco, mentre Caserta non trova la giusta continuita' e alterna lunghi black out a momenti positivi. In uno di questi, Jones e Di Bella ricuciono in 3 minuti scarsi le nove lunghezze di distanza tra la loro squadra e la Scavolini, portando Caserta addirittura avanti sul 48-47. Adesso sono i pesaresi a soffrire di un black out: Cusin, Almond e Aleksandrov stanno sbagliando tanto e anche Hackett risulta troppo falloso. Dalmonte chiama il time out e al ritorno in campo la Scavolini ritrova la via del canestro con i soliti Cusin e Collins a cui danno una mano anche Cinciarini e Hackett. Pesaro si ritrova nuovamente avanti di 4 lunghezze (52-56) che diventano 10 grazie a due triple di Almond in apertura dell'ultimo quarto. Caserta prova a ricucire il divario e passo dopo passo ci riesce con Garri che mette i liberi del 67-66. Pesaro sembra aver perso le fila della partita mentre Caserta prova a siglare il break definitivo: Di Bella trova due punti pesantissimi e la partita sembra chiusa. Un tiro dalla lunga distanza di Collins, però, da' il pari a Pesaro e riapre l'incontro: Garri sbaglia la tripla mentre Hackett, buttandosi dentro con anima e corpo, trova un gioco da tre punti che riporta avanti i bianco-rossi di 3 lunghezze (69-72). Con soli 25 secondi sul cronometro, Caserta prova a costruire il miglior gioco possibile ed una tripla di Colussi sulla sirena manda le squadre al supplementare.

Il supplementare si apre con tre punti di Almond. Poi Traini, di nuovo in campo, mette due liberi che danno a Pesaro un primo vantaggio, suggellato poi grazie al gioco, e al cuore, di Cusin, Hackett e Flamini che riportano avanti la squadra sul +8. Caserta non molla: Bowers e Di Bella ci provano in tutti i modi e si riporta sotto a sole 3 lunghezze a 17 secondi dalla fine. Pesaro sbaglia molti tiri liberi, ma alla fine sono proprio due liberi di Cusin a portare i bianco-rossi alla vittoria. 89 a 91 per una partita giocata davvero con il cuore dagli uomini di Dalmonte: la Scavolini vince nuovamente e...convince.